News: LA CANAPA : DA RISORSA A ILLEGALE
(Categoria: Canapa e Droga)
Inviato da altrestorie
domenica 31 dicembre 2006 - 14:56:37






canapa_foglia5.gifCi tengo al racconto di questa storia, fatto in maniera stringata per permettere a tutti di capire l'operazione che sta dietro questa truffa. Aldilà dell'oggetto Canapa, questa storia dimostra quanto il potere e l'informazione che essa controlla è in grado di propinarci qualunque cosa. Che l'origano è un veleno potentissimo diffuso dai terroristi o che Bin Laden ha abbattuto le Torri Gemelle.




LA CANAPA
è una pianta spontanea, la cui prima scoperta si perde nella notte dei tempi. Le prime notizie scritte risalgono a circa 5000 anni fa in Cina. Ma secondo Ernest L. Abel, è stata usata dall'uomo per almeno 12000 anni (cfr Claudio Cappuccino).
La pianta era sicuramente una ricchezza visto che il suo fusto dava una fibra tessile robusta, ottima da filare e che la pianta avendo un ciclo annuale si riproduceva velocemente. Inoltre era una pianta che non aveva bisogno di alcuna particolare cura. Totalmente spontanea, se le si lasciava compiere il ciclo, i semi caduti davano vita con la nuova stagione ad altre piante senza bisogno di alcuna cura particolare. Cresceva a tutte le latitudini, e con (quasi) qualsiasi clima. Si trova in Europa, Africa, Sudamerica. America, Asia.
Quanto fosse diffusa in passato l’ho verificato di persona, dato che in Campania questa pianta era largamente conosciuta ed usato dai contadini. I contadini non la piantavano se non di rado, non comunque dopo gli anni '70.
La pianta, però, in quanto spontanea era diffusissima. Il fusto veniva usato per fare legacci con cui si legavano le piante ai tralicci, soprattutto i pomodori ai filari. I semi venivano poi conservati come mangime per gli uccelli, vista la diffusa abitudine della zona di allevare canarini. I contadini usavano poi le foglie come decotto come blando lenitivo dei dolori, contro i raffreddori, l'insonnia ed altri piccoli malanni: insomma una pianta buona mille usi e di cui non si sprecava niente.
La coltura della Canapa veniva tramandata nella tradizione orale dalla notte dei tempi, anche se la sua coltivazione non era più in voga. Ma vediamo qualche citazione storica giusto per renderci conto dell’importanza che questa pianta rivestiva.

Nel 17esimo e nel 18esimo secolo in America
RIFIUTARSI DI COLTIVARE CANAPA ERA CONTRO LA LEGGE!
In Virginia dal 1763 al 1769 si poteva essere arrestati se ci si rifiutava di coltivare canapa [Hemp in Colonial Virginia, G. M. Herdon].
L’80% di tutte le stoffe, dei tessuti, dei vestiti, della biancheria, dei drappi, delle lenzuola, ecc erano fatti di canapa fino agli anni 1820, quando è stata introdotta la filatrice per il cotone.
* Nel 1916, il governo USA prevedeva che entro gli anni quaranta tutta la carta sarebbe stata prodotta con la canapa e che non ci sarebbe più stato bisogno di tagliare gli alberi. Alcuni studi condotti dal governo riportano che 1 acro di canapa equivale a 4,1 acri di alberi per cui si stava pianificando la realizzazione di questi progetti; Dipartimento dell’Agricoltura. Fino al 1937 colori e vernici di buona qualità erano prodotti con olio di semi di canapa. Nel 1935 in America furono usate 58.000 tonnellate di semi di canapa per prodotti da pittura; Sherman Williams Paint Co. Testimonianza di fronte al Congresso contro il MARIUANA Tax Act del 1937. Il primo modello-T di Henry Ford carburava ad olio di canapa e L’AUTOMOBILE STESSA ERA COSTRUITA IN CANAPA! Ford è stato fotografato sulle sue vaste proprietà in mezzo ai campi di canapa. La macchina, ‘cresciuta dalla terra’ aveva pannelli di plastica di canapa, la cui resistenza all’impatto era 10 volte superiore a quella dell’acciaio; Popular Mechanics, 1941 .
* Il Mechanical Engineering Magazine (Feb. 1938) ha pubblicato un articolo intitolato 'The Most Profitable and Desirable Crop that Can be Grown' (La pianta più redditizia e piacevole che si possa coltivare). Sosteneva che se la canapa fosse stata coltivata utilizzando la tecnologia del 20esimo secolo, sarebbe stata l’unica coltivazione consistente negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Insomma tutto faceva pensare che la coltivazione e la lavorazione della Canapa sarebbero state industrializzate, per sfruttarne appieno le qualità. Che cosa accade invece per cui ad un certo punto, questa pianta che avrebbe dovuto rappresentare un dono divino viene combattuta, osteggiata e infine bandita? Lo spartiacque è nel 1937.
Infatti in quell’anno, la Dupont brevetta i processi per derivare la plastica dal petrolio e dal carbone, gli investitori misero montagne di soldi in quell’azienda. Materiali sintetici come la plastica, il cellophane, la celluloide, il metanolo, il nylon, il rayon, il dacron, ecc. potevano quindi essere derivati dal petrolio. In quegli anni avviene anche che l’industria soppianta l’agricoltura come traino economico e la Canapa è una delle vittime di questo passaggio.
Accanto agli interessi di Dupont ci sono quelli della Standard Oil di Rockfeller per un ‘economia che fosse basata sullo sfruttamento del petrolio. Entrambi questi due potentati avevano i loro interessi nel settore petrolifero. Pensate con quanta gioia potevano accogliere la notizia che esisteva una materia prima come la canapa che poteva sostituire in tutto o in gran parte il petrolio, quanta gioia avrebbero manifestato.
Una materia prima che costava di meno, non inquinava, soprattutto era facilmente rinnovabile a costi bassissimi. Insomma avrebbe dovuto essere una manna. Invece era una vera tragedia per chi aveva scommesso ed investito le proprie fortune su altro. Per cui era necessario sgombrare il campo da questo pericoloso concorrente.
Cosi Andrew Mellon principale investitore della Dupont diviene segretario del tesoro sotto Hoover e il suo futuro genero, Harry J. Anslinger, diventa capo dell’ufficio federale narcotici e droghe pericolose. Interessato ad eliminare la Canapa dal mercato era anche l’ Editore Hears proprietario di piantagioni di legname da cui produceva la cellulosa per la carta.
Si tennero degli incontri segreti fra questi capitani d’industria della finanza. La canapa venne dichiarata pericolosa e una minaccia per le loro società da miliardi di dollari. Doveva essere eliminata affinché le loro dinastie rimanessero intatte. Questi individui si servirono di una misteriosa parola del gergo messicano: 'marihuana' e la inculcarono nelle coscienze americane. Eh già! la Canapa era talmente di uso comune, che sarebbe stato difficile convincere che quella pianta usata da millenni era improvvisamente divenuta un veleno mortale.
Allora non c’era controinformazione e qualunque cosa detta da un giornale o dalla radio, o dalla nascente TV era automaticamente vera. La più colossale balla, passata per un media diventava la verità assoluta. La maggior parte della gente , se non la totalità ignorava che la demoniaca marijuana non fosse altro chela comunissima Canapa.
Infatti il Dr. James Woodward, medico ed avvocato, testimoniò, troppo tardi purtroppo, a nome dell’American Medical Association, che il comitato non aveva denunciato prima la Marihuana Tax Law perché l’associazione aveva appena scoperto che la mariuana era/è la canapa. L’AMA considerava la canapa una MEDICINA alla base di molti farmaci venduti negli ultimi cento anni.
E parte la dinisformazione.
L’editore Hearst, seguito a ruota da altri media controllati e sponsorizzati dal gruppo di potere, incomincia una campagna tesa a presentare la Marijuana come una vera sostanza del demonio. Un potente narcotico, che dava luogo ad atti di violenza inaudita, che provocava abbrutimento dello spirito, pazzia e morte. Venivano presentati casi assolutamente montati di efferati omicidi compiuti sotto i fumi della marijuana.
Hollywood fece la sua parta con film come 'Reefer Madness (Follia da spinello)' (1936), 'Marijuana: Assassin of Youth (Assassina della Gioventù)' (1935) e 'Marijuana: The Devil's Weed (L’Erbaccia del Diavolo)' (1936) erano parte della propaganda pianificata da questi industriali per creare un nemico. Il loro obiettivo era di ottenere consenso pubblico per far passare le leggi contro la mariuana. Analizziamo le seguenti citazioni tratte da 'The Burning Question' (La Questione Scottante) conosciuta anche come REFEER MADNESS: Il 14 aprile 1937, la Prohibitive Marihuana Tax Law, o il progetto di legge che rendeva illegale la canapa, venne portato direttamente al House Ways and Means Committee, che è l’unico che può proporre un progetto di legge alla camera senza che sia stato discusso da altri comitati. Il presidente del Ways and Means, Robert Doughton, appoggiava la Dupont e fece in modo che la proposta venisse approvata dal congresso.

Beh il resto penso sia storia nota. Oggi nonostante le evidenze scientifiche che la marijuana è meno dannosa del tabacco, che non esiste nessuna morte attribuibile direttamente o indirettamente all’uso di tale sostanza, che non provoca alcuna dipendenza né danno irreversibile, che è un ottimo medicinale in diverse circostanze, la cultura creata da quel colossale inganno fatica ad essere spazzata via.
Visti i milioni di consumatori in tutto il mondo, se fosse vero un decimo di quanto inculcato in anni di disinformazione dovremmo avere un numero di omicidi spaventosi, pazzi ad ogni angolo di strada, drogati come mosche… Il fatto che non ci sia niente di tutto ciò dovrebbe indurre a riflettere anche i più ostinati a credere che la Canapa sia una droga pericolosa. Ma scommetto che ancora oggi ci sono un sacco di persone che non sanno che l’innocua Canapa e la “potentissima” marijuana siano la stessa cosa. Non lo dico per presunzione, ma perché io stesso quando ho cominciato a fumare quella che per me era semplicemente “erba”, trovata nei campi intorno casa, era quella stessa sostanza descritta dai tg come la micidiale “marijuana”. Parlo del finire degli anni 70, non cento anni fa.

"Quanti omicidi, suicidi, furti, aggressioni criminali, rapine, scassi e gesti di follia maniacale provochi ogni anno, lo si può solo indovinare. Nessuno sa, nel mettere ad altri fra le labbra una sigaretta di marijuana, se ne faranno un allegro visitatore di paradisi musicali, un folle delirante, un tranquillo pensatore, o un assassino..."
HARRY J ANSLINGER . Commissioner of the US Bureau of Narcotics 1930-1962
(1)
giuseppe galluccio 31/12/06

(1)Notate gli anni di permanenza di Anslinger a capo della commissione. Ben 32 anni, in un paese nettamente bipolare in cui vigeva un feroce spoil system (ad ogni cambio di amministrazione), quest'uomo regge attraverso numerose e diverse amministrazioni. Indice di un potere enorme. Fu l'amministrazione Kennedy (se non rricordo male), quando ormai le bufale raccontate non erano più ignote a mandarlo via.

Fonti :
http://www.fuoriluogo.it/schede/marij1.htm
www.disinformazione.it www.luogocomune.it
Testi:
Marijuana di Guido Blumir;
Proibito capire di G. Arnao;
Felicità chimica di C.Cappuccino






 



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