News: IL DANNO E LA BEFFA
(Categoria: Rosario A. Roxas)
Inviato da altrestorie
domenica 21 agosto 2011 - 20:29:49




Ma in Italia la beffa ha preceduto il danno. La beffa è stata inconsapevolmente precettata dalla maggioranza del popolo italiano, quando accettò e promosse uno speculatore senza scrupoli alla presidenza del consiglio,carica che gli servì per salvare le sue aziende da un fallimento annunciato e se stesso dai rigori del codice penale.



Fu una beffa e non una scelta ponderata perché avvenuta sull’onda di un cataclisma politico che vide i massimi rappresentanti della politica sul banco degli imputati per avere sottratto i fondi dello Stato con una moltiplicazione esponenziale del debito pubblico; per salvare l’Italia si propose uno speculatore senza scrupoli che ambiva, esclusivamente, a salvare le sue finanze fallimentari a spese della collettività, offrendo in cambio promesse e apparenze, durate quasi 18 anni, fino a quando quella beffa iniziale ha mostrato gli effetti con il danno attuale. La crisi è planetaria, ma è iniziata nel mondo occidentale ossessionato dal capitalismo liberista; il pensiero unico dei governi occidentali, quando è esplosa la crisi in America a causa dei mutui che ha sconvolto il mondo bancario, è stato quello di impegnare le proprie forze per salvare le banche, punta dell’iceberg del liberismo, quello che pretende creare ricchezze senza utilizzare il lavoro e le produzione, ma lasciando moltiplicare il denaro attraverso speculazioni finanziarie. La beffa consiste nel fatto che le stesse banche, una volta poste in salvo, hanno usato la riconquistata forza finanziaria per colpire a morte i salvatori attraverso la speculazione che sta affondo tutte le borse. Il Italia è diverso, perché non sono le sole banche che alimentano la speculazione, ma lo stesso presidente del consiglio che non intende mollare la poltrona di comando, da dove può indirizzare le scelte e le manovre anti-crisi secondo i suoi personalissimo interessi. Per questo nella manovra in atto nulla è previsto per coinvolgere i grandi capitali, perché sarebbero individuati patrimoni incredibili in mano allo stesso presidente del consiglio e dei suoi più fidaci sodali, nonché in mano a organizzazioni che sfruttato anche il potere della religione per rendersi esenti dall’obbligo di contribuire “secondo le proprie capacità”. Sembra proprio di vivere come in un film prevedibile, da titolo “Salvo ciò che posso, poi scappo”.

Rosario Amico Roxas







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