News: LETTERA A FASSINO
(Categoria: POLITICA)
Inviato da altrestorie
giovedì 14 dicembre 2006 - 14:50:40


Caro Fassino, credo di parlare a nome di tanti elettori di sinistra che sono abbasatnza sgomenti per il cammino della maggioranza e del governo.


Caro Fassino, a proposito delle polemiche suscitate dalla contestazione a Prodi, le sottopongo alcune riflessioni.Io sono un elettore medio del CS, che ha votato per il PCI, per i DS, ultimamente per le formazioni minori della sinistra, condividendo in genere, anche se non in toto,  gli obbiettivi dell’alleanza, Ulivo o Unione che fosse. Non ho tessere di alcun partito e parlo a titolo personale, ma dato che sono attivo sia in rete che sul territorio, appassionato di politica osservatore attento,  credo di rappresentare il pensiero di tantissimi.Le contestazioni a Prodi erano organizzate. Per quanto ci sia malcontento, nessuno che ha votato centrosinistra contesterebbe in quel modo, non per ora. I fischi magari si, ma “Buffone” proprio no, perché nessuno a sinistra ritiene Prodi un buffone. Piacerà più o meno,  sarà troppo democristiano, troppo tecnico, ma tutti gli riconoscono serietà e competenza.Invece la reazione del centrosinistra è stata quella di cospargersi il capo di cenere e di accusare Prodi per la finanziaria fatta, correndo il rischio di isolarlo.Il punto è che voi continuate a non vedere la pericolosità di Berlusconi e del Berlusconismo. Con la potenza mediatica ha convinto che tutti i guai dipendono dal CS che governa da pochi mesi e non dai disastrosi cinque anni precedenti. Aizza la gente che chiede a questo governo di fare cose che loro in cinque anni manco si sono sognati. E con tutte le critiche credo che l’operato di questo governo in pochi mesi sia già molto migliore dei cinque anni precedenti.La gente protesta contro una finanziaria senza consocerne di fatto i contenuti, perché l’elettorato di destra ragione come il tifoso del bar, con la pancia.Né pare nessuno chieda conto alla destra di perché diamine quello che si vorrebbe ora dal Cs non l’anno fatto loro nei precedenti cinque anni con la maggioranza enorme che avevano.La gente purtroppo ormai disdegna i fatti e non ragiona più molto, instupidita dalla TV probabilmente.Qui la colpa grave della sinistra di non avere capito e di continuare  trattare come elemento secondario il conflitto di interessi e la potenza mediatica del cavaliere che gli permette di  stravolgere uno dei fondamenti democratici: la libera formazione del consenso che in questo caso è inquinata da un ‘informazione drogata.
La risoluzione del conflitto di interessi e la sottrazione dell’informazione dalle grinfie della politica dovrebbe essere obbiettivo prioritari, anche rispetto ai problemi economici, a mio avviso, o almeno subito dopo.
Questo sarebbe  il primo  segnale di cambiamento vero, di questa maggioranza al suo elettorato, dovrebbe dimostrare di avere voltato pagina col berlusconismo. Non scaricate tutte le responsabilità del governo, perché la litigiosità di molte componenti della maggioranza, i continui distinguo, la messa in discussione del programma, pesano molto di più della finanziaria pesante. Fu un grave errore l’indulto, anche se posso comprenderne le ragioni.Grave la  poca fermezza sul decreto Bersani che fu accolto con favore dall’80 % della popolazione. Invece si cedette per gli interessi di alcune categorie che, per la stragrande parte votano pure a destra. Si è scontentato l’elettorato di riferimento per favorire chi?…..Ora volete fare una legge sul conflitto di interessi seria o dovremo morire sotto il peso dell’incultura sparsa da mediaset? Il danno del berlusconismo, quello vero, è stato il veleno sparso dalle TV  che hanno diseducato un paio di generazioni di Italiani, cancellando la memoria di questo paese, stravolgendone l’etica, mortificando la cultura, sostituendo i principi con l’idea che tutto è lecito e dovuto. Cosi ora si  va in piazza a rivendicare i privilegi e non diritti. IL problema diventano i magistrati e non i troppi ladri e corrotti. Dell’Utri sta in parlamento e chi ruba tre pere si fa vent’anni. Previti percepisce illecitamente un sontuoso stipendio parlamentare, ma poi si vogliono toccare le pensioni. Populismo? Qualunquismo?Certo c’è il rischio, ma quanto è dovuto alla vostra poca fermezza e all’incapacità di intercettare i bisogni e la volontà di coloro che pure dovreste rappresentare?Invece di opporvi a queste derive, minimizzate, sorvolate, cedete quando non vi accordate. Accettate che Tremonti dia lezioni di economia a questo governo. Accettate che Berlusconi vi accusi di brogli e di essere illegittimi, vi accusa di regime, mentre voi sgridavate noi che “demonizzavamo l’avversario”. Vorremmo sentirvi dire una volta, chiaro e forte, che lezioni da pidusiti e amici dei mafiosi non se ne accettano. E vaffanculo il politically correct e l’idea di non scadere a certi livelli. Avete il dovere di  far rinascere il senso di appartenenza ad una sinistra che si distingue che è “diversa”. Come era diverso una volta essere “comunisti”.L’elettorato non è scontento tanto (anche se conta) per la finanziaria, ma quanto nel vedere  di nuovo i litigi nella coalizione e la mancanza di decisione nell’attuazione del programma. Storiacce come quella contro la Turco che fa una modifica minima e doverosa per impedire che si vada in galera per uno spinello, o i teocon che si mettono di traverso sulle coppie di fatto pesano tantissimo. Del decreto Bersani si è detto.La gente sopporta il sacrifico economico se si mostra che si è in grado di cambiare e portare il paese nella media dell’Europa e non dell’Africa, come sta avvenendo (con tutto il rispetto per il continente martoriato). Insomma ci vuole una prospettiva.Che può essere il partito democratico a parte che si ponga la condizione irrinunciabile della sua laicità come condicio sine qua non. Se il  futuro PD dovrà essere influenzato dal Cardinale Ruini ed il sempre più di destra Rutelli, lasciate perdere, l’elettorato non vi seguirà.Credo facciate un ‘analisi sbagliata nell’inseguire un presunto moderatismo che non esiste. La gente, comprese le parti della margherita non fondamentaliste, chiede riforme serie, radicali. Se si imbocca la strada delle liberalizzazioni le si faccia ma seriamente. Si spezzino corporazioni e privilegi senza mediazioni eccessive. Se si privatizzano i servizi lo si faccia ma consentendo un apertura vera del mercato e non il passaggio da monopoli pubblici a monopoli privati. In tal caso meglio il monopolio privato.La maggior parte della gente e favorevole ad i pacs, all’eutanasia, ad una legislazione più avanzata dei diritti, ma voi sembrate attardarvi per accontentare qualche minoranza, rumorosa e vociante, ma ormai minoranza, scontentando gran parte dell’elettorato.Per chiudere smettetela di inseguire un ‘elettorato di destra che mai vi voterà. Che volete ascoltare i lamenti di chi non vuole pagare le tasse perché considera legittimo evadere? Non avrete mai quel voto e perderete i nostri.Costi quel che costi dovrete dimostrare fermezza: le tasse si pagano e punto!Il massimo sarebbe se decideste di praticare una strada che sia distante il più possibile dal liberismo, dalla centralità del mercato, che rimetta al centro valori diversi e ridia la prospettiva di credere in un futuro diverso e migliore.
Ma questo sarebbe un discorso troppo lungo. Però  come detto, se decidete di seguire la strada del mercato, anche se riletto in chiave soft, almeno comportatevi da liberaldemocratici veri che accanto al liberismo economico sono attenti anche alla libertà nel campo dei diritti individuali.
Spero che si capisca il senso delle mie riflessioni, anche se alcuni concetti li ho dovuti tagliare con l’accetta dato che non potevo fare un discorso kilometrico.Perciò spero che lei ne colga il senso e l’intenzione dettati comunque dalla stima e da un interesse in fondo comune e non da livore.Cordialmente

PS Non fatevi venire in mente di riproporci film già visti tipo D'Alema, o qualche altro, al posto di Prodi. Srabbe per voi la fine politica, nessuno  avrebbe più fiuducia e anche l'angoscia per un ritorno della banda di delinquenti non servirebbe a farvi rivotare.

giuseppe galluccio
14/12/06
  



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