| Berlusconi sputtanato : "Rifiuti, è ancora emergenza: 150 tonnellate nelle strade di Quarto. Giovedì Berlusconi a Napoli" |
| NAPOLI (2 settembre) - «Più fatti e meno promesse». Questa la richiesta al governo del sindaco di Quarto, Sauro Secone, che denuncia una situazione di emergenza per l'accumulo dei rifiuti nella cittadina in provincia di Napoli: 150 le tonnellate di immondizia che da tre giorni non vengono raccolte. «Basta chiacchiere - dice Secone - più che degli spot pubblicitari del premier Berlusconi e delle sue passerelle mediatiche con tanto di ramazza in mano, i comuni della provincia di Napoli hanno bisogno di stanziamenti economici e mezzi per potenziare la raccolta dei rifiuti, a cominciare dalla differenziata. In zone come Quarto abbiamo ancora in strada circa 150 tonnellate di spazzatura che non riusciamo a smaltire da alcuni giorni a causa delle lunghe code al di fuori dei Cdr, mentre le casse comunali sono ormai prosciugate, dopo anni di emergenza». Il sindaco è critico nei confronti del governo: «Siamo stanchi di promesse gridate e di proclami sbandierati», afferma, e conclude lodando «l'ottimo lavoro fatto in silenzio e con discrezione dal prefetto Gianni De Gennaro e dall'esercito. Berlusconi dice di aver risolto il problema della spazzatura - continua - ma in strada ci sono ancora tonnellate di rifiuti». Giovedì Berlusconi a Napoli. Una riunione sullo stato generale del piano d'interventi in Campania è in programma giovedì a Napoli. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sarà in prefettura dove, alla presenza del sottosegretario all'emergenza rifiuti Guido Bertolaso, coordinerà l'incontro sulle attività in corso. da il messaggero ________________________________________________________ LO si sapeva. Io lo sapevo. E lo dico da un po'. Chi vive a Napoli, in Campania e non finge di vedere, non è berlusclonato, sa che la situazione è migliorata ma siamo lontani dalla fine dell'emergenza. Molte zone, a macchia di leopardo, sono ancora sommerse dai rifiuti. Ma il punto principale non è questo. Come ha contestato anche l'Europa non si può parlare di fine dell'emergenza, perchè non esiste un piano.: non sono state aperte nuove discariche, non c'è l'inceneritore, la raccolta differenziata (vera) è assente nella quasi totalità dei comuni. Le ecoballe sono ancora tutte li a infiltrare le falde con il micidiale percolato. Sono un venditore di fumo poteva parlare di "fine dell'emergenza" e ridere pure con soddisfazione per la balla raccontata. Ma c'è una domanda inquietante che mi assilla dall'inizio. Solo a Napoli città giacevano migliaia di tonnellate di immondizia. Dalla prima venuta a Napoli di Berlusconi, si è avuto un miglioramento repentino nel volgere di una settimana. Dove sono finite le migliaia di tonnellate di munnezza? Hanno detto che andavano nelle regioni del nord. Non può essere. Per trasportare al nord miglia di tonnellate ci sarebbero voluti centinaia di treni e quindi un tempo molto lungo, diciamo mesi...Infatti fu Maroni a dire che ci sarebbero voluti mesi, otto secondo lui, solo per ripristinare la normalità. Berlusconi però aveva promesso di risolvere il problema e non poteva aspettare mesi. Sapeva e sa benissimo quale sia l'impatto mediatico della questione rifiuti. Doveva risolvere subito. Non importava come. Mi immagino come abbia dato disposizioni: " bruciatela, seppellitela, affondatela, chiamate la camorra e la mafia, ma toglietela di li in una settimana". Per lui era importante, vitale. Se ci fossero voluti mesi la rabbia sarebbe montata prestissimo, travolgendolo. Quindi quella del nord è la bufala raccontata all'opinione pubblica per impedire domande. Dove sta allora la munnezza? Non lo so, ma l'immagino. Con la legge che ha elevato discariche, siti di stoccaggio ed inceneritori a siti di interesse nazionale e quindi coperti da segreto militare, improvvisamente le discariche sequestrate perchè piene oltre il lecito e senza sicurezza, si sono aperte e con la collaborazione della camorra la munnezza è sparita. O almeno è sparita la parte più visibile. C'è un 'altra cosa che mi ha fatto notare un amico e che ringrazio. Ve la sottopongo poi ognuno valuterà. Il 21 luglio Berlusconi dichiara la fine dell'emergenza. Il 3 agosto il tribunale del riesame deposita le motivazioni della sentenza (*) che annulla il sequestro dei 750 milioni della Fibe. Con la quale si decide che eventualmente l'illecito profitto va ricercato non sui 750 milioni ma solo sui 300. Che è comunque un risparmio colossale. Aggiungete che prima della venuta a Napoli di Berlusconi c'era stato un crescendo di rivolte, roghi, assalti, proteste..Napoli sembrava sull'orlo della guerra civile. Poi nello spazio di ore, dopo l'arrivo di Berlusconi non si è sentito più un fiato. E' chiaro che quelle proteste, i roghi, gli assalti erano pilotati. Era un segnale preciso : senza di noi la munnezza rimane dov'è e la situazione degenera! Coincidenza? Con franchezza non ci credo. Più propendo a pensare che quei soldi rientrassero in un patto complessivo stilato con chi detiene il potere di stabilire chi come e dove smaltire i rifiuti. giuseppe galluccio 3/9/08 ps chi avesse notizie se me le manda io le pubblico, anche in forma riservata. Purchè riscontrabili (*) L'ordinanza di sequestro fu bocciata dal riesame a marzo 2008, ma è con le motivazioni che ha stabilito il quantum, che poteva esser anche più alto o comunque lasciare immodificata la sostanza. Mi chiedo come sia possibile stabilire che un 'azienda, che opera illegalmente, e questo è accertato, faccia profitti leciti per una parte e illeciti (eventualmente) solo per una frazione. Poi magari sarà pure possibile, ma a me puzza. |