News: NINO D'ANGELO RISPONDE A PANSA. MA GLI ALTRI NAPOLETANI DOVE STANNO?
(Categoria: MUNNEZZA & CAMORRA)
Inviato da ferocibus70
mercoledì 24 novembre 2010 - 22:28:15




Fa male da napoletani, da meridionali, sentirsi accusati  di essere i responsabili della munnezza.
Come se fosse una questione antropologica, i meridionali brutti sporchi cattivi e camorristi.
Nessuno, o pochissimi raccontano le cose come stanno.
Cioè che questa situazione è voluta. Perchè sulla continua emergenza molti si arricchiscono e raccolgono voti. Perchè nell'emergenza è possibile scaricare i rifiuti tossici del nord.
Perchè qualcuno da qualche parte ha deciso che la Campania in particolare, ma tutto il sud debba essere la discarica d'Italia e d'Europa.



Ed i settentrionali come Pansa, come Maroni che puntano il  dito sono quelli che non fanno niente o peggio in parlamento salvano Cosentino, indagato per collusione con la camorra, in pratica il ras della Campania. E indagati sono pure Landolfi e Cesaro.
E che vuoi risolvere a Napoli sei nei posti chiave ci sono queste persone. Per carità saranno anche innocenti, ma la gente prova sfiducia nel vedere che non si fa niente per combattere davvero la camorra. Colpevoli o innocenti il segnale è di una Stato assente e di una legalità che è chimera. Però si pretende il massimo della correttezza , come fa Pansa, dai cittadini, che dovrebbero tenersi la munnezza in casa per non aggravare il problema. Mentre la politica è assente, o peggio, ci marcia. E chi avrebbe il dovere di raccontare i fatti veri, di denunciare., invece tace o difende il potere, come Pansa, che D?Angelo definisce intellettuale, ma a me sembra più un meschino personaggio che cavalca qualunque cosa per la notorietà e l'arricchimento, che da comunista che era  ora difende l'autorità costituita, il governo, questa destra..brutta persona quella che nega le sue radici.

E fa ancora più male che non si sentano le voci dei napoletani tranne la splendida lettera di Nino D'Angelo, ormai un vero intellettuale, con lo spessore dell'uomo che è cresciuto nella strada e si è fatto da solo.
Ma il resto dove stanno?
Addirittura sentiamo Pino Daniele dire imbecillità su Saviano e scontate ovvietà sull'immondizia.,
Ricordo a proposito i versi di De Andrè nella Domenica delle Salme in cui richiama alla responsabilità i suoi colleghi cantautori :

voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
coi pianoforti a tracolla travestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l’Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi
voi avete voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo.

gg


Da Il Ftato quotidiano del 24/11/2010

Non sono mai stato una persona normale .
Ed ho due categorie di amici : i grandi intellettuali ed i grandi ignoranti. Uno di quelli intellettuali mi ha fatto notare uno scritto di G. Pansa, su un giornale : " I rifiuti? Napoli si arrangi". Sono sobbalzato, mi sono sentito senza patria. Un emigrante in Italia. Fa comodo generalizzare creare la figura immagini fica del "napoletano unico" per scaricare tutti i problemi sui più deboli, sul popolino. Quando si tratta delle cose belle di Napoli sono di tutti,
monnezza e camorra sono sempre solo nostre. Vorrei ricordare – con l'umiltà dovuta da uno come me- di fronte a un grande intellettuale a Giampaolo Pansa
e a tutti quelli che la pensano così, che la pizza oggi si mangia più a Milano che a Napoli. Che non esiste più il menestrello con il mandolino, che il loro immaginario, la loro semplificazione di comodo, non serve neppure quella a risolvere il problema della spazzatura. Mi sembra piuttosto persegua un disegno
preciso: dividere l'Italia. Vorrei in proposito ricordare che il ministro dell'Interno, il leghista Roberto Maroni, si è appropiato anche del palco di Roberto Saviano e Fabio Fazio, per ripetere a un pubblico più vasto, quello che già ci raccontava da giorni e giorni a reti quasi uni­ficate: un comizio, per prendersi i meriti di aver migliorato l'Italia. Ma dove? Qui la spazzatura è per strada, vorrei dire al signor ministro, la camorra prospera insieme ai sacchetti di rifiuti, mentre la disoccupazione cresce e la gente è disperata. Qui siamo rovinati, signor ministro. È la prima cosa che mi viene in mente quando esco di casa al mattino, mi trovo davanti al panorama della spazzatura: siamo rovinati.
significa? Avrà delle responsabilità la politica? Avrà delle responsabilità un governo che si vantava di aver brillantemente risolto tutto con la bacchetta magica di Guido Bertolaso, che ora si prenderà la meritata pensione. Che dobbiamo fare noi napoletani? Prenderci questa colpa? Possiamo anche farlo, ma la politica non si può auto-assolvere. Devo­no smetterla di raccontar frottole: l'inceneritore di Acerra doveva esser una meraviglia, ma pare non funzioni così bene; Berlusconi lo scorso 29 ottobre aveva pro­messo che la situazione per le strade di Napoli sarebbe ritorna­ta alla normalità in tre giorni. Sono passati tre giorni, altri tre, poi tre ancora. E la normalità? La normalità è diventata questa: avere tutti i giorni a tutte le ore i rifiuti per le strade.
Forse ora non c'è più tempo per pensare, forse ora bisognerebbe curare la ma­lattia, non chiedersi ancora di chi sia la colpa, per poi assegnarla come premio speciale a chi non si può difendere dalle colonne di un giornale o da un palco televisivo. A proposito di tv, ho letto che il mio amico Pino Daniele ha detto che se Saviano fosse davvero pericoloso lo avrebbero già ucciso. Mi auguro, come sono sicuro anche Pino, che Saviano non lo uccidano mai. Con Gomorra si sarà anche arricchito, ma non credo sia una colpa: ha avuto il coraggio di dire cose che altri non dicevano, ma che qui a Napoli, sia chiaro, sapevamo tutti, nulla di nuovo.
Anzi, mi stupisco della meraviglia, anche qui, della po­litica, che avrebbe dovuto conoscere Gomorra ben prima dell'uscita del libro.
CHIUDO la parentesi e ritorno ai rifiuti, il concetto che ho d'Italia intesa come comunità mi fa respingere al mittente, ma con grande umiltà ripeto, l'idea di Pansa: napoletani vedetevela voi, pensateci da soli, arrangiatevi. 'No, aiutateci invece. Noi faremo il nostro. Ogni napoletano, ogni italiano dovrebbe stare vicino a questa città. Gli intellettuali, troppo a lungo in silenzio, dovrebbero ricominciare a parlare.
Le persone che godono di notorietà, come me, dovrebbero prendere un impegno, che può essere questo: esser protagonisti di una campagna (senza intascare un euro) per spiegare come si fa la raccolta differenziata, poi toccherà alla politica, alle istituzioni lancia­re un grande piano di raccolta differenziata in tutta la Campania. 

NINO D'ANGELO




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