News: DATI DEL REGNO BORBONICO
(Categoria: Napoletanamente)
Inviato da altrestorie
sabato 05 aprile 2008 - 11:52:33



* Dal settembre 1860 all'agosto del 1861 vi furono 8.968 fucilati, 10.604 feriti, 6.112 prigionieri, 64 sacerdoti, 22 frati, 60 ragazzi e 50 donne uccisi, 13.529 arrestati, 918 case incendiate e 6 paesi dati a fuoco, 3.000 famiglie perquisite, 12 chiese saccheggiate, 1.428 comuni sollevati.



* Nel 1689 vi erano 2.718.330 abitanti; nel 1734 anno in cui il Regno passò a Carlo III di Borbone la popolazione era di 3.044.562 abitanti e nel 1775 aumentò a 4.300.000. Nel 1815 quando ritornarono i Borbone era 5.060.000 e nel 1836 di 6.081.993. Nel 1846 la popolazione arriva a 8.423.316 e dieci anni dopo a 9.117.050.
* I Borbone incivilirono e resero innocui i baroni, costruirono strade, ricostituirono l'esercito e le amministrazioni locali cui diedero l'antica autonomia, come diedero grande impulso all'industria, all'agricoltura, alla pesca, al turismo. Da ultimo tra gli Stati divenne il primo d'Italia e tra i primi del mondo.
* Le ferrovie, inventate nel 1820, ignote in Italia, fecero la loro prima apparizione a Napoli (1839) con il tratto che con­giungeva la capitale a Portici e poi fu concessa al Bayard di continuarla fino a Castellammare. A spese del tesoro nel 1842 cominciò quella per Capua e poi l'altra per Nola, Sarno e Sansevero
* Nel 1837 arrivò il gas e nel 1852 il telegrafo elettrico, primissimi in Italia.
*I l teatro San Carlo, primo al mondo, fu costruito in soli 270 giorni e la stessa corrente culturale fece nascere l'Officina dei Papiri, il Museo Archeologico, l'Orto Botanico, l'Osservatorio Astronomico e, primo al mondo, l'Osservatorio Sismologico Vesuviano e la Biblioteca Nazionale. Nacque un collegio militare come la Nunziatella le Accademie Culturali, le scuole di Arti e Mestieri, Monti di Pegno e Frumentari.
* Lo sviluppo industriale fu travolgente e in venti anni raggiunse primati impensabili sia nei settori del tessile che in quello metalmeccanico con 1.600.000 addetti contro il 1.100.000 del resto d'Italia. Nacquero industrie all'avanguardia e tecnologicamente avanzate dando vita a ferrovie e battelli a vapore e costruendo i primi ponti in ferro in Italia, opere d'alta ingegneria in parte ancora visibili sul fiume Calore e sul Garigliano.
* Il Regno poteva vantare il più basso tasso di mortalità infantile in Italia. Erano sparsi sul territorio ospedali, ospizi e ben 9.000 medici.
* Lo Stato godeva di buona salute, il deficit era quasi inesistente ed il suo patrimonio aureo era invidiato da tutte le nazioni. Nel 1861, 668 milioni di lire oro contribuirono alla formazione del tesoro italiano.
* Per la buona amministrazione e finanze oculate la Borsa di Parigi, allora la più grande del mondo, quotava la Rendita dello Stato napoletano al 120 per cento, ossia la più alta di tutti.
* Nella conferenza internazionale di Parigi del 1856 fu assegnato al Regno delle Due Sicilie il premio di terzo paese del mondo, dopo l'Inghilterra e la Francia, per sviluppo industriale
* Le navi mercantili del Regno delle Due Sicilie solcavano i mari di tutto il mondo e la sua flotta era seconda solo a quella del Regno Unito e così pure la flotta da guerra terza in Europa dietro quella inglese. Cosi il governo borbonico fu costretto a promulgare, primo in Italia, il Codice Marittimo creando dal niente una rete di fari con sistema lenticolare per tutta la costa.
* Le industrie tessili, navali e metalmeccaniche pullulavano in tutto il regno: quella di Pietrarsa con mille operai e settemila di indotto ne era il gingillo, la punta di diamante.
* Gli operai lavoravano otto ore al giorno e guadagnavano abbastanza per sostentare le loro famiglie e primi in Italia usufruirono di una pensione statale in quanto fu istituito un sistema pensionistico (con una ritenuta del 2% sugli stipendi).
* Nel Regno la disoccupazione era praticamente inesistente e cosi l'emigrazione. Oltre al milione e seicentomila addetti nell'industria c'erano duecentomila commercianti e tre milioni e mezzo di contadini .
* Gli sportelli bancari erano diffusi capillarmente in ogni paese e villaggio e prime al mondo, le banche del Regno, furono autorizzate dal Governo ad emettere i polizzini sulle ossia i primi assegni bancari della storia economica.
* Carlo III di Borbone intuendo l'importanza di Pompei ed Ercolano, profondendo mezzi e denaro fondò l'Accademia di Ercolano dando così, di fatto, inizio agli scavi. Oggi Pompei è una delle città più visitate del mondo, con un milione di presenze all'anno.
* C'è chi stima in un milione i morti delle resistenza meridionale all'invasione piemontese. Probabilmente la cifra non è reale. Più probabile che siano 150 mila come si legge in Alle origini del Brigantaggio e sul sito Brigantaggio non sono accertati.
* Nel 1862 nel Teramano furono fucilati 526 contadini. Più o meno stessa cifra a Surcola cosi a Isernia e Rionero Sannitico.
* Il colonnello Pietro Fumel si vantava di aver fatto fucilare trecento briganti e non briganti e sottoponeva a torture e sevizie inaudite i prigionieri ( Michele Topa " I Briganti di sua Maestà" Fratelli Fiorentino ed pag 268.
* A seguito dell'occupazione piemontese fu immediatamente impedito al Banco delle Due Sicilie (diviso poi in Banco di Napoli e Banco di Sicilia) di rastrellare dal mercato le proprie monete per trasformarle in carta moneta così come previsto dall'ordinamento piemontese, in tal modo i banchi avrebbero potuto emettere carta moneta per un valore di 1200 milioni e avrebbero potuto controllare tutto il mercato finanziario italiano. Quell'oro, invece, attraverso apposite manovre passò nelle casse piemontesi.

* Il colpo di grazia all'economia del sud fu dato sommando il debito pubblico piemontese, enorme nel 1859 (lo stato più indebitato d'Europa), all'irrilevante debito pubblico del Regno delle due Sicilie, dotato di un
* Nelle casse piemontesi finirono circa 600 milioni dell'epoca ricavati dalla vendita dei beni demaniali ed ecclesiali.
* Nicola Zitara afferma : " Senza il saccheggio del risparmio storico del paese borbonico, l'Italia sabauda non avrebbe avuto un avvenire. Sulla stessa risorsa faceva assegnamento la Banca Nazionale degli Stati Sardi. La montagna di denaro circolante al Sud avrebbe fornito cinquecento milioni di monete d'oro e d'argento, una massa imponente da destinare a riserva, su cui la banca d'emissione sarda - che in quel momento ne aveva soltanto per cento milioni - avrebbe potuto costruire un castello di cartamoneta bancaria alto
tre miliardi. Insomma, per i piemontesi, il saccheggio del Sud era l'unica risposta a portata di mano,
per tentare di superare i guai in cui s'erano messi.."
* La statistica di fine anno 1861, fatta dagli occupanti piemontesi, indicò che nel solo secondo semestre vi erano stati 733 fucilati, 1.093 uccisi in combattimento e 4.096 fra arrestati e costituiti. Le cifre, tuttavia, furono molto al disotto del vero, in quanto non erano indicati quelli della zona della Capitanata, di Caserta, Molise e Benevento, dove comandava il notissimo assassino Pinelli.
Al Senato di Torino, il ministro della guerra Della Rovere, dichiarò che 80.000 uomini dell'ex armata napoletana, imprigionati in varie località della penisola, avevano rifiutato di servire sotto le bandiere piemontesi. Vi erano stati migliaia di profughi, centinaia i paesi saccheggiati, decine quelli distrutti.
* Nel 1860 a Gaeta in una foiba furono trovati 2000 fucilati
* Il 12 febbraio 1862 il colonnello Pietro Fumel, emanò un bando veramente raccapricciante :
"Io sottoscritto, avendo avuto la missione di distruggere il brigantaggio, prometto una ricompensa di cento lire per ogni brigante, vivo o morto, che mi sarà portato. Questa ricompensa sarà data ad ogni brigante che ucciderà un suo camerata ; gli sarà inoltre risparmiata la vita. Coloro che in onta degli ordini, dessero rifugio o qualunque altro mezzo di sussistenza o di aiuto ai briganti, o vedendoli o conoscendo il luogo ove si trovano nascosti, non ne informassero le truppe e la civile e militare autorità, verranno immediatamente fucilati ... Tutte le capanne di campagna che non sono abitate dovranno essere, nello spazio
di tre giorni, scoperchiate e i loro ingressi murati ... È proibito di trasportare pane o altra specie di provvigione oltre le abitazioni dei Comuni, e chiunque disubbidirà a questo ordine sarà considerato come complice dei briganti."
Costui, un sanguinario assassino, praticò metodicamente il terrore e la tortura contro inermi cittadini e le loro proprietà per distruggere ogni possibile aiuto ai "briganti".

* Dal settembre 1860 all'agosto del 1861 vi furono 8.968 fucilati, 10.604 feriti, 6.112 prigionieri, 64 sacerdoti, 22 frati, 60 ragazzi e 50 donne uccisi, 13.529 arrestati, 918 case incendiate e 6 paesi dati a fuoco, 3.000 famiglie perquisite, 12 chiese saccheggiate, 1.428 comuni sollevati.

*Alessandro Bianco, conte di Saint-Jorioz piemontese, anche lui sterminatore di gente pacifica, scrivendo le sue memorie sul m brigantaggio, ebbe momenti di lucida analisi, nell’individuare le radici del brigantaggio ed il rifiuto della popolazione per l’invasore piemontese:
“Il Piemonte si è avvalso di esuli ambiziosi servili, incuranti delle sorti del proprio paese e preoccupati soltanto di rendersi graditi, con i loro atti di acquiescente servilismo, a chi, da Torino decide ora sulle sorti delle province napoletane. E accanto a questi uomini, adulatori e faziosi, il Piemonte ha posto negli uffici di maggiore responsabilità gli elementi peggiori del paese: figli dei più efferati borbonici, per fama spioni pagati dalla polizia, sono ora giudici di mandamento o Giudici circondariali, sotto prefetti o delegati di polizia; negli uffici sono ora soggetti diffamati e ovunque personale eterogeneo e marcio che ha il solo merito di essersi affrettato ad accettare il programma Italia e Vittorio Emanuele ed una sola qualità, quella di saper servire chi detiene il potere”.
A. Bianco di Joroz, Il brigantaggio alla frontiera pontificai 1860-63, Milano ed. Daelli (pag 373/76)

* Emigrazione biblica dei meridionali: dal 1863 al 1880 emigrarono circa 1.900.000 abitanti, cioè oltre il 20 % della popolazione.

giuseppe galluccio 27/1/06

La maggior parte delle notizie è tratta dal Libro di Antonio Ciano, "I Savoia ed il massacro del sud", Ed: Grandmelò di cui consiglio la lettura, anche se il neoborbonismo non mi interessa.

Fonti: Salvatore Lucchese - Federalismo, socialismo e questione meridionale in Gaetano Salvemini, con testi di Gaetano Salvemini, Mandria, 2004 ;

Francesco Saverio Nitti Domenico De Masi - Napoli e la questione meridionale - Guida editore;
Alle origini del Brigantaggio Associazione Culturale DUE SICILIE - GIOIOSA JONICA (RC)

Da Quarto a Volturno – Cesare Abba - Bologna 1911 ;
Il Brigantaggio dal 1860 al 1865 – Bourelly Osanna Venosa 1987 ;
Storia del reame di Napoli dal dal 1735 al 1825 - Pietro Colletta - Le Monnier ;
Brigantaggio meridionale - Pedio Tommaso, Capone editore
Scienza delle finanze - F. S. Nitti - Pierro editore 1903 ;
Antonio Ciano – I Savoia ed il massacro del sud - Grandmelò ;
I briganti di sua maestà Michele Topa, Fratelli Fiorentino ed;

LINK UTILI

www.alleanzacattolica.org/idis_dpf/voci/b_brigantaggio.htm

www.alleanzacattolica.org/indici/dichiarazioni/pappalardop223.htm

www.cronologia.leonardo.it/storia/a1864e.htm http://www.brigantaggio.net/

www.brigantaggio.net/Brigantaggio/Documenti/CarteRivolta.htm

www.brigantaggio.net/Brigantaggio/Documenti/LeggePica.htm

www.brigantaggio.net/Brigantaggio/Documenti/Circolari/indice.htm

it.wikipedia.org/wiki/Questione_meridionale

www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/q/q017.htm

italy.peacelink.org/storia/articles/art_7001.html

www.homolaicus.com/storia/moderna/ottocento/questione_meridionale.htm

Leggi anche : Meridione e folklore Dati del Regno Censimento del Regno
Frammentri storici Il Briganataggio









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