News: CAMPAGNA A FAVORE DELLA COCAINA
(Categoria: Canapa e Droga)
Inviato da altrestorie
lunedì 26 marzo 2007 - 22:49:01

Le nostre città sono invase dalla cocaina che sta mandando in pappa il cervello di molta gente. Sempre più VIPS ne sono coinvolti e, purtroppo, anche i figli di tante persone comuni.
Invece per i soliti Fini e Giovanardi, che della droga non sanno niente, il problema è il demonio marijuana. La stessa operazione che, negli anni '70, fu fatta per introdurre in grande stile l'eroina sul mercato italiano.
giuseppe galluccio 26/3/07


Sembra davvero incredibile che con il mare di coca che invade le città ed i cervelli della gente il problema oggi sia la marijuana. Chi conosce il mercato delle droghe sa benissimo che la marijuana è sempre meno richiesta purtroppo, roba quasi da amatori, mentre dilaga la coca ed il crack, a prezzi stracciati. il sabato sera si fanno tutti. Vediamo del resto sui giornali quanti VIPS ne sono coinvolti.Eppure non si sente parlare del problema cocaina, ma continuiamo a sentire un mucchio di sciocchezze sul demonio marjuana! Risulta davvero difficile pensare che sia un caso e non una strategia precisa, magari messa in atto con l'aiuto di imbecilli che credono davvero nelle sciocchezze che gli propinano e finiscono per lavorare per il narcotraffico, o quantomeno per quegli interessi.Nel libro "Eroina" di Blumir potete leggere la storia dell'introduzione dell'eroina in Italia. Negli anni '70 si compì una  vera criminalizzazione delle droghe leggere a favore dell'eroina. Migliaia di pasticche di morfina, residuo del Vietnam furono introdotte in Italia sotto l'occhio vigile dei servizi.
Pare di assistere allo stesso tipo di operazione. Come leggerete sotto in un articolo dello stesso Blumir.
giuseppe galluccio 26/3/07

Cannabis
La campagna pro-coca da Fini in poi

Come negli anni '70 è partita la campagna di criminalizzazione dell'erba. Per spianare la strada all'eroina allora, come alla cocaina oggi
Guido Blumir
Alcol, Italia: 30.000 morti all'anno, 3.000 in incidenti stradali (molti, lavoratori). Tabacco, sigarette: 90.000 morti. Decessi totali alcol e tabacco: 120.000 morti. Due stadi olimpici di morti. Marijuana, Italia: zero morti l'anno. Totale morti alcol e tabacco Italia in 40 anni: 4 milioni e 800 mila. Totale morti marijuana: zero. Morti in Italia di eroina, negli ultimi 30 anni: 20.000. Erano 15.000 dieci anni fa, quando l'allora vice-presidente del Consiglio Walter Veltroni disse, di fronte a questa cifra: è il nostro Vietnam. Ma se l'eroina era/è il nostro Vietnam (15.000 morti), alcol e tabacco - quattro milioni di morti - cosa sono? La terza guerra mondiale?
E' criminale la tesi di chi dice che la cannabis è una droga come le altre: tra la marijuana e l'eroina c'è un abisso. Tra le droghe leggere e le droghe pesanti come alcol e tabacco c'è una voragine. All'inizio degli anni '70, una colossale campagna di stampa promosse la confusione fra droghe leggere e pesanti, aprendo la porta all'eroina, che stava arrivando, ma il cui consumo era limitato a poche centinaia di persone. Con un enorme lavoro di comunicazione siamo riusciti a contenere l'abuso di eroina: se non si fosse fatto quel lavoro, gli eroinomani oggi sarebbero un milione, invece da vent'anni sono fermi a 300 mila.
Da 5 anni è scattata una campagna per ricriminalizzare la marijuana in Italia, presentandola come una droga diventata pesante, come eroina e cocaina. Va detto che questa operazione è stata condotta in prima persona da uno dei massimi leader del centrodestra Gianfranco Fini. E anche Casini gli ha dato un assoluto appoggio. E va detto che invece non sono scesi in campo, con forza comparabile, i principali leader del centrosinistra. Per 5 anni, Fini e i suoi, hanno bombardato in centinaia di ore di trasmissioni radio e tv, con il concetto «la marijuana è diventata una droga pesante». Questo mentre, strutturalmente, per esigenze di consumo e mercato andava allargandosi l'uso di cocaina. La campagna anti-cannabis spalanca la porta (come verso l'eroina negli anni '70) all'imporsi della coca: 4 milioni di persone usano marijuana, altri milioni l'assaggiano e l'assaggeranno. Può piacergli o non piacergli, ma certo verificano di persona che non succede niente di grave. Mezza Italia dà credibilità alle idee di Fini. Dunque, per questi consumatori o potenziali assaggiatori influenzati da questa campagna, anche la cocaina apparirà come qualcosa di poco pericoloso. «No coca, no party». Ed ecco il boom.
Il cavallo di troia della campagna anti-marijuana è stato la teoria della nuova cannabis «pesante», a cui ho dedicato un intero capitolo del mio ultimo libro «Marihuana. Uno scandalo internazionale» (Einaudi). Per l'Osservatorio Europeo nei 25 paesi membri solo il 5% della canapa circolante ha una potenza un po' superiore a quella normale. L'Independent on Sunday di domenica scorsa era disinformato. Dunque, ancora una volta, a distanza di 60 anni dalla geniale campagna del Direttore del Narcotic Bureau Usa sulla «marijuana assassina» (sesso e delitti), c'è ancora nei media chi cade nella diabolica trappola. E' il proibizionismo, bellezza. Una macchina che continua a funzionare. Per un oscuro farmacologo del Sussex la fama è assicurata se sforna uno studiolino, per quanto abborracciato, da cui emerge che la canapa rende ciechi. Tv a gò gò all'esperto improvvisato che sposa tesi finiane. Un posticino all'Onu, una ricerchina da 200.000 (euro) al prof. Sulla base anche degli ultimi dati siamo pronti, da subito, per una grande campagna di comunicazione e prevenzione che faccia piazza pulita di tutte le sciocchezze e dia a giovani e adulti informazioni pulite (non drogate) su tutto: skunk e coca, smart drugs e canne. Jack Daniel's e Marlboro.

 da: http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/24-Marzo-2007/art10.html 



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