News: ESERCITO DI LEVA E MERCENARI
(Categoria: Misc)
Inviato da altrestorie
lunedì 06 novembre 2006 - 14:32:48


Leggevo ieri un articolo sui mercenari, i professionisti della guerra ed ho cominciato a fare delle riflessioni intorno a quello che sono oggi gli eserciti e le differenze con l'esercito di Leva.
Parto con la lettura di un pò di storia sugli eserciti.
Su http://www.pbmstoria.it/ trovo "Coscrizione obbligatoria, la spiegazione recita:
Reclutamento al servizio militare regolare. L'obbligatorietà esisteva già presso i popoli dell'antichità, ma la coscrizione obbligatoria nel senso moderno risale alla Rivoluzione francese, essendo legata all'affermazione del principio di uguaglianza e alla necessità di un forte esercito popolare a difesa dei confini dello stato. Da allora fu generalmente adottata, salvo le eccezioni degli Stati uniti e della Gran Bretagna che vi ricorsero solo nelle due guerre mondiali.  [Per la verità gli Usa vi ricorsero anche per  con il Vietnam].


Leggevo ieri un articolo sui mercenari, i professionisti della guerra ed ho cominciato a fare delle riflessioni intorno a quello che sono oggi gli eserciti e le differenze con l'esercito di Leva.Parto con la lettura di un pò di storia sugli eserciti. Su http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/c/c329.htm trovo "Coscrizione obbligatoria, la spiegazione recita:

Reclutamento al servizio militare regolare. L'obbligatorietà esisteva già presso i popoli dell'antichità, ma la coscrizione obbligatoria nel senso moderno risale alla Rivoluzione francese, essendo legata all'affermazione del principio di uguaglianza e alla necessità di un forte esercito popolare a difesa dei confini dello stato. Da allora fu generalmente adottata, salvo le eccezioni degli Stati uniti e della Gran Bretagna che vi ricorsero solo nelle due guerre mondiali.  [Per la verità gli Usa vi ricorsero anche per  con il Vietnam].


L'esercito di leva garantiva la partecipazione della società alla difesa, ed eventualmente all'offesa, garantendo cosi un controllo democratico anche sull'esercito. Un soldato di leva, non dovendo vivere di guerra avrà certamente uno spirito più critico. Pensate a quanti si sarebbero rifiutati di vietnam.jpgandare in Iraq ad invadere un altro paese. Avendo l'appoggio dell'opinione pubblica, sarebbe stato relativamente semplice per loro ribellarsi. Pensate alle guerra del Vietnam con una generazione intera di giovani americani che cominciò a strappare le cartoline precetto rifiutandosi di partire per una guerra "imperialista". Invece il soldato professionista, il mercenario, o come lo si vuol chiamare, fa meno (o nessuna) questione morale, spesso sarà attirato dal lauto compenso per la "trasferta", sarà comunque ricattabile perchè vive, e magari mantiene la famiglia, con quella professione. Il rischio di perdere il "lavoro" gli farà accettare anche cose contrarie ai suoi principi, come accade normalmente per qualsiasi altro lavoro dipendente. Quanti di noi ogni giorno devono piagare la testa subendo il ricatto del superiore, in nome della necessità del salario? Solo che nel nostro caso il cedimento al ricatto, provoca un duro colpo alla propria dignità, ma non ha conseguenze letali, salvo in qualche caso raro. Chiaramente cedere o meno al ricatto di un superiore nell'esercito può significare la differenza tra la vita e la morte. Possibile che un soldato di leva si rifiuti di sparare a "qualunque cosa si muove" o di lanciare bombe sui civili. Un professionista/mercenario si rifiuterà? E quando parliamo di azioni palesemente illegali, oltre che immorali, come il lancio di cluster-bomb (le bombe a grappolo, vietate dalle leggi internazionali, il professionista/mercenario si rifiuterà? Anche di fronte alla prospettiva di essere deferito e perdere il posto? Le implicazioni ed i rischi penso che siano chiari. Certamente con la fine della guerra fredda, l'esercito, le sue funzioni, la sua organizzazione andava rivista. E molti me compreso, si sono battuti per l'abolizione della leva. Forse , alla luce dei fatti, è stato un errore. L'abolizione dell'esercito di leva doveva andare verso un 'abolizione di tutti gli eserciti, in quanto strumento di morte, per degli eserciti di stampo difensivo, con limiti rigidissimi, addestrati soprattutto ad impieghi civili. Non scivolo nell'utopia  teorizzando l'assenza di qualunque esercito, cosa auspicabile, ma un desiderio è cosa diversa dalla realtà. Salvo un 'improbabile e per ora non preventivabile nascita di "un uomo nuovo", non vedremo un mondo senza eserciti. Ma l'idea di impiegarli per operazioni civili, realmente necessarie e non di peacekeeping dietro le quali si nascondono occupazioni militari, o  interessi economici, non è un 'utopia.
Voglio citare un brano di Brezinsky :"Inoltre, dato che l'America sta diventando una società sempre più multiculturale, può essere difficile suscitare consenso sulle questioni di politica estera, eccetto che nel caso di una minaccia esterna diretta, veramente grande e percepita in modo generalizzato". Potete leggere l'intero articolo QUI. Durante la seconda guerra mondiale, la popolazione ed il congresso americano erano nettamente contrari ad un 'intervento militare in Europa, sostenendo che non erano affari americani ( oltre che molta destra americana non disprezzava Hitler). Il presidente Roosevelt invece era favorevole all'interevento per tutta una serie di motivi.
La sua politica fu bocciata finche non intervenne, "provvidenzialmente" l'attacco a Pearl Harbour. Quell'evento fu per i disegni politici del governo americano, di  allora, quello che l'11 settembre è stato oggi per Bush: un colpo di fortuna enorme. Se vogliamo pensare al caso!
Per la seconda guerra mondiale, gli USA dovettero ricorrere alla coscrizione obbligatoria, che non esisteva. Era una guerra su vasta scala, la tecnologia non era quella di oggi, c'era bisogno di molta "carne da cannone". Ma senza Pearl Harbour il popolo americano non avrebbe accettato tale obbligatorietà, visto che prima di quell'evento non voleva saperne di entrare nel conflitto.
Cosi come un esercito di leva non accetterebbe oggi la guerra in medio-oriente giustificata dalla necessità strategica di controllare le risorse energetiche, facendo in pratica gli interessi delle multinazionali del petrolio (da cui provengono molti membri dell'attuale governo americano). E come si sarebbe comportato un 'esercito di leva dopo l'11 settembre? Avrebbe accettato di continuare le operazioni belliche in Iraq, una volta assodato che  Saddam non era una minaccia, che con Al Qaeda non c'entrava niente, che la minaccia incombente del terrorismo e l'esportazione della democrazia,erano solo favole per i gonzi? Con gli eserciti professionali la difficoltà di fornire valide motivazioni ai soldati è relativa. Si imbastisce una storia credibile per l'opinione pubblica, la quale, acconsentirà, perchè la guerra, i morti, saranno degli "altri", comunque professionisti. Poichè quelli che scelgono il mestiere di soldato appartengano alle fasce socialmente meno rilevanti della popolazione (spesso immigrati), l'opinione pubblica non starà li a protestare o fare troppe domande sull'utilità e la necessità delle morti. Molto più difficile tenere a freno l'opinione pubblica, se a cadere sono i "suoi figli". Di fronte a ciò se non si ha una valida motivazione qualunque maggioranza politica viene mandata via. Alla luce di queste riflessioni è stato giusto abolire l'esercito di leva? Stiamo assistendo alla completa militarizzazione di alcune aree importantissime strategicamente. O per combattere il terrorismo, o per fermare la guerra locale (Israele e Libano) l'area con le maggiori riserve energetiche (petrolio, gas, passaggio di oleodotti e gasdotti) è completamente militarizzata. E di quello che realmente avviene laggiù sappiamo poco, filtrato attraverso la propaganda dell'informazione completamente controllata dalla politica. Più difficile di certo sarebbe stato il controllo dell'informazione con un esercito di leva. Il soldato di leva che torna a casa, racconta, si rivolge all'opinione pubblica, può trovare ancora qualcuno che lo ascolti. Ma un soldato professionista, potrà fare lo stesso sapendo di rischiare il posto di lavoro? L'idea di professionalizzare le FF.AA, per avere un esercito più snello,  meno costoso, preparato per le sfide del futuro non era un 'idea sbagliata in partenza. Ma quello che sono e sempre più saranno gli eserciti professionali oggi ed in futuro, secondo me pone l'esigenza di ridiscutere l'intera questione. Certo l'esercito di leva costerebbe di più ed in alcuni casi si sconterebbero dei difetti di preparazione, ma sarebbe possibile per ovviare studiare una specie di doppio binario. Ridottissime unità professionali, specializzate e una base più larga di leva, magari su base volontaria, incentivata non dal denaro ma da altre forme di benefici. Insomma credo solo che sia il caso di riaprire un dibattito sull'argomento. la sinistra dovrebbe sollevare queste tematiche. Ma dov'è oggi la sinistra che dovrebbe confrontarsi con questi temi? A colloquio con Condoleeza?
6/9/06 pummarulella

leggi  questo articolo correlato



Questa news proviene da altrestorie
( http://www.altrestorie.org/news.php?extend.35 )


Render time:0.0806sec0.0079di queries.queries DB17. Memoria in uso:1,675kb