News: MARCO MARFE' NON RAPPRESENTA I NAPOLETANI
(Categoria: Napoletanamente)
Inviato da altrestorie
lunedì 11 maggio 2009 - 21:30:15

Al Chiambretti Night (show in onda su Italia Uno in seconda serata) giovedì 7 maggio è stata dedicata una puntata alla città di Napoli, rappresentata da Marco Marfè, rispettabile cantante neomelodico, noto ai più a causa di una esibizione un po' fuori dalle righe fatta ai provini di X-Factor. Costui, giovedì sera, è stato incaricato di rappresentare me e tutto il resto della gioventù napoletana, fornendo agli occhi dell'Italia un'immagine alquanto singolare del tipico ragazzo partenopeo. Ritengo che non sia questo il giusto modello da imporre alla generazione che sarà, negli anni a venire, il futuro di Napoli.


 
Tali personaggi non fanno che alimentare disdicevoli luoghi comuni che ci portano a essere additati nel mondo come un popolo esclusivamente folcloristico, privo di qualsiasi aspirazione al miglioramento. Per quanto mi riguarda so di avere modelli migliori, come del resto molti altri miei coetanei che si danno da fare per crearsi un futuro diverso, cercando di dare un'altra immagine della città. Tuttavia prevedibilmente l'unico risultato ottenuto da noi sarà quello di essere assimilati a personaggi di questo tipo, invitati in televisione e utilizzati per offrire un'immagine univoca di Napoli. Cercando di dare voce allo sdegno di molti, per ora mi limito a sperare che un giorno non troppo lontano la televisione smetta di raccontare soltanto una parte di questa città. Napoli, insomma, non è solo pizza, camorra, caffè, munnezza, mandolino e Marco Marfe.  

di margherita de blasi  

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Riporto questa lettera, molto ben scritta,  pubblicata nella pagina Napoletana di Repubblica, perchè l'idiozia di associare Napoli alla pizza ed al mandolino, ai neomelodici è dura a morire.
Sono duri a morire uan serie di stereotipi che non esistono più.

Quando morì Mario Merola, sulla Rai andò in onda un ampio servizio dei funerali, con le solite storie strappalacrime. Passi, in fondo era un volto noto. Quello che non è accettabile  è che andarono al funerale il sindaco Iervolino e il presidente Bassolino, che avallarono la bugia che Merola rappresentava Napoli. Protestati vivamente sia sui giornali, sia scrivendo direttamente al sindaco ed al presidente. Ovviamente non ebbi risposta. Ci riprovo, anzi ci riproviamo io e Margherita. Ma quale Napoli rappersentano Marfè e Merola? Quella della camorra che Merola ha cantato nelle sue canzoni? Quella folkloristica dei vicoli? I vicoli non sono più quelli di Eduardo. Sono posti bui, di violenza e degrado. Marfè, Merola e tanti altri cantanti neomelodici, ne rappresentano l'anima nera, il degrado, tutto quello che non dovrebbe essere e che invece è.  Una Napoli minoritaria, di cui tantissimi napoletani si vergognano e da cui sono distanti anni luce. Ed in molti cercano di combatter questa Napoli che viene invece riconfermata nello stereotipo della pizza e del mandolino. Ma se i vertici istituzionali della città, della regione,  avallano simili idiozie quando mai ce ne libereremo? Ora sta impazzando questo cretino di Marfè. Ma che c'entro io, che c'entriamo noi napoletani con questo tipo che è assolutamente un fenomeno marginale?
Da una parte si critica la napoletanità che produce il lassismo, l'illegalità, la munnezza. Dall'altra parte la si porta in TV, la si esalta, la si impone come fenomeno di costume, fino a farne un modello che popi inevitabilmente si perpetua, facendo proseliti. Credo che tutti i napoletani si dovrebbero, dovremmo,  ribellare a queste cose, perchè Marfè, Merola sono i marchi da cui cerchiamo di sottrarci. Non facciamoceli imporre. E sapesse almeno cantare sto Marfè! manco si rende conto di essere l'utile idiota per fare spettacolo su un presunto folklore che non esiste.    
giuseppe galluccio



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