News: GLI SCONTRI DI VALLE GIULIA
(Categoria: STORIA/CULTURA)
Inviato da ferocibus70
giovedì 25 dicembre 2008 - 15:26:09







Questo episodio ha un valore storico in quanto fu la prima volta che il movimento degli studenti reagi alla violenza della forze dell'ordine, use a picchiare senza pietà i manifestanti.
Perchè ricordarlo oggi? Per le proteste degli studenti che, dopo molti anni, si ribellano verso chi sta loro rubando il futuro.
Perchè ancora una volta, come sempre, le incapacità e le rapine delle classi dirigenti, si vogliono scaricare sui cittadini, sui più deboli, quelli che vivono di salario.
Perciò il ricordo di uan stagione di conflitto magari può essere uno stimolo salutare.
Non è detto che bisogna farlo con violenza, ma ribellarsi all'enesima truffa ai nostri danni sia doveroso. 

g.g 25/12/08



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Nuovi gravi disordini a Roma con duecento tra feriti e contusi

di Giacomo Ascheri dal Corriere della Sera, 2 marzo 1968


Oltre tremila studenti si sono scontrati oggi con le fonze dell’ordine davanti a Valle Giulia. La gravità eccezionale dell’accaduto è ben documentata dalle cifre, ancora ufficiose, di cui si dispone stasera. I contusi nelle file delle forze dell'ordine sono 144, tra agenti e sottufficiali, oltre a nove funzionari e a due vice questori. Quattordici agenti sono stati ricoverati nelle corsie dell’infermeria presidiaria, mentre il brigadiere Lorenzo Spallino è stato ricoverato in condizioni gravi al Policlinico. Fra gli studenti i feriti o contusi sono 47, di cui undici ricoverati in ospedale. Sono stati fermati 228 studenti (appartenenti a organizzazioni universitarie comuniste, cattoliche e di estrema destra), dei quali una decina saranno denunciati in stato di arresto. Otto automezzi della polizia e dei carabinieri, fra cui una “campagnola”, due pullman e una “seicento” sono stati incendiati o danneggiati dai dimostranti. Molte auto di privati in sosta nella zona degli scontri sono state gravemente danneggiate. Il traffico nelle vie del centro, stamane, è rimasto completamente paralizzato. La città ha vissuto ore drammatiche tra lo andirivieni delle autoambulanze e degli automezzi della polizia. La manifestazione degli studenti è cominciata alle dieci in piazza di Spagna, ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti. I giovani studenti, convenuti nella piazza a piccoli gruppi, hanno poi formato un corteo che si è mosso alle 10,30. Percorrendo via del Babuino, il corteo ha raggiunto piazza del Popolo e ha imboccato quindi la via Flaminia diretto alla facoltà di architettura. Senza incidenti, i dimostranti marciavano compatti, sorvegliati dalle forze di polizia, e solo ogni tanto si levavano grida di protesta. In mezz'ora circa, il corteo ha raggiunto Valle Giulia ed è salito verso la facoltà di architettura situata su una collinetta prospiciente il piazzale delle Belle Arti.
Davanti alla facoltà, che la polizia aveva fatto sgomberare, attendevano il corteo vari altri gruppi di studenti. L'edificio era a quell'ora presidiato da un centinaio di agenti. Ad un certo momento la parte iniziale del corteo ha cominciato a lanciare contro la polizia uova, sassi, monete e altri oggetti. Gli agenti sono scesi nel piazzale cercando di disperdere i dimostranti. Ne è nato un primo violento tafferuglio, nel quale sono rimasti leggermente feriti quattro studenti e un agente di polizia. La Sproporzione fra le forze era tale che in questo primo momento un gruppo di dimostranti è riuscito ad entrare nella facoltà, mentre una “campagnola” veniva data alle fiamme e un agente era circondato da diversi universitari e disarmato. Dal viale Buozzi giungevano intanto i rinforzi di polizia: camion carichi di agenti, camionette e idranti. Appena gli uomini della polizia hanno messo piede a terra sono stati sono stati circondati da dimostranti che, armati di bastoni e di paletti divelti dalle aiuole, hanno cominciato a picchiare violentemente. E’ stato questo il momento più drammatico degli scontri. I dimostranti, riuscendo a circondare e a dividere in parte le forze di polizia, si sono impadroniti di due pullman, di una “seicento” e di un veicolo dei vigili del fuoco e li hanno incendiati. Sul piazzale, trasformato in un vero e proprio campo di battaglia, sono cominciate intanto a giungere le autoambulanze per trasportare ai più vicini ospedali i feriti che ormai numerosi giacevano sul terreno. Continuavano a giungere anche squadre di agenti e carabinieri: in poco tempo il numero degli uomini delle forze dell'ordine diventava pari a quello degli studenti. La mischia, a questo punto, è dilagata spostandosi dal piazzale della facoltà di architettura in piazza Belle Arti e nei giardini circostanti.
Furiosi corpo a corpo hanno caratterizzato questa seconda fase della battaglia, mentre una autopompa dei vigili del fuoco lanciava violenti getti di schiuma. I feriti erano intanto saliti a venti. Le autoambulanze continuavano a fare la spola tra Valle Giulia e gli ospedali, dove venivano medicati anche tre funzionari di pubblica sicurezza. Dodici studenti ricevevano le prime cure al “San Giacomo”, sei al Policlinico e due al “Santo Spirito”. Uno solo di essi, Lidia Pardi, di ventidue anni, veniva ricoverata con prognosi di otto giorni.
La situazione nel piazzale delle Belle Arti, una ora e mezzo dopo l'inizio degli incidenti, era sotto controllo della polizia che aveva inviato sul posto anche le carnionette della Celere. Un centinaio tra sottufficiali e agenti della squadra mobile sono stati inviati dal questore a Valle Giulia per collaborare con i loro colleghi e con i carabinieri al ristabilimento dell'ordine. L'intervento degli uomini della Mobile, guidati da due commissari che cingevano la fascia tricolore, si era reso necessario perché un agente era stato disarmato dagli studenti i quali si trovavano in possesso della sua pistola d'ordinanza. In tutto, al termine dei tafferugli, sono risultate mancanti cinque o sei pistole, forse smarrite. La situazione andava intanto normalizzandosi e i dimostranti, dispersi nei viali di Villa Borghese, venivano raggiunti da agenti e carabinieri, caricati sui pullman e condotti alle varie sedi della polizia e dei carabinieri per essere interrogati.



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