News: A PROPOSITO DI BROGLI
(Categoria: BROGLI ELETTORALI)
Inviato da altrestorie
mercoledì 02 aprile 2008 - 21:23:51


A quel punto Due piccole storie ignobili, a proposito di brogli, fatti o gridati.
da un vecchio articolo di Travaglio, ripescato per caso


  BROGLIO COL BENE CHE TI VOGLIO
Nel Truman Show che ci avvolge da cinque anni per la regia di Bellachionia sotto le sue telecamere a reti unificate, si da ormai per scontato che le elezioni non le ha vinte nessuno, che il vantaggio dell' Unione e frutto di brogli, errori e pasticci a opera dei comunisti, in ogni caso «il Paese e spaccato in due), e dunque bisogna mettersi d'accordo con Bellachionia, altrimenti non si muove di li. Al netto del suo monopolio su Rai e Mediaset, tutti gli italiani saprebbero che ha vinto l'Unione, ricorderebbero che il Paese e spaccato in due almeno dal 1948 e attenderebbero ad horas l'incarico a Prodi perche formi il governo. Ma questi fatti, banale routine in qualunque altro paese, sfuggono ai tg perche non piacciono al padrone. Cosi
continua a tener banco un fatto che, semplicemente, non esiste: i brogli rossi. Se esistesse un minimo d'informazione in tv, si saprebbe che gli unici inquinamenti elettorali accertati sono, finora, targati centrodestra: che costruì "a tavolino",  i falsi brogli per far vincere a Vendola le elezioni regionali in Puglia (l'ha appena stabilito la magistratura pugliese): che fece spiare gli avversari di Storace alle regionali in Lazio: e che per 5 anni ha impedito a due deputati dell'Ulivo regolarmente eletti nel 2001 di ottenere i loro seggi in Parlamento, abusivamente occupati da due deputati della Cdl irregolarmente eletti.
Nel 2001 Paolo Carratelli, candidato del centrosinistra in Calabria, batte Michele Ranieli (Udc). Ma per uno spiacevole "errore", di calcolo, in Parlamento va il suo rivale bocciato. La magistratura pile intervenire solo se si accerta il dolo. Bisogna rivolgersi alla giunta per le elezioni della Camera, a maggioranza di centrodestra. Il ricorso Carratelli viene accolto e l'elezione di Ranieli non viene ratificata. La relatrice sul caso e Isabella Bertolini( FI): una turbogarantista, almeno per Berlusconi & C. Insomma la cosa pare in buone mani. Ma per due anni non accade nulla, dopodiché la Bertolini si dimette. Le subentra il leghista Martinelli, che dopo un anno di studio chiede e ottiene l'archiviazione. Il centrosinistra protesta, anche perché le carte rimostrano che Carratelli ha vinto per 6 voti. Ma la legislatura ormai e agli sgoccioli. The end.
La storia di Faggiano e ancora meglio.
La sera stessa del voto, 14 maggio 2001, il presidente del seggio di Latiano (Brindisi) si accorge di aver invertito sul verbale, per errore, i suoi 389 voti e quelli del suo rivale Sardelli (300). «Ero stanco», si difende il pasticcione, «sonno, dolori di stomaco. Rifacciamo i conti». Ma non si pile: la papa ormai e passata alla giunta per le elezioni. Questa, a maggioranza, s'infischia dell'errore e proclama eletto Sardelli. Ma accoglie il ricorso di Faggiano, anche perché la Procura di Brindisi ha fatto rinviare a giudizio i componenti del seggio. Alla fine il Tribunate archivia per mancanza di dolo, ma scrive che l'errore «appare altamente probabile), per  "mera inversione materiale di trascrizione delle cifre" dunque la conta dei voti va ribaltata. Un chiaro invito alla giunta perché riconti le schede. Li anche stavolta prende la parola un garantista a trazione integrate: l'on. avv. pres. prof. Gaetano Pecorella. Stavolta però  non c'é di mezzo il suo illustre cliente Berlusconi: c'e un deputato Ds scippato del suo seggio. Ergo - e il verdetto pecorelliano - «mancano i presupposti per sostenere che vi e un dubbio ragionevole». Archiviazione e morta Faggiano torna in Procura, con una denuncia per falso doloso. Stavolta pm va a ricontare i voti: 300 a Sardelli, 389 a Faggiano. Per i giudici non c'e dolo, ma l' elezione va ribaltata. Alla giunta delle elezioni i polisti si stracciano le vesti : come si permette il magistrato di impicciarsi in cose che non lo riguardano? Il forzista Blasi chiede al ministro Castelli di punire il magistrato impiccione e sostiene che i plico dei voti ricontati, non sequestrato, pile essere stato manipolato: ergo, e «inutilizzabile». Il forzista Gazzara ammette che, «d'impulso», lui disporrebbe «la verifica delle schede», ma «nessuno pile permettersi di agire d'impulso. La verità cui tendiamo e quella assoluta». Escatologica. Nell'attesa, la Cdl chiede di impugnare il verdetto dei giudici alla Corte Costituzionale. La pratica Faggiano riposa in pace lino a ottobre 2005, quando Sardelli lascia FI per il gruppo misto.
A quel punto il fascicolo riprende prodigiosamente vita e, il 17 gennaio 2006, si decide la verifica delle schede valide. E si scopre quel che si sapeva da sempre: aveva vinto Faggiano. Peccato che intanto sia finita la legislatura. roba più urgente da trattare: i brogli della sinistra.
di Marco Travaglio dall'Unità del 17/4/2006



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