News: POVERTA' CULTRALE DELLE "RADICI"
(Categoria: Rosario A. Roxas)
Inviato da altrestorie
giovedì 14 gennaio 2010 - 22:00:05

 
I fatti di Rosarno sono stati analizzati con complice superficialità, giusto per valutare l’immediato presente e risolvere l’emergenza con “il come”, tralasciando ogni ipotesi che potesse prendere in visione “il perché”, “Il come “ha visto il consueto esercizio  dell’uso della forza contro i deboli, suggerito dal consueto sondaggio che ha indicato in quella “razza sbagliata” l’obiettivo da colpire per soddisfare la domanda proveniente dalla “razza giusta”, quella delle radici, quella vagamente somigliante agli antenati ariani, ma in ogni caso quella che esibisce, con malcelato orgoglio, la propria “pelle bianca” come emblema di una consolidata superiorità.


 
In questo frangente non me la sento proprio di indicare responsabilità a questo governo, per cui lo reputo totalmente assolto “per totale e documentata incapacità di intendere e volere”.
A chi non capisce nulla di umanità, non si può imputare la colpa di un comportamento inumano; a chi privilegia le regole del mercato, del guadagno, della finanza, del proprio utile e dell’esclusiva del proprio orticello, non si può chiedere di capire e di esprimere una solidarietà umana non compresa neanche nel loro corrente vocabolario.
Ma una struttura millenaria, considerata “espertissima” in umanità, non ha alcun diritto di mortificare la propria missione per assimilarsi al doppiogiochismo di quei governi che cercano la loro interessata identità in nuove o vecchie o rinnovate o ringiovanite identità religiose.
Una struttura come la Chiesa di Roma, che in quest’ultimo secolo ha generato una nuova e umanissima visione sociale dell’umanità, attraverso le encicliche sociali e le determinazioni del Concilio Vaticano Secondo, non può tornare indietro sui suoi passi e distruggere, nei pochissimi anni di pontificato di Benedetto XVI, le conquiste che hanno stimolato nuove e irrinunciabili speranze.  Il panorama che emerge evidenzia la povertà culturale di quest’ Occidente, che rinnega gli sviluppi della “sociologia del nuovo umanesimo” sostenuti dagli ultimi campioni che ne hanno dato rigorosa testimonianza come Paolo VI e Giovanni Paolo II,  per abbracciare nuove o rinnovate riproposizioni ideologiche della pretesa superiorità religiosa e civile del mondo occidentale, propagandate (non predicate !) da Benedetto XVI, in grado di superare divisioni ideologiche per accomunarsi in un’unica logica sostenuta dalla pretestuosa autoaffermazione nella ricerca delle “radici”, come se si trattasse di un massimo comun divisore, che riunisce gli eletti e li promuove e li laurea (etimologicamente “cinto di alloro”) popolo e civiltà superiori; negare ciò significherebbe abbracciare un relativismo che, anticipatamente, è stato bandito peggio del peggior peccato mortale.
Questa ignobile fusione tra laico e confessionale, in realtà serve a fornire l’esportazione di democrazia di una missione insieme materialistica e spirituale, unendo la spada con la croce per sancire e reiterare la superiorità della croce sulla mezzaluna, e identificare nel diverso il nemico, l’inferiore, l’espressione della “razza sbagliata”.
I negri di Rosarno hanno rappresentato il “capro espiatorio” , perchè esclusi dal consesso civile e sociale in quanto non rappresentano i frutti di quelle radici cristiane dell’Europa, assurti a caratteristica antropologica di superiorità assimilabile al colore della pelle, quindi andavano fustigati, scacciati, ulteriormente mortificati nella loro più intima natura umana: è quello che è avvenuto !
Non servono a nulla le ultime parole di Benedetto XVI, quando invita alla tolleranza e alla solidarietà, perché si tratta di parole fuori tempo massimo, aggiunte ad un edificio consolidato di discriminazioni, sancite in quel libercolo ”Senza radici” scritto dall’allora cardinale Ratzinger a quattro mani con il razzista ateo Marcello Pera, novello ed esaltato consigliere spirituale del pontefice Ratzinger, e proseguite con l’infelice lectio magistralis di Ratisbona, con l’ampolloso e  provocatorio battesimo di Magdi Allam in mondovisione, proprio la notte che per il mondo dei cattolici ricordava la Resurrezione di Cristo.
Potrebbero avere senso e significato quelle parole di sostegno ai più deboli, se precedute dal riconoscimento dei molteplici errori che hanno dato energia all’identificazione di un nuovissimo “cattolicesimo dei politici” unitamente all’improponibile “cattolicesimo degli atei”, e, quindi, seguite dalla restituzione di quell’altissimo mandato che non è stato onorato in nome del genuino insegnamento di Cristo, ma utilizzato in un’interessata interpretazione di Mammona.

Rosario Amico Roxas



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