News: QUELLI CHE NON TRATTANO
(Categoria: MONDO)
Inviato da altrestorie
mercoledì 04 aprile 2007 - 13:37:11

La differenza sarebbe che i talebani sono dei "terroristi"? ma chi lo dice? Può piacere o non piacere, ma di fatto in Afghanistan c'è una guerra civile. I talebani sono una delle parti contendenti, sono stati al governo di quel paese dopo "libere" elezioni, sono sostenuti da buona parte della popolazione.
GIUSEPPE GALLUCCIO 4/4/07


 

Questi sono quelli che hanno storto il muso e accusato di tradimento il governo italiano che aveva trattato con i talebani per la liberazione di Mastrogiacomo. Son passati un paio di Giorni e Blair, che fu molto duro con il governo italiano, sta li a trattare con uno degli stati canaglia che, di fatto, hanno sequestrato i soldati inglesi.

La solita ipocrisia della politica.
Nelle guerre, nei conflitti si è sempre trattato per lo scambio di prigionieri. Lo hanno fatto gli Americani. Gli  Israeliani che sono tra i più intransigenti hanno sempre trattato per il rilascio dei prigionieri (vedi).
Negli ultimi trent'anni, Israele ha rilasciato circa 7.000 prigionieri, in cambio di 19 israeliani vivi, e dei corpi di altri otto.
 Nel 2004, Israele rilasciò ben 429 prigionieri in cambio di un unico imprenditore israeliano e dei corpi di tre soldati morti: è interessante notare che tra i prigionieri rilasciati, ce n'erano alcuni che Israele aveva
catturato proprio allo scopo di scambiarli.
 C'è qualcosa di grandiosamente imperiale e rassicurante in questo scambio, dove persino il
corpo morto di un uomo bianco vale decine e decine di indigeni. La tecnologia fa di questi miracoli: la proporzione di israeliani e di libanesi morti in questi giorni è, al momento, di 1 a 41. 
Nella storia è sempre avvenuto.
La differenza sarebbe che i talebani sono dei "terroristi"? Ma chi lo dice? Può piacere o non piacere, ma di fatto in Afghanistan c'è una guerra civile. I talebani sono una delle parti contendenti, sono stati al governo di quel paese dopo "libere" elezioni, sono sostenuti da buona parte della popolazione. Se oggi si votasse liberamente in Afghanistan è probabile che i talebani possano essere eletti, o comunque avrebbero loro rappresentanti nelle istituzioni. Quindi questa obiezione è ridicola. Cambia solo il colore della divisa, ma i talebani ammazzano esattamente come i soldati inglesi, americani ed italiani. Difficile capire come si conquista la qualifica di "terroristi"!!
Credo inoltre sia ridicola l'obiezione sostenuta dal nostro casino delle destre che loro non avevano fatto rilasciare prigionieri. In effetti non l'hanno fatto, hanno solo pagato cospicui riscatti.
Ora   quei soldi,  molto probabilmente, sono serviti ad acquistare  armamenti da rivolgere contro le forze occidentali. Questo fatto è meno grave della liberazione di 5/6 prigionieri? Questi 5 o 6 liberati faranno più danni delle bombe, fucili, mine acquistate con i milioni dei vari riscatti?
Qualcuno che non si chiami Bondi, Schifani, o Cicchitto  è cosi sciocco da crederci?

giuseppe galluccio 4/4/07

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Telefonata tra Londra e Teheran
- Il regime iraniano: "Hanno cambiato tono"
 

TEHERAN - C'è più di una schiarita nella vicenda dei marinai inglesi sequestrati a Teheran. A partire dalle parole del regime iraniano che ha fatto sapere di apprezzare il "cambiamento di tono" da parte della Gran Bretagna: "E' appropriato il comportamento di Londra nel cambiare i suoi toni da propaganda con riguardo alla questione dell'arresto dei quindici marinai britannici nelle nostre acque", ha commentato Gholam Ali Hadad Adel, presidente del Parlamento monocamerale di Teheran. E una lunga telefonata tra Ali Larijani, segretario del Supremo Consiglio per la Sicurezza Nazionale e capo negoziatore dell'Iran in materia nucleare, e il consigliere politico del premier londinese Tony Blair, sir Nigel Sheinwald, ha segnato un ulteriore avvicinamento tra le due nazioni. Secondo l'agenzia Irna "l'Iran ha affermato la sua volontà di risolvere la questione attraverso un'azione bilaterale e ha chiesto un impegno di Londra a non ripetere violazioni del territorio iraniano". Mentre Londra "ha accolto con favore le dichiarazioni delle autorità iraniane di voler risolvere attraverso un lavoro bilaterale il problema".

Nella vicenda poi è entrata in scena anche la Siria che ha annunciato di aver intrapreso una mediazione per sbloccare la crisi. "Una soluzione del genere esige una diplomazia discreta, e la Siria l'ha avviata" spiega il ministro degli Esteri siriano, Walid Muallem.

Sempre ieri era stato confermato un nuovo incontro, l'ottavo in dieci giorni, tra l'ambasciatore iraniano a Londra, Rasoul Movahedian, e lord David Triesman, sottosegretario agli Esteri britannico e uno dei più stretti collaboratori del ministro, signora Margaret Beckett. 
(4 aprile 2007)



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