News: UNA GIORNATA DI ORDINARIA RIANIMAZIONE FRA ACCANIMENTO TERAPEUTICO ED EVASIONE FISCALE
(Categoria: MEDICAL)
Inviato da altrestorie
giovedì 09 febbraio 2012 - 22:10:38






Ore 7, 00 circa, sala controllo, cambio turno. Chiamano dal Pronto Soccorso per un politraumatizzato. Un giovane di 32 anni che causa di un incendio non avendo vie di fuga si è buttato dal balcone. Frattura del bacino, lesione alla milza, un paio di costole rotte, trauma cranico. Il medico della rianimazione dice che non c'è posto, per la precisioone hanno dovuto già adibire un letto di fortuna oltre i 14 posti disponibili. E sono sotto organico in tutti i ruoli : medici, infermieri, ausiliari. Non c'è proprio possibilità. 

rianimazione.gif
Dal blog CaGi





Dei 14, cioè 15 pazienti ricoverati ce ne sono 8 oltre gli 80 anni. Quasi tutti con gravi problemi respiratori mantenuti in vita artificialmente dalle macchine con possibilità di recupero vicino allo zero. Poi ci sono due pazienti ultrasettantenni con problemi oncologici. Entrambi terminali.
Uno in seguito ad una crisi respiratoria  viene intubato e spedito in rianimazione dal PS. Non era il caso di lasciarlo spegnere serenamente visto che non aveva e non ha alcuna possibilità? 
L'altra, donna di 78 anni, è stata operata dietro pressante richiesta della famiglia. Il chirurgo riteneva l'intervento inutile in quanto il tumore intestinale troppo avanzato.
Le pressioni della famiglia ed un eccesso di scrupolo del medico lo inducono all'intervento. La paziente viene operata, ma si accerta che non è possibile nessun intervento, la ferita richiusa, ma la signora non si risveglia. Ovviamente a quelle età ed in quelle condizioni l'intervento era rischioso. Cosi in coma viene spedita in rianimazione ad occupare un prezioso posto letto inutilmente. Morirà tra le sofferenze con l'addome squarciato.
Alcune di queste persone occuperanno il posto anche per qualche mese prima di morire. Nel frattempo cosa fanno? Pensano sognano, sono sereni, soffrono e  maledicono chi li tiene legati alla vita in maniera impropria costringendoli a sofferenze, dolori, piaghe, perdita della dignità? Esseri ormai numani con tubi e fili dappertutto.
Intanto il paziente  politraumatizzato in PS aspetta la sua chance di salvarsi, se esce un posto qualunque in rianimazione. Più passa il tempo più le sue possibilità si riducono. Cosi come è messo non  è manco trasportabile altrove.
L'accanimento terapeutico al limite del sadismo dei familiari che in pratica "obbligano" i medici a mantenere in vita corpi vuoti di pluriottantenni, ormai privi dello stimolo vitale, senza alcuna possibilità di recupero alla vita forse ucciderà il ragazzo di 32 anni che aveva prospettiva di vita lunghe. Insieme ad una legislazione e ad una cappa culturale di matrice cattolica che non consente al medico di potere decidere in maniera più autonoma senza correre rischi di denunce ed aggerssioni, chi deve andare in rianimazione e chi va lasciato moriro accompagnandolo con dolcezzza, senza inutili accanimenti.  E guardate che si fa ogni giorno quando si scegli a chi trapiantare l'unico organo disponibile.
Discorso cinico? Certo. Ma questo è quello che accade nella realtà.
Le rianimazioni sono piene di persone anziane, al termine della vita che a volte muoiono dopo mesi di rianimazione, consumati, non più esseri umani ma spettri, togliendo spesso il posto a ragazzi che hanno una vita davanti ed avrebbero possibilità di viverla. Molto più cinico chi conosce questa realtà ma continua a tagliare  fondi alla sanità. Molto più cinico chi evade le tasse che mantengono queste strutture, ma poi si aspetta, pretende,  un posto in rianimazione anche a 90 anni.


gg






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