News: FERMIAMO IL WTO
(Categoria: POLITICA)
Inviato da altrestorie
lunedì 15 gennaio 2007 - 13:29:10




wto_fermiamo.jpgUna di queste multinazionali è la Monsanto che sta spingendo per l'introduzione in Europa di questo tipo di sementi. Questi semi, a parte che non si sa se possono essere dannosi, sono sterili. Per cui l'uso di sementi OGM modifica completamente l'agricoltura. Il contadino non rispetterà più il ciclo naturale che prevede che una parte delle sementi vanno conservate per poi essere ripiantate (non per tutte le specie di piante ovvio), ma dovrà acquistare i semi dalla Monsanto, che in pratica controllerà l'intera agricoltura, con l'unico scopo di aumentare i profitti della Monsanto!





susan_george.jpg Molti non ne conoscono manco l'esistenza, molti  altri li percepiscono come istituzioni lontane di cui niente interessa, che non hanno incidenza sulle nostre vite. Sbagliato!
Questi organismi, pur essendo lontani, incidono maledettamente sulle nostre vite, fino al punto di decidere cosa dobbiamo mettere nel piatto. Pensiamo solo agli OGM.
Il WTO è controllato di fatto dalle multinazionali che ne stabiliscono i metodi e i fini. Una di queste multinazionali è la Monsanto che sta spingendo per l'introduzione in Europa di questo tipo di sementi. Questi semi, a parte che non si sa se possono essere dannosi, sono sterili. Per cui l'uso di sementi OGM modifica completamente l'agricoltura. Il contadino non rispetterà più il ciclo naturale che prevede che una parte delle sementi vanno conservate per poi essere ripiantate (non per tutte le specie di piante ovvio), ma dovrà acquistare i semi dalla Monsanto, che in pratica controllerà l'intera agricoltura, con l'unico scopo di aumentare i suoi profitti. Questi organismi non sono solo lontani fisicamente, sono lontani soprattutto dal sentire, dai bisogni, dai desideri della gente. Si muovono nell'unica ottica del loro profitto, senza badare alle conseguenze, i danni, le vere e proprie catastrofi che discendono da decisioni prese a comodi tavoli da eleganti e perbenissimi signori in giacca e cravatta.Invito tutti alla lettura e all'approfondimento. La conoscenza dei meccanismi delle istituzioni, delle leggi, degli uomini coinvolti, ci permette di capire il funzionamento di certi sistemi.
Solo se siamo in grado di capire saremo in grado di difenderci.
Appunto quello che loro non vogliono. Ho cercato di renderlo quanto più accessibile, riassumendo quelli che a me parevano i punti salienti per la comprensione dei meccanismi perversi di queste organizzazioni e la "perversione" dei loro fini..
salud e buona lettura

giuseppe galluccio 2/04

Per capire l'insieme delle competenze del Wto basta immaginare un grande palazzo con molte stanze con importanza e funzioni diverse. In questo edificio convivono accordi di natura specifica che dipendono dalla stessa architettura e di cui il Wto costituisce il "quadro istituzionale comune". 
Gli accordi del Wto aspirano tutti a realizzare gli stessi obiettivi: liberalizzare il commercio mondiale aprendo le frontiere e abbattendo le barriere; applicare à tutte le attività il principio della concorrenza e le leggi del mercato. Essendo gli accordi numerosi, in questa sede affronterà i principali (la loro denominazione inglese è spesso la più diffusa).
l'Accordo generale sulle tariffe doganali e il com­mercio, ovvero il Gatt, ancora in vigore, con alcune modifiche apportate dall'Atto finale di Marrakech. La denominazione attuale è "Gatt 1994" e discipli­na tuttora il campo delle merci;
l'Accordo generale sul commercio dei servizi (Gats: General Agreement on Trade in Services);
l'Accordo sull'agricoltura;
- l'Accordo sui diritti di proprietà intellettuale legati ‑ al commercio (Trips: Trade Related Aspects of In­tellectually Property Rights);
- l'Accordo sulle misure che riguardano gli investi­menti e legati al commercio (Trims: Trade Related Investment Measures);
- l'Accordo sugli ostacoli tecnici al commercio (Tbt: Technical Barriers on Trade); l'Accordo sulle misure sanitarie e fitosanitarie (Sps: Sanitary and Phyto-Sanitary Measures);
- l'Accordo sulle regole e le procedure che amministrano la risoluzione delle controversie, detto Organo di risoluzione delle controversie Drb (Dsm o Dsb: Dispute Settlement Mechanism or Body) che rappresenta la "Corte Suprema" del Wto. Riunisce funzioni, esecutive, legislative e giudiziarie e può autorizzare un paese membro ad applicare sanzioni contro un altro paese membro. Produce giurisprudenza e dichiara illegale, ovvero "non conforme" con i testi del Wto, le diverse disposizioni delle legislazioni nazionali.
I Principi
Il principio della nazione più favorita, contemplato in molte clausole e in accordi specifici, stipula che ogni paese membro deve trattare allo stesso modo i "prodotti similari" esportati da un altro paese membro;
è illegale porre discrimini tra diversi fornitori stranieri della stessa merce; tutti devono essere "favoriti" allo stesso modo.
Tornerò in seguito sulle trappole nascoste dietro al con­cetto di "similarità".
Il trattamento nazionale è un altro principio oggetto di numerosi articoli dei diversi accordi: ogni paese membro è tenuto a trattare i prodotti degli altri paesi membri senza porre discrimini rispetto ai propri, prodotti, produttori e fornitori nazionali.
L'accesso ai mercati, altrimenti detto eliminazione delle restrizioni quantitative, è regolato: le quote, gli embarghi, i divieti, i contingentamenti, i prezzi minimi sulle importazioni e le esportazioni sono proibiti.
Il Wto regola strettamente il "dumping" (vendere un prodotto a un prezzo inferiore rispetto al suo reale prezzo di costo) permettendo ai paesi membri, le cui industrie ne sarebbero minacciate, di applicare tasse compensatorie ("diritti anti dumping") alla frontiera. Anche la sovvenzione, definita come "contributo finanziario dei poteri pubblici e di ogni organismo pubblico dell'ambito territoriale di un membro", o "qualsiasi forma di sostegno degli introiti o dei prezzi... se in questo modo viene fornito un vantaggio", è nella maggior parte dei comparti vietata.
Quali sono le implicazioni di questi grandi principi totalizzanti?
In primo luogo, una sovvenzione conferisce sempre un vantaggio rispetto a un potenziale concorrente, poiché ha l'obiettivo di non far pagare al consumatore il prezzo reale di un bene o servizio.
Per esempio, se i genitori di uno studente francese dovessero sostenere il costo totale degli studi del loro figlio, dovrebbero pagare il reale "prezzo di costo" della frequentazione scolastica che corrisponde a circa 22 mila franchi all'università (quindici milioni di lire circa).
Senza il capitale fornito dagli stati, alcune industrie non esisterebbero, per esempio Airbus Industry in Europa. Così, il settore dei pubblici servizi e le industrie nazionali di importanza strategica si vengono a trovare automaticamente nell'occhio del ciclone del Wto, poiché godono di sovvenzioni.
Affronterò questo aspetto più nel dettaglio nell'analisi dell'Accordo generale sul commercio dei servizi, il Gats.
In secondo luogo, il principio della nazione più favorita e il trattamento nazionale identificano i "prodotti similari" (like products) e, attraverso questo dispositivo, vietano ai governi il diritto di distinguere tra prodotti che hanno "storie" diverse. In altri termini, è proibito porre distinzioni tra prodotti considerati come aventi caratteristiche simili in base ai metodi di produzione e trasformazione (Pmp).
Supponete di essere un paese membro del Wto che deve importare palloni da calcio: potete scegliere tra un pallone prodotto da bambini in condizioni sanitarie ed ecologiche drammatiche e uno fabbricato da lavoratori adulti sindacalizzati.
Secondo le regole del Wto. non potete esprimere una preferenza in base alla diversità dei metodi di produzione, poiché i due palloni da calcio sono "similari". Seguendo la stessa logica, l'Organo di risoluzione delle controversie (Drb) ha finora rifiutato di accettare l'argomento dei danni ambientali e sanitari per giustificare l'esclusione di un qualsiasi prodotto.
Dalla regola sui metodi di produzione e trasformazione sono esclusi, almeno da un punto di vista teorico, i prodotti fabbricati dai detenuti.
Ma la Cina, diventata membro del Wto il 17 settembre 2001, decisione ratificata durante il vertice del Qatar del novembre 2001, marcherà con Made in prison le casse destinate all' esportazione? Il numero di lavoratori nei gulag cinesi che fabbricano prodotti destinati all'esportazione è stimato in almeno cinque milioni.
Enunciato dall'economista inglese David Ricardo all'inizio del Diciannovesimo secolo,il principio del vantaggio comparativo afferma che ogni paese deve specializzarsi nelle produzioni per le quali è meglio dotato o in cui il fatturato di produzione è più abbondante, per cui è in grado di produrre ad un costo inferiore.
Questi prodotti devono essere scambiati con altri che non può produrre con la stessa efficacia. L'esempio classico fornito da Ricardo riguarda lo scambio dei tessuti di lana inglese con il vino portoghese.
L'argomentazione sembra del tutto ragionevole: l'Inghilterra sarebbe probabilmente in grado di produrre vino soltanto coltivando uva in serra, ma si tratterebbe di un prodotto raro e costoso; il gioco non varrebbe la candela, dal momento che il Portogallo è un paese in cui splende il sole e che desidera solo acquistare tessuti inglesi scambiandoli con le sue riserve di porto.
Tuttavia, dall'epoca di Ricardo il mondo è cambiato.
Allora il divario tra paesi ricchi e poveri era nell'ordine di 2 a 1; oggi è di 74 a 1, secondo l 'Undp. I paesi che attualmente sono in grado di produrre efficacemente tessuti di lana o qualsiasi altro prodotto manifatturiero hanno raggiunto buoni risultati grazie a quel rigoroso protezionismo rifiutato oggi ai nuovi arrivati. Stati Uniti, Giappone, Francia, Germania ma, più recentemente, anche Corea del Sud e Cina hanno raggiunto la fase economica industriale in un momento specifico della loro storia proprio perché protetti dalle frontiere nazionali. Nelle sue argomentazioni, Ricardo teneva conto solo del vantaggio definito "naturale" (per esempio il sole) o economico. A quell'epoca, il costo dei trasporti delle merci rappresentava, da solo, un reale ostacolo per i prodotti effettivamente poco competitivi: il trasporto su lunghe distanze rendeva i prodotti troppo costosi nei mercati di destinazione.
Anche il concetto di investimento era totalmente diverso rispetto a oggi: raramente un inglese di Leeds avrebbe impiegato il suo capitale in un affare a Liverpool, per non parlare di Brasile o Cina.
L'investimento diretto all'estero, così come praticato oggi dalle società transnazionali, era allora inesistente (il colonialismo era tutt'altra cosa).Oggi i costi di trasporto sono completamente crollati e l'investimento diretto all'estero delle società transnazionali è, per così dire, moneta corrente; è dunque possibile produrre quasi tutto dovunque. Probabilmente, bisogna escludere da questa affermazione prodotti come il vino e l'olio di oliva ma, rispetto alla vasta gamma dei prodotti scambiati, si tratta di eccezioni con fette di mercato relativamente modeste all'interno del commercio mondiale, misurato in volume o giro di affari. In questo senso, un impresa, cercherà di produrre il suo prodotto x o y dove, a produttività uguale o similare, le leggi, le norme e soprattutto i salari appaiono meno onerosi.
Date queste premesse, alcuni paesi si specializzano nella possibilità di fornire "vantaggi comparativi" non tanto in termini economici quanto politici: sono i paesi che proibiscono i sindacati, la negoziazione collettiva, gli scioperi, che non pongono limiti sugli orari; le condizioni igieniche e sanitarie; il lavoro dei bambini e via di seguito.
Le imprese straniere sono alla ricerca di questo tipo di vantaggio comparativo, utilizzato da tutti i regimi che intendono mettere sul mercato i propri prodotti alle "migliori" condizioni possibili, ovvero più proficue. Beninteso, una società transnazionale non sceglie un luogo di investimento e di produzione considerando unicamente la possibilità di salari bassi e di repressione, altrimenti non verrebbero più fatti investimenti diretti nei paesi dell'Unione Europea, che continua ad attirarne annualmente un volume importante.
In ogni caso, gli imprenditori locali ne traggono ampi benefici, e i negoziatori al Wto dei paesi del Sud difendono i "vantaggi comparativi" rifiutando qualunque misura sociale e ambientale che potrebbe metterli in pericolo.
II Wto istituzionalizza e in qualche modo "congela" lo status quo e l'uso della rèpressione, per la semplice ragione ché sono redditizi. Non incentiva alcun tipo di cambiamento strutturale o materiale che possa migliorare le condizioni ambientali o la normativa del lavoro di un paese membro, anzi avviene, proprio il contrario. Inoltre dal momento che ogni paese deve aprire le proprie frontiere e non può proteggere le proprie "industrie locali", necessariamente meno competitive di quelle che altrove hanno raggiunto il pieno sviluppo, si verificherà là tendenza per cui ogni paese rimarrà al livello di sviluppo raggiunto al momento del suo ingresso nel WTO.
La concorrenza sui salari, la malleabilità della manodopera o l'assenza di norme ambientali esistono, chiaramente, tra paesi ricchi e poveri del Nord e del Sud, ma anche tra paesi ricchi del Nord e paesi poveri del Sud. Entrambi gli accordi rendono molto difficile l'applicazione del principio di precauzione secondo il quale in caso di dubbio sull'innocuità di un prodotto, la dimostrazione della possibile nocività è a carico del venditore/esportatore non del compratore/importatore.
Un governo che, posto di fronte a una possibilità di rischio, decide di agire per proteggere la salute umana, animale o vegetale all'interno del proprio paese, anche in assenza di prove scientifiche assolute, ricorre al principio di precauzione. Questo principio è indispensabile in campo sanitario e ambientale, in cui gli effetti nocivi di un prodotto o di un processo di produzione possono impiegare tempi lunghi per manifestarsi concretamente e in un momento in cui è evidentemente troppo tardi.
Nel quadro dell'accordo Sps, le norme di un paese nel campo della sicurezza alimentare non possono essere più restrittive di quelle fissate dal Codex Alimentarius, un dispositivo della Fao ampiamente dominato dai rappresentanti dell'industria agroalimentare e presieduta nel 2000 da un funzionario del Dipartimento americano dell'agricoltura. I delegati americani si battono d'altra parte per evitare ogni menzione del principio di precauzione nei testi del Codex.
I due accordi Tbt e Sps sono già stati adottati in diversi verdetti dell`Alta corte del Wto, l'Organo di risoluzione delle controversie (Drb), soprattutto nel celebre caso della "carne agli ormoni". Secondo il Drb, l'Europa non ha dimostrato la possibile nocività per la salute della carne dei vitelli americani nutriti con ormoni. Il rifiutò di importazione rappresentava di fatto una violazione degli obblighi sottoscritti con il Wto .
Come tagliare gli stipendi? Il terzo e il quarto modo sono molto più problematici. Si riferiscono alla presenza commerciale e alla presenza di persone fisiche o "naturali" "di un membro sul territorio di un altro membro.
Presenza commerciale significa in realtà investimento: società mista [joint venture], filiale con capitale straniero al 100% e ogni altra forma di proprietà: un altro modo per far rientrare dalla finestra alcuni risvolti del Mai che erano stati fatti uscire dalla porta. Il quarto modo, la "presenza di persone naturali", riguarda l'importazione di personale considerato necessario dal fornitore, una volta sul territorio, per fornire un servizio. Si tratta di un dispositivo aperto ad abusi di ogni genere.
Nel quadro della Commissione europea, il braccio destro di Pascal Lamy per il commercio, Michel Servoz, scrivendo prima di Seattle alle imprese del campo Btp (edilizia e lavori pubblici), osservava: "I paesi in via di sviluppo sono tradizionalmente interessati a creare un importante flusso di persone fisiche. Possono fornire una forza lavoro altamente competitiva a costi molto bassi".
Sullo stesso tema, le considerazioni del segretariato del Wto non sono diverse. Nel lavoro preparatorio "pre Seattle" sui servizi sanitari, scriveva infatti: "Gli importanti benefici verranno non tanto dalla costruzione e dalla gestione degli ospedali, quanto dalla possibilità di, impiegare personale più qualificato, più efficace e/o meno costoso di quello disponibile sul mercato del lavoro locale".
Ridurre i costi del personale è una delle ossessioni del Wto. Nella sua indagine sull'ambiente é possibile leggere: "Dal momento che per alcuni servizi ambientali il ruolo della manodopera è preponderante [...] il settore è affetto da limitazioni sul movimento delle persone fisiche. Alcune esigenze di impiegare personale locale impediscono alle imprese di minimizzare i costi del lavoro ricorrendo al reclutamento internazionale".
Grazie al "modo 4", il Gats potrà favorire l'ingresso di lavoratori nella misura esatta delle esigenze delle società transnazionali, o far realizzare il lavoro "mobile" altrove. A tale riguardo la segreteria del Wto fornisce un buon esempio. Il direttore generale Mike Moore ha comunicato ai paesi membri: "Il Wto vi fa già risparmiare molto denaro esternalizzando le traduzioni: grazie alla comunicazione elettronica possiamo ricorrere a traduttori che lavorano a casa in tutti i paesi del mondo".
Come definire il "modo 4", se non uno strumento per "tagliare" gli stipendi, soprattutto nel settore pubblico, ma anche nell'industria privata (per esempio l'edilizia e i lavori pubblici) e per mettere progressivamente a repentaglio, attraverso le disposizioni del Gats, il diritto al lavoro elaborato in ciascun paese?

Il personale importato otterrebbe il permesso di soggiorno solo per la durata del contratto di lavoro. Viene detto che la legislazione nazionale del lavoro dovrebbe essere teoricamente applicata a ogni persona che lavora sul territorio nazionale, ma su questo punto i testi non sono precisi; in ogni caso è evidente che è possibile disporre di queste persone a piacimento, esercitando loro malgrado una pressione verso il basso dei salari dei lavoratori locali, e inoltre non verrebbe concessa loro la sindacalizzazione.
Questo " modo 4" priverebbe di sicuro il Sud dei suoi elementi migliori, rafforzando il processo di brain drain [drenaggio di cervelli] già ben avviato attraverso il debito e i programmi di aggiustamento strutturale del Fmi.
Chi non intende sostenere gli abusi del "modo 4" viene naturalmente accusato di essere "contro le opportunità per i poveri". È necessario lottare affinché a tutti siano riconosciuti il diritto al lavoro e un livello di vita decente. Non si raggiungerà di certo questo obiettivo lasciando distruggere le conquiste dei lavoratori nei paesi più avanzati per fornire posti di lavoro agli immigrati del Sud. Neanche sacrificando i servizi nazionali del settore pubblico, conquistati a fatica da diverse generazioni di cittadini, verranno date garanzie al Sud in vista di una vita migliore.


Dal libro di Susan George : "Fermiamo il WTO"; Feltrinelli ; 7 €.Il libro si legge tutto d'un fiato, nonostante un inevitabile contenuto "tecnico".





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