News: MA VALE ANCORA LA PENA DI COMPRARE LA REPUBBLICA??
(Categoria: LETTERA APERTA)
Inviato da altrestorie
sabato 25 agosto 2012 - 10:40:10





Gentile redazione di La Repubblica,
sto seguendo come tanti la polemica di Scalfari contro Zagrebelsky stupito per la violenza degli attacchi del Grande Vecchio che in pratica accusa Zagrebelsky di attentare al PdR ed alla Costituzione, come parte di un complotto. Tra l'altro basando l'accusa su alcune affermazioni fasulle, come ha dimostrato Travaglio su Il Fatto, e su alcuni errori costituzionali come hanno dimostrato lo stesso Zagrebelsky ed oggi Carlassarre (Il Fatto del 25/8/12) . 



Lasciando per un momento al margine il merito, mi sfugge quale sia la pretesa di Scalfari. Che non si possa dissentire dall'operato del PdR che è una sorta di monarca che ha ragione a prescindere? Tutti abbiamo il diritto di criticare tutti, anche il PdR, come ci pare. Senza che il solone di turno ci ascriva a complotti e ci vomiti addosso accuse infamanti dall'alto un potere mediatico che altri non hanno! Purchè non si arrivi all'offesa personale o al vilipendio. Cosa che il pacatissimo Zagrebelsky non ha certo fatto. In una democrazia nessun potere è intoccabile, non può essere. E non c'è ragione di Stato che tenga. Involontariamente Scalfari conferma uno dei mali della nostra democrazia: cioè la mancanza di ricambio delle classi dirigenti. Che ha trasformato il paese in una gerontocrazia . Scalfari e Napolitano vanno verso in 90 anni e non sono esempi rari di uomini di potere molto avanti negli anni. Siamo sicuri della loro lucidità? Sono ancora in contatto con la società che guarda avanti mentre loro sono irrimediabilmente volti al passato? In altri paesi a 50 anni, politici molto potenti finiscono la loro carriera (Blair, Aznar, Shroeder, prossimamente Obama) in Italia abbiamo come classe dirigenete le stesse facce di mezzo secolo e più. C'è qualcosa che non va.

Scalfari poi sta conducendo una sorta di battaglia personale a difesa di Napolitano che credo stia danneggiando soprattutto il giornale da lui fondato. Perchè procede in maniera acritica e abbastanza inconcludente, visto che da quello che scrive sembra che ci sia una sorta di accerchiamento della PdR. Un complotto a cui viene ascritto chiunque dissente dal suo punto di vista. Falso assolutamente visto che le voci critiche sono una minoranza, almeno nella politica e nei media. Molte di più quelle che vengono dal basso e che sono rimasti completamente schifati della guerra di Napolitano alla procura di Palermo, perchè tale è aldilà delle chiacchiere e perfino, forse, delle intenzioni di Napolitano. Scalfari tira diritto come un terno, senza dubbi, nonostante giuristi del livello di Cordero e costituzionalisti come Zagrebelsky hanno documentato che la lettura delle scelte del PdR non è cosi semplice ed univoca come sostiene Scalfari.
Ed è probabile che non abbia alcun fondamento giuridico e politico se non la voglia di coprire un episodio davvero oscuro che invece andrebbe portato completamente alla luce del sole. Ed è follia bugiarda parlare di complotto contro il Pdr visto che la quasi totalità del Parlamento e dei media sono schierati a difesa del totem Napolitano. Vuoi per convinzione, vuoi per interesse, vuoi per odio ai giudici.
L'atteggiamento di Scalfari getta cosi in un mare di contraddizioni Repubblica e confonde il pubblico. Perchè usa idee e concetti berlusconiani per attaccare chi dissente. Tanto da avere il plauso degli house organ Berlusconiani come Libero ed Il Foglio. Ed è davvero curioso che la Repubblica rivolga domande a Formigoni in nome della verità e la trasparenza, come aveva già fatto con Berlusconi, ma usa un 'altra misura con Napolitano. Perchè Repubblica ha sempre dimostrato che la lotta alla mafia veniva prima della ragion di Stato e della difesa di interessi ed equilibri politici. Ma poi improvvisamente ha virato a 180 gradi.
Cosa è cambiato ora? Francamente sono confuso e non trovo spiegazioni per questo cambio di rotta se non nell'imposizione di Scalfari che rimane probabilmente il vero dominus del quotidiano, o comunque conserva un potere spropositato. Sia cosi o ci sia altro stamattina per la prima volta dopo 30 anni non ho comprato più Repubblica. A malincuore e con rimapianto, ma anche con convinzione. E da quello che leggo in rete non sono e non sarò il solo ad orientarsi in tal senso.


Inviato per conoscenza a  larepubblica@repubblica.it ed a repubblicawww@repubblica.it








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