News: FECONDAZIONE ASSISTITA
(Categoria: MEDICAL)
Inviato da altrestorie
martedì 20 marzo 2007 - 20:56:47

La legge sulla procreazione assistita ha sollevato dubbi, proteste, obiezioni a destra e a sinistra.
In pratica sembra raccogliere consensi solo in quella schiera di cattolici che oramai rappresenta una esigua, per quanto potente e urlante, minoranza.
Tale legge è criticabile sotto diversi aspetti (etico, democratico, storico ecc. ecc.) ma ci sono alcuni aspetti tecnici che sono da considerare veramente criminali.
Credo di non averne sentito e letto da nessuna parte.
Per capire è necessario introdurre alcune nozioni indispensabili alla comprensione. Cercherò di essere il più chiaro possibile.


 

La fecondazione assistita riconosce varie tecniche, ma alcuni passaggi sono comuni.
In particolare tutte le metodiche (FIVET, ICSI, INSEMINAZIONE ECC.) ricorrono a due artifici tecnici comuni che si sono dimostrati nel tempo oltremodo proficui:
- la preparazione del seme,
- l’induzione dell’ovulazione multipla .

Vediamo ora come si opera nella pratica, soprattutto per la donna che è quella che sopporta l’invasività delle metodiche .

La prima tappa è la stimolazione della donna per ottenere un’ ovulazione multipla, allo scopo di avere quanti più ovuli possibili a disposizione e che siano validi.
Gli effetti collaterali di tale stimolazione sono notevoli e non tutte le donne la sopportano.
Complicanza più frequente è la sindrome da iperstimolazione che nell'1% dei casi richiede il ricovero ospedaliero, mentre per il resto in genere si risolve spontaneamente.
Nelle pratiche più diffuse (ICSI e FIVET) la tappa successiva alla stimolazione è il prelievo di tali ovuli.
Una tecnica sicuramente invasiva, che si attua in anestesia (generale, spinale, sedazione).
Crediamo che non bisogna essere specialisti del settore per sapere che l’anestesia, pur con il notevole affinamento delle tecniche, ha dei rischi insiti ed una mortalità accertata.
Fatto il prelievo, in laboratorio si feconda l’ovulo e si impiantano gli embrioni ottenuti nell’utero.
Sono convinto che nel settore c’era bisogno di una legge che impedisse la giungla che poteva arrivare.
Ma cosa dovrebbe fare una buona legge, in qualunque settore vada ad intervenire? Dovrebbe porsi l’obiettivo di massimizzare i benefici e i risultati, riducendo i costi (economici e sociali) e i rischi.
Con questa legge cosa succede invece? L’esatto opposto.
Si massimizzano i rischi e i costi, si riducono i risultati.
Dato il divieto, si preleveranno non più di tre ovuli.
Quindi se l’impianto non riesce, la donna dovrà risottoporsi al ciclo invasivo e pericoloso stimolazione/prelievo/impianto.
Si tenga presente che la percentuale di successo delle varie metodiche è piuttosto bassa: un' ampia casistica ha dimostrato che il 50% delle gravidanze si ottiene solo dopo quattro cicli di trattamento.
E' praticamente sicuro, quindi, che il ciclo stimolazione/prelievo/impianto verrà ripetuto più di una volta.
Qualunque intervento nel settore avrebbe dovuto tener presente questi dati.
Invece sembra proprio che siano stati ignorati, per rincorrere l'ideologia integralista cattolica.
La donna sarà cosi costretta a sottoporsi a più cicli essendo impossibile (sempre per il divieto) congelare gli embrioni.
Quindi dovrà ripetere la stimolazione e l’anestesia ad ogni tentativo.
Congelando gli embrioni si sarebbe potuto ridurre il numero delle stimolazioni e delle anestesie necessarie.
Anche se si ha una visione moralistica della cosa non ci si può spingere a comportamenti antiscientifici che “costringono“ le donne a sottoporsi a pratiche rischiose.
Lo trovo criminale, oltre che incostituzionale visto il diritto alla salute sancito nella costituzione.
Né trovo accettabile l’obiezione che è stata sollevata dicendo che non c’è obbligo di ricorrere alla procreazione assistita per chi desidera avere un figlio.
Uno Stato civile, democratico, laico, lascia ai suoi cittadini la libertà di fare ciò che vogliono, purchè il loro comportamento non sia dannoso per la società.
Lo Stato si dovrebbe limitare a porre delle cornici a regolare le conseguenze dei singoli leciti comportamenti.
Per intenderci in questo caso si sarebbe dovuto limitare a regolare gli aspetti successori, magari impedendo il commercio e la clonazione (aspetti che sicuramente non sono accettati dall'etica collettiva!).
Anche se si voleva fare una legge che tenesse presente punti di vista etici (per me pregiudizi) non può il legislatore, per un punto di vista soggettivo e quindi discutibile, mettere a repentaglio la salute delle donne che vale almeno quanto quella dell’embrione che si dice di voler tutelare.
Inoltre trovo sicuramente schizofrenico l’atteggiamento di chi con una mano promuove la famiglia ed incentiva economicamente le nascite, ma con l'altra riduce le possibilità avere figli per chi può essere aiutato solo dalla scienza .
Né si capisce perché chi si fregia del nome di casa delle libertà vada poi a sanzionare un comportamento privato che non danneggia nessuno.
Sarebbe questo il liberismo o liberalesimo?
Quindi come definire questa pessima legge, che attenta alla salute delle donne se non criminale?
Mi chiedo ancora  se questi aspetti siano stati valutati o se chi ha legiferato fosse totalmente all’oscuro di ciò.
Sarebbe comunque criminale che il legislatore non sentisse il dovere di informarsi prima di partire a fare rovine in un settore cosi delicato.

E pensavamo di aver superato il medioevo

GIUSEPPE GALLUCCIO 05



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