News: L'INTRECCIO DI INTERESSI
(Categoria: ITALIA)
Inviato da altrestorie
domenica 05 novembre 2006 - 22:01:39


 
Nei due articoli riportati sotto si evidenzia il mare di interessi fra i personaggi che più emergono nello scandalo del calcio. Capitalia sembra quella che conduce il gioco, forse per questo Berlusconi ha piazzato un suo uomo nel consiglio di amministrazione. Alle solite il kaimano si erge a moralizzatore mentre è uno degli artefici principali delle porcherie del calcio ( e di tanti altri). Fa incazzare sentirlo chiedere lo scudetto per il Milan con quella faccia di culo insopportabile. Fanno ridere coloro che sembrano cascare dalle nuvole.
Era forse normale che galliani quali presidente di Lega trattasse per di diritti Tv praticamente con se stesso, visto che è il braccio destro di berluska?



BERLUSCONI E CAPITALIA Quanto sotto dimostra senza ombra di dubbio che , anche stavolta, Berlusconi era perfettamente al corrente delle porcherie dietro al calcio perchè era lui attraverso Galliani che controllava il tutto e lui che ha coperto Moggi. Saltato lui è saltato anche Moggi.

pummarulella 28/5/06

ROMA Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi entra nel patto di sindacato di Capitalia. È questo il risultato, dell'assemblea di Capitalia che ha dato il via libera alla fusione con Fineco e alla scissione di Mcc. I soci hanno approvato entrambe le operazioni con una maggioranza superiore al 99%. Contemporaneamente hanno rivoluzionato l'accordo di governo della banca. Nel patto di sindacato della banca entrano la Fininvest della famiglia Berlusconi, (con lo 0,46%) la Fineldo di Merloni, Italmobiliare (famiglia Pesenti) e Angelini, il gruppo farmaceutico che fa capo alla famiglia omonima. Tutti apporteranno le azioni Capitalia rivenienti dal concambio di scissione di MCC. Si diluisce, in seguito al riassetto, la quota di Abn Amro, che passa al 7,68% dal precedente 9%, restando primo azionista. Il patto tornerà a riunirsi dopo le feste e in quell'occasione, ha spiegato il presidente dell'accordo parasociale Vittorio Ripa di Meana, gli olandesi decideranno se reintegrare o meno la partecipazione. In caso contrario, gli altri soci potrebbero arrotondare il proprio pacchetto. Abn ha facoltà di recedere dal patto da ottobre 2006.
DICHIARAZIONI - Alla luce di queste novità si spiegano le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi da Berlusconi. Dopo le primarie dell'Ulivo, che avevano visto parecchi banchieri recarsi alle urne, il premier aveva rilasciato alcune dichiarazioni al vetriolo. Aveva lamentato l'ostilità di molte banche verso il governo. «Tranne Capitalia» aveva osservato. Adesso le ragioni di quelle parole diventano molto più chiare. Hanno arrotondato la loro quota all'interno di Capitalia Toro (famiglia De Agostani), Tosinvest (famiglia Angelucci), Colacem - famiglia Colaiocovo), Cinecittà centro commerciale (che fa capo alla famiglia Tori) e Keryx. Oltre alla Fondazione Manodori che era presente nel capitale di Fineco. 28 novembre 2005
da: http://www.corriere.it

Capitalia. New entry nel patto dopo la fusione Mcc-Fineco/Capitalia Si allarga il patto di sindacato di Capitalia: Fininvest, Fineldo-gruppo Merloni, Angelini e Italmobiliare, tutti attuali azionisti di Medio credito centrale (Mcc), che hanno chiesto di entrare nel patto di Capitalia e sono stati accettati dall'assemblea del patto che si e' svolta venerdi' scorso.

La notizia è stata data dal presidente del gruppo, Cesare Geronzi leggendo una lettera ricevuta dal presidente del patto, Vittorio Ripa di Meana,
nel corso dell'assemblea chiamata a pronunciarsi sulla fusione di Fineco ed Mcc in Capitalia.
Per effetto dell'operazione, questi azionisti riceveranno azioni di Capitalia rappresentanti l'1,06% del nuovo capitale sociale.

Toro Assicurazioni, Finanziaria Tosinvest, Colacem, Cinecitta' e Keryx (Martini), che detengono attualmente azioni Mcc, e Fondazione Manodori, che detiene attualmente azioni Fineco, apporteranno al patto le azioni Capitalia che derivano dal concambio delle operazioni di fusione con Fineco e di scissione di Mcc.
A seguito di queste operazioni, la percentuale di azioni Capitalia complessivamente detenuta dai partecipanti al patto si attesta al 31,615% del capitale, di cui il 30,5% apportato al patto.

Nell'aprire l'assemblea straordinaria e ordinaria di Capitalia, che dovrà dare l'ok alla riorganizzazione del gruppo con l'incorporazione di Fineco e Mcc, il presidente Cesare Geronzi ha fornito l'elenco degli azionisti che partecipano al capitale con una quota superiore al 2%, secondo quanto risulta al libro soci.

Primo azionista è il gruppo Abn Amro che detiene complessivamente una quota dell'8,93%; segue la fondazione Cassa di Risparmio di Roma con il 5,87%, la Regione siciliana con il 3,32%, la fondazione Banco di Sicilia con il 3,19%, la Lehman Brothers con il 3,16%, la fondazione Manodori con il 3,15%, lo Stichting Pensioenfonds con il 3,03%, la Libyan Arab Foreign Bank con il 3,01%, gruppo Fonsai con il 2,99% complessivo e la Tt International Investment Management con il 2,54%.
red http://www.quaderniradicali.it/

La domanda è chiara, fatta questa premessa: perché Fininvest è salita fino all’1% in Capitalia, rafforzandone il patto di sindacato e inviando il suo amministratore delegato Pasquale Cannatelli nel cda dell’istituto capitolino? Berlusconi ha risposto che non sono domande da fare a lui, è più che noto che da anni non si occupa della gestione degli affari delle sue aziende. Infatti il suo più recente giudizio su Cesare Geronzi risale all’ottobre scorso, e non era economico-finanziario bensì politico.
“Capitalia è l’unica grande banca che non è di sinistra”.
da : http://www.leftwing.it/

Capitalia, Carraro, Geronzi, Moggi
A Roma in un vicolo seminascosto adiacente al cinema multisala Barberini c'è una stradina dal nome " Vicolo Barberini " al cui numero 35, vi è un palazzo di proprietà del Gruppo CAPITALIA attualmente presieduto dal banchiere Cesare Geronzi (attualmente inquisito ed interdetto dalla Magistratura penale ) dove gli inquilini hanno visto negli ultimi anni uno strano "valzer" di targhe sostituite affianco al portone e nomi cambiati...sui citofoni.
Inizialmente la prima targa affissa era intestata ad una società la FILMWORLD s.r.l, i cui azionisti erano dei nomi che vi invitiamo a memorizzare:

- Chiara Geronzi (giornalista del TG5 e figlia del banchiere Cesare Geronzi - Benedetta Geronzi) (Assistente di Franco Carraro alla FIGC, anche lei figlia del banchiere Cesare Geronzi ); - Luigi Carraro, figlio del Presidente della FIGC (Federazione Italia Gioco Calco ) Franco Carraro - Fabrizio Bevilacqua, già socio di Luigi Carraro in una fallimentare iniziativa di commercio online, ed al servizio di Luciano Gaucci, come amministratore di una società di pulizie, che non ha mai decollato...!
La società FilmWorld nata dal nulla, e cioè da nessuna precedente esperienza specifica maturata nel settore dai soci, iniziò quasi come per incanto ad acquisire produzioni miliardarie per la realizzazione di campagne pubblicitarie per aziende del calibro di FIAT, ENEL, TIM, WIND, FASTWEB, SEAT, ecc. sbaragliando società nel setore da oltre 20 anni. Qualcuno ricorda che nel consiglio di amministrazione di Capitalia, presieduto appunto da Cesare Geronzi, siedono Franco Carraro (che precedentemente aveva guidato la Impregilo, prima di " casa Fiat " poi passata al Gruppo Romiti), Carlo Puri Negri (importante socio di Marco Tronchetti Provera) molto utile...per acquisire clienti come Telecom, Tim, Seat .
All'improvviso, come per incanto...la FilmWorld ha deciso di interrompere la propria "brillante" e remunerativa attività arrivando al punto di bloccare i pagamenti ai fornitori, facendo rispondere dalle segretarie al telefono " La società sta per essere messe in liquidazione. Se vuole essere pagato si accontenti del 50% altrimenti non prenderà nulla !" Ma sfortunatamente...i rampolli della "Roma bene"...sono cascati male, cioè hanno incontrato una società fornitrice che si è rivolta ad un importante studio legale della Capitale ottenendo tutti i propri soldi sino all'ultimo centesimo, previo pagamento rateale....! Chissà, se le sorelle Geronzi ed il giovane Carraro per pagare, avranno chiesto un fido a Banca Capitalia ...?!!!
Dopodichè la targa della FilmWorld in Vicolo Barberini 35, è stata sostituita ed al posto suo è arrivata la "fantomatica" GeaWorld diretta da Alessandro Moggi, ma per un certo periodo rappresentata legalmente dalla giornalista Chiara Geronzi, anch'essa attualmente iscritta nel Registro degli Indagati della Procura della Repubblica di Napoli con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode in competizione sportiva, secondo quanto emerge dalla seconda e ultima proroga delle indagini preliminari disposta nei mesi scorsi dai pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci.
Ma spulciando fra i documenti pubblici camerali abbiamo scoperto una società la Netcorp (azionisti sempre Carraro-Geronzi-Bevilacqua) che inizialmente era nata con un oggetto sociale che prevedeva la confezione di vestiario ed il commercio di abbigliamento online: nel 2004 il giro d'affari è stato di 61.116 euro, con 605mila di debiti. La Netcorp controllava due società in liquidazione, la Maxinet (sciolta nel 2000) ed appunto la Filmworld, in liquidazione dal 22 settembre 2004, con un valore della produzione di 4,48 milioni nel 2004 (cioè circa 10 miliardi di lire del vecchio conio, come direbbe il buon Paolo Bonolis!) e una perdita di 313mila. Ora gli azionisti della Netcorp ne hanno variato l'oggetto sociale, che ora prevede " L'ACQUISTO DI QUOTE, AZIONI E PARTECIPAZIONI DI SOCIETA' O ENTI DI QUALSIVOGLIA NATURA IN ITALIA E ALL'ESTERO, IL FINANZIAMENTO E IL COORDINAMENTO TECNICO E FINANZIARIO DELLE SOCIETA' O ENTI NEI QUALI PARTECIPA, LA COMPRAVENDITA E IL POSSESSO DI TITOLI PUBBLICI E PRIVATI NONCHE' LA GESTIONE DI QUELLI DI SUA PROPRIETA'. NEL RISPETTO DELLE LEGGI VIGENTI, LA SOCIETA' POTRA' COMPIERE QUALUNQUE OPERAZIONE FINANZIARIA, MOBILIARE, IMMOBILIARE, CREDITIZIA " (fonte: Registro delle Imprese- Camera di Commercio)
La GeaWorld è stata costituita l'8 ottobre 2001 dalla confluenza di due società, la Football Management di Alessandro Moggi e Franco Zavaglia (fu il primo procuratore di Francesco Totti) e la General Athletic, nella quale, un anno prima, si erano uniti i giovani Andrea Cragnotti, Francesca Tanzi, Chiara Geronzi e (con il 40%) Romafides, fiduciaria di Capitalia. Con loro Riccardo Calleri, figlio di Gianmarco, ex di Torino e Lazio. Dopo il naufragio di Tanzi e Cragnotti, i rispettivi figli Andrea e Francesca si sono defilati. Dal 2004, l'assetto della GeaWorld vede invariate, attraverso Football Management , le quote di Moggi jr (di fatto il 27%) e Zavaglia (18%). Scomparsa Romafides (la fiduciaria del Gruppo CAPITALIA) nell'azionariato è salita Chiara Geronzi, che lavora come giornalista al Tg5 (cioè Fininvest-Mediaset) la quale possiede il 72% di General Athletic , vale a dire è il primo azionista della GeaWorld con il 32,4%; dalla società è uscito circa un anno fa Giuseppe De Mita, figlio dell'ex leader dc Ciriaco, da sempre molto vicino a Callisto Tanzi.

Recente la GeaWorld è entrata anche con il 22,5% nella Zero9 Sport Productions, Srl per la produzione di sofware per telefonini (suonerie, giochini): il socio di maggioranza è Zero9 srl, che appartiene per metà a Mario Luzzi e per metà a una società lussemburghese (e poteva mancare !! ). Il 3% è di Fabio Caressa, nato a Roma il 18 aprile 1967: e cioè il giornalista-telecronista di calcio di Sky più noto, come abbiamo verificato nell' Albo pubblico dell' Ordine dei Giornalisti del Lazio !

Ma gli "affarucci" dei rampolli bene.... non è finita qui ! Più consistente è l'attività dell'immobiliare Calamatta srl, costituita il 7 giugno 2004, sede in viale Bruno Buozzi, nel quartiere Parioli a Roma, che nel bilancio 2004 ha dichiarato un valore della produzione di 8,7 milioni, con debiti per 10,8 milioni e una perdita netta di 10.623 euro. Metà di Calamatta è della Netcorp , l'altra metà è di Giuseppe Statuto, e cioè l'immobiliarista che è stato azionista di Bnl al 5%, a fianco di Stefano Ricucci (attualmente in carcere) e Danilo Coppola (indagato dalla Direzione Distrettuale Antimafia in Calbria), nel contropatto guidato da Franco Caltagirone editore dei quotidiani IL MESSAGGERO, IL MATTINO, CORIERE ADRIATICO, QUOTIDIANO DI Barletta. Chissà se adesso la Guardia di Finanza oltre a spulciare il conti della GeaWorld darà un occhiata anche...nei dintorni societari ?
Secondo noi troverebbero tanto di quel "lavoro" !

tratto da : http://blog.libero.it










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