News: BIN LADEN E LA CIA
(Categoria: AMERICANI)
Inviato da altrestorie
mercoledì 20 dicembre 2006 - 00:53:24

Dopo gli attacchi terroristici a New York e Washington, la verità deve prevalere per impedire che l'amministrazione Bush, e i suoi partner della Nato, si imbarchino in una avventura militare che minaccia il futuro dell'umanità.


Un guerriero allevato dalla Cia contro l'URSS
Il dire
ttore della Cia George Tenet ha affermato che Bin Laden ha la capacità di pianificare "attacchi multipli con poco o nessun allarme".
Il segretario di stato Colin Powell ha definito gli attacchi "un atto di guerra" e il presidente Bush ha confermato in un discorso alla nazione trasmesso in tv che non avrebbe "fatto distinzione tra i terroristi che hanno commesso quegli atti e coloro che li ospitano".
L'ex direttore della Cia Woolsey ha puntato il dito contro "la protezione da parte degli stati", dando per scontata la complicità di uno o più governi stranieri. Secondo le parole dell'ex consigliere per la sicurezza nazionale Eagleburger, "penso che dimostreremo che quando veniamo attaccati in questo modo, la nostra forza e la nostra punizione sono terribili".
Frattanto, parafrasando le dichiarazioni ufficiali, il mantra dei media occidentali ha approvato il lancio di "azioni punitive" dirette contro target civili in Medio Oriente. William Saffire ha scritto sul New York Times: "dopo aver ragionevolmente identificato le basi e i campi dei nostri aggressori, dobbiamo polverizzarli - minimizzando ma accettando il rischio di danni collaterali - e agire in modo scoperto o occulto per destabilizzare gli stati che ospitano il terrore".

Questo testo delinea la storia di Osama bin Laden e i collegamenti esistenti tra la "Jihad" islamica e la formulazione della politica estera Usa durante e dopo la guerra fredda.

Sotto l'egida della Cia
Principale sospettato negli attacchi terroristici di New York e Washington, bollato dall'Fbi come "terrorista internazionale" per il suo ruolo nei bombardamenti delle ambasciate statunitensi in Africa, Saudi nato Osama bin Laden è stato reclutato durante la guerra in Afghanistan "ironicamente sotto l'egida della Cia, per combattere gli invasori sovietici".
Nel 1979 è stata lanciata "la più grande operazione segreta nella storia della Cia" in risposta all'invasione sovietica dell'Afghanistan a sostegno del governo filo-comunista di Babrak Kamal: "Con l'incoraggiamento attivo della Cia e della pakistana Isi (Inter Services Intelligence), che volevano trasformare la jihad afghana in una guerra globale mossa da tutti gli stati musulmani contro l'Unione Sovietica, tra il 1982 e il 1992 si sono uniti alla lotta dell'Afghanistan circa 35.000 musulmani integralisti di 40 paesi islamici. Altre decine di migliaia di loro sono venuti a studiare nei madrasah del Pakistan.
Alla fine, più di 100.000 musulmani integralisti stranieri sono stati direttamente influenzati dalla jihad afghana".
La jihad islamica è stata sostenuta dagli Stati uniti e dall'Arabia Saudita con una parte significativa del finanziamento generato dal traffico del Golden Crescent: "Nel marzo 1985, il presidente Reagan ha firmato la direttiva 166 della Decisione sulla Sicurezza Nazionale,... [che] autorizza[va] un aumento di aiuti militari segreti ai mujahideen, e chiariva che la guerra segreta afghana aveva un nuovo obiettivo: sconfiggere le truppe sovietiche in Afghanistan attraverso azioni occulte e incoraggiare il ritiro sovietico.
La nuova assistenza segreta da parte degli Usa cominciò con un aumento drammatico delle forniture di armi - una crescita stabile fino a 65.000 tonnellate all'anno nel 1987, ... così come un flusso interminabile di specialisti della Cia e del Pentagono che si recarono nella sede segreta dell'Isi sulla strada principale presso Rawalpindi, in Pakistan. Lì gli specialisti della Cia incontravano i funzionari dell'intelligence pakistana per aiutarli a progettare operazioni per i ribelli afghani".
Usando l'intelligence militare pakistana (Isi), la Cia ha giocato un ruolo chiave nell'addestramento dei mujahideen. A sua volta, l'addestramento alla guerriglia sponsorizzato dalla Cia è stato integrato con gli insegnamenti dell'Islam: "I temi predominanti erano che l'Islam era una ideologia socio-politica completa, che le truppe sovietiche atee stavano violando il santo Islam, e che il popolo islamico dell'Afghanistan doveva riaffermare la propria indipendenza rovesciando il sinistroide regime sostenuto da Mosca".
Per conto dello zio Sam
L'Isi pakistano è stato usato come intermediario. Il sostegno segreto della Cia alla jihad avveniva indirettamente attraverso l'Isi.
La Cia cioè non faceva arrivare il suo supporto direttamente ai mujahideen. In altre parole, affinché quelle operazioni segrete avessero successo, Washington stava ben attenta a non rivelare l'obiettivo ultimo della "jihad", che consisteva nel distruggere l'Urss. "Noi non abbiamo addestrato gli arabi" ha detto Milton Beardman, della Cia.
Tuttavia, secondo Abdel Monam Saidali, dell'Al-aram Center for Strategic Studies del Cairo, Bin Laden e gli "arabi afghani" avevano ricevuto "tipi di addestramento molto sofisticati, cosa che era stata loro consentita dalla Cia".

Beardman ha confermato, a questo proposito, che Osama bin Laden non era a conoscenza del ruolo che stava giocando per conto di Washington. Secondo le parole di Bin Laden (citate da Beardman): "Né io né i miei fratelli abbiamo visto qualcosa che dimostrasse l'aiuto americano".
Motivati dal nazionalismo e dal fervore religioso, i guerrieri islamici erano inconsapevoli di combattere l'esercito sovietico per conto dello Zio Sam. Vi furono contatti ai livelli più alti della gerarchia dell'intelligence, ma i leader dei ribelli islamici sul campo non ne ebbero con Washington o con la Cia.
Con l'appoggio della Cia e l'afflusso di massicci quantitativi di aiuti militari Usa, l'Isi si era trasformata in una "struttura parallela con un enorme potere su tutti gli aspetti del governo". L'Isi aveva uno staff composto da ufficiali dell'esercito e dell'intelligence, burocrati, agenti sotto copertura e informatori ed era stimata in 150.000 persone.

Nel frattempo, le operazioni della Cia avevano anche rafforzato il regime militare pakistano guidato dal generale Zia Ul Haq: "Le relazioni tra la Cia e l'Isi erano andate rinsaldandosi dopo l'estromissione da parte del [generale] Zia di Bhutto e l'avvento del regime militare...
Durante quasi tutta la guerra in Afghanistan, il Pakistan è stato più aggressivamente anti-sovietico persino degli stessi Stati uniti. Nel 1980, poco dopo che l'esercito sovietico aveva invaso l'Afghanistan, Zia spedì il capo dell'Isi a destabilizzare gli stati sovietici dell'Asia centrale. La Cia aderì a questo piano solo nell'ottobre 1984... la Cia era più cauta dei pakistani.

Sia il Pakistan che gli Usa adottarono la linea dell'inganno all'Afghanistan. La loro posizione pubblica era la negoziazione di un accordo mentre, in privato, decidevano che il miglior modo di procedere era l'escalation militare".
Il triangolo del Golden Crescent
La storia del traffico di droga nell'Asia centrale è intimamente collegata alle operazioni coperte della Cia. Prima della guerra in Afghanistan, la produzione di oppio in Afghanistan e Pakistan era diretta a piccoli mercati regionali. Non vi era produzione locale di eroina.
A questo proposito, lo studio di Alfred McCoy conferma che entro due anni dal furioso attacco dell'operazione della Cia in Afghanistan, "la zona di confine Pakistan-Afghanistan divenne il principale produttore di eroina al mondo, fornendo il 60% della domanda Usa. In Pakistan, la popolazione tossicodipendente passò da quasi zero nel 1979... a 1.200.000 persone nel 1985 - una crescita molto più rapida che in qualunque altro paese": "Ancora una volta, la Cia controllava questo traffico di eroina. Mentre conquistavano territori all'interno dell'Afghanistan, i guerriglieri mujahideen ordinavano ai contadini di piantare oppio come tassa rivoluzionaria. Al di là del confine, in Pakistan, i leader afghani e i gruppi locali sotto la protezione dell'Intelligence pakistana gestivano centinaia di laboratori di eroina. Durante questo decennio di narcotraffico alla luce del giorno, l'americana Dea (Drug Enforcement Agency) a Islamabad evitò di pretendere grosse confische o arresti... I funzionari Usa avevano rifiutato di indagare su accuse di traffico di eroina da parte dei suoi alleati afghani "perché la politica sui narcotici Usa in Afghanistan è subordinata alla guerra contro l'influenza sovietica nell'area".

Nel 1995 l'ex direttore dell'operazione afghana della Cia, Charles Cogan, ha ammesso che la Cia aveva effettivamente sacrificato la guerra alla droga per combattere la guerra fredda. "La nostra missione principale era arrecare il maggior danno possibile ai sovietici. Non avevamo le risorse o il tempo per dedicarci a un'indagine sul narcotraffico"... "Non penso che dobbiamo scusarci per questo. Ogni situazione ha la sua ricaduta... Sì, c'è stata una ricaduta in termini di droga. Ma l'obiettivo principale è stato realizzato. I sovietici hanno lasciato l'Afghanistan".
Una chiave per le operazioni militari e d'intelligence americane nei Balcani e nell'ex-Urss
Dopo l'89. Il fondamentalismo islamico diventa utile agli interessi strategici di Washington nell'ex Unione sovietica
Finita la guerra fredda, la regione dell'Asia centrale è strategica non solo per le sue grandi riserve petrolifere. Essa produce anche tre quarti dell'oppio mondiale, che rappresentano introiti di molti miliardi di dollari per i cartelli d'affari, le istituzioni finanziarie, le agenzie di spionaggio e il crimine organizzato. Il ricavato annuale del traffico del Golden Crescent (tra 100 e 200 miliardi di dollari) costituisce circa un terzo del mercato annuale mondiale dei narcotici, che le Nazioni unite stimano dell'ordine di 500 miliardi di dollari.
Con la disintegrazione dell'Unione sovietica, nella produzione dell'oppio si è verificata una nuova ondata. Potenti cartelli d'affari nell'ex Unione sovietica alleati con il crimine organizzato sono in competizione per il controllo strategico sulle rotte dell'eroina.
L'estesa rete di intelligence militare dell'Isi non è stata smantellata dopo la guerra fredda. La Cia ha continuato a sostenere la jihad islamica fuori del Pakistan. Nuove iniziative segrete sono state avviate in Asia centrale, nel Caucaso e nei Balcani. L'apparato militare e di intelligence del Pakistan essenzialmente "è servito come catalizzatore per la disintegrazione dell'Unione sovietica e l'emergere di sei nuove repubbliche islamiche in Asia centrale".
Nel frattempo, i missionari islamici della setta Wahhabi dell'Arabia saudita si erano stabiliti nelle repubbliche islamiche e all'interno della federazione russa invadendo le istituzioni dello Stato secolare. Nonostante la sua ideologia anti-americana, il fondamentalismo islamico serviva largamente gli interessi strategici di Washington nell'ex-Unione sovietica.
Successivamente al ritiro delle truppe sovietiche nel 1989, la guerra civile in Afghanistan è continuata inesorabile. I Taleban erano sostenuti dai Deobandi pakistani e dal loro partito politico, lo Jamiat-ul-Ulema-e-Islam (Jui). Nel 1993, lo Jui è entrato nella coalizione di governo della prima ministra Benazzir Bhutto. Furono istituiti legami fra Jui, esercito e Isi. Nel 1995, con la caduta del governo Hezb-I-Islami Hektmatyar a Kabul, i Taleban hanno non solo installato un governo islamico oltranzista, ma hanno anche "consegnato il controllo dei campi di addestramento in Afghanistan a fazioni Jui...". E lo Jui, con il sostegno dei movimenti sauditi Wahhabi, ha giocato un ruolo chiave nel reclutare volontari che combattessero nei Balcani e nell'ex Unione sovietica.
Il Jane Defense Weekly conferma a questo proposito che "la metà degli uomini e dell'equipaggiamento dei Taleban proviene dal Pakistan mediante l'Isi". In effetti, sembrerebbe che dopo la ritirata dei sovietici entrambe le fazioni della guerra civile afghana abbiano continuato a ricevere sostegno occulto attraverso l'Isi pakistano.
In altre parole, sostenuto dall'intelligence militare pakistana (Isi) che a sua volta è controllata dalla Cia, lo stato islamico Talebano è stato largamente funzionale agli interessi geopolitici americani. Il traffico del Golden Crescent è stato anch'esso usato per finanziare ed equipaggiare l'Esercito musulmano bosniaco (a partire dai primi anni '90) e l'esercito di liberazione del Kosovo (Kla). Esistono prove che, negli ultimi mesi, i mercenari mujahideen stanno combattendo nei ranghi dei terroristi Kla-Nla in Macedonia.
Questo spiega perché Washington ha chiuso gli occhi sul regno del terrore imposto dai Taleban, inclusi i plateali attacchi ai diritti delle donne, la chiusura delle scuole per le bambine, i licenziamenti femminili dagli impieghi pubblici e l'imposizione delle "leggi punitive della Sharia".

La guerra in Cecenia
Per quanto riguarda la Cecenia, i principali leader ribelli Shamil Basayev e Al Khattab sono stati addestrati e indottrinati in campi sponsorizzati dalla Cia in Afghanistan e Pakistan. Secondo Yossef Bodansky, direttore della Task Force del Congresso americano sul terrorismo e la guerra non convenzionale, la guerra in Cecenia era stata pianificata durante un summit segreto di Hizb Allah International tenuto nel 1996 a Mogadiscio, in Somalia. Al summit hanno partecipato Osama bin Laden e funzionari di alto livello dell'intelligence iraniana e pakistana. Sotto questo aspetto, il coinvolgimento dell'Isi pakistano in Cecenia "va molto oltre la fornitura ai ceceni di armi e expertise: l'Isi e i suoi rappresentanti fondamentalisti islamici sono coloro che in effetti comandano in questa guerra".
La principale rotta degli oleodotti della Russia transita attraverso la Cecenia e il Dagestan. Nonostante la sbrigativa condanna da parte di Washington del terrore islamico, i beneficiari indiretti della guerra in Cecenia sono i conglomerati petroliferi anglo-americani, che competono per il controllo sulle risorse petrolifere e i corridoi degli oleodotti provenienti dal bacino del Mar Caspio.
I due principali eserciti ribelli ceceni, guidati rispettivamente dal comandante Shamil Basayev e Emir Khattab e stimati in 35.000 uomini, sono stati sostenuti dall'Isi, che ha anche giocato un ruolo chiave nell'organizzare e addestrare l'esercito ribelle ceceno: "[Nel 1994] l'Isi pakistano ha fatto in modo che Basayev e i suoi fidati luogotenenti ricevessero un intensivo indottrinamento islamico e l'addestramento alla guerriglia nella provincia Khost dell'Afghanistan presso il campo di Amir Muawia, creato all'inizio degli anni '80 dalla Cia e dall'Isi e gestito dal famoso signore della guerra afghano Gulbuddin Hekmatyar. Nel luglio 1994, dopo aver completato la preparazione ad Amir Muawia, Basayev è stato trasferito al campo Markaz-i-Dawar in Pakistan per essere addestrato in tecniche avanzate di guerriglia. In Pakistan, Basayev ha incontrato i più alti ufficiali militari e di intelligence pakistani: il ministro della difesa generale Aftab Shahban Mirani, il ministro dell'interno generale Naserullah Babar, e il capo del settore dell'Isi incaricato di sostenere le cause islamiche, generale Javed Ashraf (ora tutti in pensione). I rapporti ad alto livello si sono dimostrati molto utili per Basayev".
Dopo il suo lavoro di addestramento e indottrinamento, Basayev è stato assegnato a guidare l'assalto contro le truppe federali russe nella prima guerra cecena nel 1995. La sua organizzazione aveva anche sviluppato forti collegamenti con gruppi criminali a Mosca, nonché legami con il crimine organizzato albanese e l'esercito di liberazione del Kosovo. Nel 1997-98, secondo il servizio di sicurezza federale russo (Fsb) "i signori della guerra ceceni hanno cominciato ad acquistare beni immobili in Kosovo... attraverso svariate ditte immobiliari come copertura in Jugoslavia".
L'organizzazione di Basayev è stata anche coinvolta in una quantità di attività illegali tra cui narcotici, intercettazioni illegali e sabotaggio degli oleodotti russi, rapimenti, prostituzione, commercio di dollari falsi e contrabbando di materiali nucleari (vedi "Mafia linked to Albania's collapsed pyramids". Accanto all'esteso riciclaggio di soldi della droga, gli introiti di varie attività illecite sono stati destinati al reclutamento di mercenari e all'acquisto di armi.
Durante il suo addestramento in Afghanistan, Shamil Basayev è entrato in contatto con "Al Khattab", il comandante mujahideen veterano, nato in Arabia Saudita, che aveva combattuto come volontario in Afghanistan. Solo pochi mesi dopo il ritorno di Basayev a Grozny, Khattab è stato invitato (all'inizio del 1995) a creare una base militare in Cecenia per l'addestramento dei combattenti mujahideen. Secondo la Bbc, l'incarico di Khattab in Cecenia era stato "organizzato attraverso l'[International] Islamic Relief Organisation, un'organizzazione religiosa militante con base in Arabia Saudita finanziata da moschee e ricchi individui che hanno spedito fondi in Cecenia".
Fra Cia ed Fbi
Dall'epoca della guerra fredda, Washington ha appoggiato consapevolmente Osama bin Laden, inserendolo allo stesso tempo nella lista dei "most wanted" dell'Fbi come principale terrorista al mondo.
Mentre i mujahideen sono occupati a combattere la guerra dell'America nei Balcani e nell'ex Unione Sovietica, l'Fbi - operando come una forza di polizia con base negli Usa - sta combattendo una guerra interna contro il terrorismo, agendo per alcuni aspetti indipendentemente dalla Cia che ha, dalla guerra in Afghanistan in poi, sostenuto il terrorismo internazionale attraverso le sue operazioni segrete.
Per una crudele ironia, mentre la jihad islamica - definita dall'amministrazione Bush come una "minaccia all'America" - viene criticata per gli attacchi terroristici sul World Trade Centre e il Pentagono, queste stesse organizzazioni islamiche costituiscono uno strumento chiave delle operazioni americane militari-di intelligence nei Balcani e nella ex Unione Sovietica.
Dopo gli attacchi terroristici a New York e Washington, la verità deve prevalere per impedire che l'amministrazione Bush, e i suoi partner della Nato, si imbarchino in una avventura militare che minaccia il futuro dell'umanità.
Traduzione di Marina Impallomeni
 di Michel Chossudovsky, Montreal, September 2001

Michel Chossudovsky
è docente di economia all'Università di Ottawa in Canada. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni, tradotte in tutto il mondo, nell'ambito dell'economia e delle scienze politiche.
Per l'EGA ha pubblicato La crisi albanese (1998) e La globalizzazione della povertà (2001)
Ritratto dell'uomo che George W. Bush vuole prendere "vivo o morto".
Come la biografia del terrorista internazionale è intrecciata alla storia della politica estera americana durante e dopo la guerra fredda.
L'amministrazione Bush ha concluso, senza fornire prove, che "Osama bin Laden e la sua organizzazione al-Qaeda sono i principali sospettati".




DI LELLO A, "Prima Guerra Globale. L'Islamismo, l'Occidente, l'Apocalisse" - Koinè Nuove Edizioni, Roma 2002
FALLACI O., "La rabbia e l'orgoglio" - RizzoliGHALIOUN B., "
Islam e islamismo. La modernità tradita" - Editori Riuniti, Roma 1998
J
EAN C., "Guerra, strategia e sicurezza" - Laterza, Bari 2001
LIANG Q. e XIANGSUI W., "Guerra senza limiti. L'arte della guerra asimmetrica tra terrorismo e globalizzazione" - Libreria Editrice Goriziana, Gorizia 2001
RAPETTO U. e DI NUNZIO R., "Le nuove guerre.
Dalla Ciberwar ai Black Bloc, dal sabotaggio mediatico a Bin Laden" - Rizzoli 2001 da
http://www.globalizzazione2000.it/OsamaBinLaden.htm



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