News: IL CASO MATRANGA
(Categoria: BERLUSKA)
Inviato da altrestorie
martedì 02 gennaio 2007 - 19:49:42


ROMA - Ha costruito tutta la sua battaglia politica sulla lotta alla mafia, partendo dalla Rete di Orlando per approdare a Forza Italia ma adesso, lasciata sola dal suo partito che ha deciso di non ricandidarla alle prossime elezioni, Cristina Matranga accusa: "Se mi dovesse succedere qualcosa il responsabile morale sarebbe Silvio Berlusconi".



Riportiamo un 'intervista a Cristina Matranga, battagliera deputata siciliana di FI che però costituiva un 'anomalia per quel partito visto che non sparava a zero sui giudici, difendeva l'operato di Caselli.
Entrata in politica con la Rete di Orlando, passò a FI, ma non rinnegando le sue battaglie contro la Mafia. Iniziò a far sentire ala sua voce all'interno del partito dopo il caso Dell'Utri. Ed in seguito all'arresto di due esponenti siciliani di FI chiese che nel partito si facesse pulizia. Le rispose Miccichè che le chiese di fare i nomi.
Il "fuori i nomi, fuori i nomi" era esattamente il metodo adottato negli anni 50 per stoppare chi denunciava il coinvolgimento della politica con la mafia. Niente di nuovo sotto il sole. Berlusconi rassicurò il deputato Matranga, ma nel 2001 non fu ricandidata. La lotta alla mafia, si va bene, ma solo a parole. 
A me però, stupisce però che una deputata nazionale, siciliana, quindi conoscitrice della Sicilia, e dei siciliani, non avesse sentore di quello che fosse davvero FI. Credeva anche lei che le accuse dei giudici, di giornalisti, di uomini al di sopra di ogni sospetto, fossero parte di un enorme complotto comunisti ai danni del povero Silvio?
Quando giornali come la Zeitung, o l'Economist ponevano l'accento sulle oscure origini di Berlusconi e delle sue fortune cosa le passava per la testa?
La vicenda Mangano non le diceva niente? e le varie informative della Criminalpol, della polizia Ticinese che segnalavano il Berlusconi come epicentro di traffico di droga e di riciclaggio di denaro non le facevano sorgere alcun dubbio?
Anche queste fonti comuniste? E dell'iscrizione alla P2 una consorteria segreta giudicata eversiva? Insomma francamente stupisco che molti semplici cittadini, sappiano, come sapeva Pasolini, quello che è e rappresenta Brerusconi e lei, un deputato, una politica, classe dirigente non sia stato sfiorata dal minimo dubbio, nonostante la quantità enorme di, come li vogliamo chiamare, indizi? messaggi? prove?segnali?
Fate  un pò voi, ma a chi non giudica con paraocchi, o con stupidità non può non porsi determinate domande. Quelle ad esempio scritte a chiare lettere da Max Parisi sulla Padania, in cui accusava Berlusconi di mafiosità. Cosa esplicitamente detta dall'ex alleato Bossi, che lo chiamava "Il mafioso di Arcore" .
In qualunque caso ci dispiace per l'onorevole Matranga, ma siamo almeno felici che questa vicenda le abbia potuto aprire gli occhi. Certo se lo faceva prima era meglio. Cosi come sarebbe ora che la gente capisse che che non può essere una colossale montatura la mole enorme di accuse che piove da più parti sul cavaliere.
Un giorno speriamo la verità sarà chiara a tutti. Ma allora non ci si venga a dire: "non lo sapevamo". No n avete voluto sapere, perchè c'erano tutti gli elementi per capire. A partire da quell'intervista  a Borsellino che ha fatto fremere di indignazione un mucchio di gente. Non certo gli onorevoli Miccichè, Schifani, La Loggia e compagnia.
Borsellino credo sia al di sopra di ogni sospetto. Oltretutto è morto e quindi le sue affermazioni non possono essere lette politicamente, anche perchè fatte in un momento in cui, almeno formalmente, il Berlusconi politica era ancora da venire.
Di fronte a quelle dichiarazioni o si conclude che Borsellino è un povero matto, oppure un persona di media intelligenza si pone delle domande e magari cerca pure delle risposte.
Perciò non ascolteremo nessun "Non lo sapevamo", dopo questo dell'on Matranga.
 pummarulella 2/5/05 
 

ROMA - Ha costruito tutta la sua battaglia politica sulla lotta alla mafia, partendo dalla Rete di Orlando per approdare a Forza Italia ma adesso, lasciata sola dal suo partito che ha deciso di non ricandidarla alle prossime elezioni, Cristina Matranga accusa: "Se mi dovesse succedere qualcosa il responsabile morale sarebbe Silvio Berlusconi".
 Per attaccare Berlusconi e Forza Italia ha scelto la Zisa, quartiere di Palermo a rischio, zona di frontiera eppure centro di quello che finora è stato il suo collegio elettorale. Parole pesanti tanto che il coordinatore degli azzurri siciliani Gianfranco Micciché l'ha subito querelata.
 
Onorevole Matranga, ci spieghi, perché Berlusconi sarebbe responsabile "moralmente" se le dovesse succedere qualcosa?
"La mia vita è a repentaglio e Berlusconi lo sa. Io sono un simbolo dell'antimafia qui a Palermo e invece mi hanno estromesso e in Sicilia quando si è isolati si muore. Il livello del pericolo si è alzato dopo che sono stata lasciata sola e c'è un responsabile morale che è Silvio Berlusconi. Non nascondiamoci perché tutelare inquisiti e isolare l'antimafia?"
Ritiene che ci sia stata una sottovalutazione del suo ruolo oppure dietro alla sua mancata candidatura c'è un disegno politico preciso?
"Se ci fosse stata una sottovalutazione ci sarebbe stata una risposta e invece c'è un silenzio inquietante. La verità è che hanno ammainato la bandiera dell'antimafia e hanno issato quella della collusione. Vogliono riportare i comitati d'affari in Sicilia".
Vede un disegno siciliano o nazionale?
"Dovrebbe rispondere Silvio Berlusconi. E' un fatto pubblico, le televisioni straniere sono in Sicilia da una settimana per chiedere cosa è successo. Io voglio solo una risposta a una domanda: perché si è detto no all'antimafia e sì agli inquisiti? E invece ho avuto solo silenzio".
Eppure lei ha sentito al telefono Micciché un paio di settimane fa...
"Sì, mi ha detto che se fossi stata tranquilla qualcosa avrei avuto. Ma io non voglio una poltrona, volevo un ruolo politico. Lui ha detto che è impossibile. Allora ho chiesto di parlare con Silvio Berlusconi ma non ho avuto risposte".
Oggi che giudizio dà dei suoi anni in Forza Italia?
"Una grande delusione. Ho creduto di poter rappresentare un punto di riferimento per chi non è di sinistra e che adesso è perplesso di fronte a queste brutte facce che si trova davanti".
 
(27 aprile 2001)
 



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