News: LEGALE ED ILLEGALE
(Categoria: Canapa e Droga)
Inviato da altrestorie
martedì 09 gennaio 2007 - 12:55:06


 
Ma ammettiamo che spacciassero, dov’è la terribile nefandezza di questo reato?Non parliamo di megatrafficanti che si arricchiscono in maniera illecita spesso sfruttando le sofferenze dei “poveri tossici”. Parliamo di due ragazzi  che anche se spacciavano, sono l’ultimo anello di una catena perversa, magari schiavi della droga a loro volta, che rivendono per soddisfare il loro bisogno abnorme della sostanza.



Qualche giorno fa ho letto su un giornale locale la notizia di due ragazzi che sorpresi con tre grammi di eroina erano stati condanna a 6 anni di carcere.  Mi venne  l’immagine di questi due ragazzi, che assolutamente non conosco, non ne lessi manco i nomi, costretti in carcere per sei lunghi anni. Provai tristezza e pena per loro.
Mi chiesi se lo meritavano. Pensai di si. In fondo forse spacciavano, mi dissi. Ma poi mi bloccai e cominciai a riflettere sulla questione. Con tre grammi potevano essere degli spacciatori, o dei tossici che avevano fatto un po’ di scorta. Tre grammi in due, in certi casi, vista la qualità scadente della roba, possono bastare anche solo per una giornata.Ma ammettiamo che spacciassero, dov’è la terribile nefandezza di questo reato?
Non parliamo di megatrafficanti che si arricchiscono in maniera illecita spesso sfruttando le sofferenze dei “poveri tossici”. Parliamo di due ragazzi  che anche se spacciavano, sono l’ultimo anello di una catena perversa, magari schiavi della droga a loro volta, che rivendono per soddisfare il loro bisogno abnorme della sostanza. Che se non fosse illegale potrebbero procurarsi senza “delinquere” né danneggiare alcuno, se non loro stessi.
Cancellate per un attimo dalla mente l’idea che si tratta di “una droga mortale” e seguitemi nel ragionamento.
Due ragazzi hanno una “cosa”, un prodotto qualunque,   e cercano di rivenderlo procurandosi magari un guadagno (spesso consistente in una parte della cosa stessa). Non è forse questa l’anima del libero commercio? Dov’è l’abominio, la nefandezza?
La nefandezza è nel fatto che qualcuno ha stabilito, in maniera arbitraria, che quella “cosa” non è legale. Non perché procuri un danno certo ed irreparabile, non perché possa essere strumento di violenza (come una pistola la cui vendita pure è legale).
No essa è illegale perché la cultura e l’ideologia  del tizio che lo ha stabilito, o gli interessi di un gruppo di potere, lo ritengono.
In passato i lavoratori cinesi, ma anche occidentali, che hanno lavorato alle costruzioni delle ferrovie d’America ricevevano con la paga un quantitativo di Oppio, A volte l’Oppio sostituiva completamente il danaro. Ancora oggi in alcuni paesi Andini alcune tipologia di lavoratori ricevano foglie di coca insieme alla paga, per sopportare i carichi di lavoro. Questo significa che al variare delle epoche e delle culture una cosa può essere reato oppure no. Ciò è un estremo abuso.
Quindi i reati di droga sono relativi alla cultura che permea la legislazione, che differisce da paese a paese da epoca ad epoca. Ma è possibile stabilire che una cosa è reato in base alla cultura dominante del momento?
Immaginate se fossimo governati dai preti sarebbe illegale fornicare fuori dalla procreazione, avere un amante, divorziare…tutte cose per le quali si andrebbe in galera. Quindi molti di noi fornicatori, divorziati, o magari coniugi infedeli  staremmo in galera. Se fossimo governati dagli islamici invece sarebbe ammessa la poligamia, ma vi lapiderebbero per il tradimento coniugale se foste donne. Se fossimo governati da pazzi integralisti come in Afghanistan perfino il ballo o la TV diventerebbero reati.
Pensate al governo di Berlusconi. Era reato e si andava in galera (purtroppo queste leggi non sono state ancora abolite) per uno spinello o per essere “immigrati”. Però si veniva incitati ad evadere le tasse. E chi rubava era considerato un furbo e sostanzialmente non pagava pegno.
Insomma qualcuno traccia una linea che chiama confine, su una terra che il destino, Dio, Manitou ha dato a tutti. Poi quella linea la chiama confine, e stabilisce che se io l’attraverso senza il suo permesso vado in galera. Riuscite a capire l’aberrazione di questo modi di pensare e di fare?
Immaginate se il fato vi avesse fatto nascere un centinaio di silometri più ad est. Molti di noi si sarebbero trovati in Jugoslavia. Magari sotto le bombe ordinate dalla Nato e se avesse tentato di sottrarsi a quelle bombe varcando la linea che si chiama confine sarebbe andato in galera perché “immigrato clandestino”.
Ovvio che sto tagliando concetti con l’accetta, ma nella pratica quante di queste situazioni si verificano? Migliaia se non milioni.
L’omicidio, il furto, la violenza sono mali assoluti puniti in tutte le epoche, a tutte le latitudini, da tutte le culture. Perché provocano danni veri all’altro, al resto della società, al gruppo sociale di cui si fa parte.
I reati connessi alla droga sono puniti a seconda della cultura. Perché qualcuno ha tracciato un ‘altra immaginaria linea tra  le sostanze lecite e quelle illecite.
Questo a mio avviso è un ' aberrazione. E lo diventa ancora di più vista la legislazione ipocrita che quasi tutti i paesi hanno.
Posso istupidirmi di psicofarmaci, imbottirmi fino a friggermi il cervello e a farmi scoppiare il fegato, nessuno mi dirà niente. Anzi se faccio le cose nel modo giusto, becco una pensione per invalidità (sono matto!), ma se vado in discoteca e mi piglio una pasticca per stare allegro posso andare in galera. Se invece mi piglio il Prozac  va tutto a meraviglia.
Un negoziante di liquori vende un paio di bottiglie a qualcuno, magari un ragazzo, poco più che maggiorenne (a volte pure minorenni!). Questo consuma le bottiglie con degli amici per “passare la serata”. Niente di illegale per noi, perchè l'alcol è accettato dalla nostra cultura. Poi il gruppo di amici si mette in macchina per andare a ballare o a fare altro. Sono allegri per la bevuta, corrono. Nel buio investono due vecchietti che muoiono. Oppure una mamma con un carrozzino. Morti pure loro. Una tragica fatalità.
Se si fermano, prestano soccorso, chiamano l’ambulanza e la polizia, verranno poi accompagnati al commissariato, interviene l’avvocato, saranno rilasciati. Faranno un processo a piede libere. Se saranno condannati avranno, un paio di anni per omicidio colposo con tutte le attenuanti, tutti i benefici. Non andranno mai in galera. Eppure hanno ucciso. Eppure l’alcol provoca 20/30 mila morti all’anno per patologia dirette molti di più se contiamo gli incidenti che avvengono per guida in stato di ebbrezza.
Invece i due ragazzi con i tre grammi sconteranno 6 lunghi anni di galera. Sei lunghi anni di vita senza aver danneggiato nessuno, senza essersi arricchiti illecitamente.
Addirittura invece lo stato di ebbrezza può essere un ‘ attenuante in certi casi perché in quel momento, il soggetto era incapace per effetto dei fumi dell’alcol.
La distinzione passa su un binario culturale. L’alcol droga pericolosa e mortale è accettato dalla nostra cultura e dalle leggi.
L’eroina, e altre sostanze molto meno pericolose dell’alcol, sono invece considerate come il demonio, considerate illegali e quindi ne è punito anche il semplice possesso. Non so come voi valutate la cosa, ma per me è una macroscopica ingiustizia, un ‘ipocrisia intollerabile.
Conosco l’obiezione ma l’Eroina, la droga fa male, provoca dipendenza. Certamente alcune droghe fanno male, ma non più dell’alcol o degli psicofarmaci. Non più del Prozac o del Viagra, non più di tanti antidolorifici pubblicizzati che ti schiantano lo stomaco. Forse non più di ore passate ad istupidirsi con una playstation o di ingozzarsi di merendine ogm che ti fanno diventare obeso e magari ti portano pure il cancro. E alcol e psicofarmaci provocano dipendenze molto più gravi di quelle dell’eroina  e della cocaina.
La differenza sta nel fatto che non essendo illegali, nessuno è costretto a rubare, spacciare, mentire, rapinare per procurarsi la sua pasticca o la sua bottiglia.
Invece il regime proibizionistico ha messo in moto un circuito perverso che ha fatto schizzare alle stelle il prezzo. Per cui chi è “schiavo” di una sostanza illegale entrerà in un circuito criminale. Chi invece è schiavo di una sostanza legale potrà alcolizzarsi fino a schiattare, magari seminando qualche cadavere durante le evoluzioni con la sua macchina.
E la linea di discrimine, la differenza tra illegale ed illegale sta nel punto di vista culturale/ideologico, o negli interessi di chi ha deciso cosa fosse illegale e cosa no.
Ovviamente il mio ragionamento, provocatorio, non è teso alla proibizione dell’alcol. Qualunque proibizionismo produce più danni che benefici, come ci avrebbe insegnato la storia se fossimo capaci di valutare senza paraocchi ideologici.  
Il ragionamento è ovviamente teso alla liberalizzazione, o almeno alla legalizzazione di tutte le altre sostanze. Soprattutto di quelle come la Canapa che oltre ad essere innocue, come oggi è pacificamente accettato da tutto il mondo scientifico, risultano anche avere effetti terapeutici in numerosi casi.

 
giuseppe galluccio 9/1/06

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