News: OGM, CLONAZIONE, STAMINALI
(Categoria: MEDICAL)
Inviato da altrestorie
domenica 13 maggio 2007 - 21:44:47

E’ giusto rinunciare all’utilizzo di queste cellule come tuona dal suo pulpito il Papa oppure, come ritengono moltissimi scienziati italiani e stranieri, è un inderogabile imperativo categorico adoperarli nella terapia delle più svariare patologie, venendo incontro alle giuste esigenze di tanti malati che attendono speranzosi una soluzione alle loro terribili malattie?
Achille della Ragione - Tiziana della Ragione


 

Attualità e prospettive della ricerca biomedica

 staminali200.jpgL’argomento di cui parliamo, di grande attualità, si presta più degli altri a trascendere in politica, principalmente perchè costituisce da tempo una delle tematiche portate avanti da un piccolo partito dalla grande storia, battagliero ed irriducibile. La trattazione  è naturalmente neutrale, se pur  si può rimanere neutrali trattando di clonazione, utilizzo di cellule staminali ed organismi geneticamente modificati, problemi sistematicamente ignorati dalla grande stampa e dalle televisioni. I fautori della libertà scientifica in Italia sono costretti oggi a lavorare in uno stretto corridoio compressi da un oscurantismo verde a sinistra ed uno cattolico a destra. Gli organismi geneticamente modificati (O.G.M.) rappresentano una frontiera, nel settore delle applicazioni medico farmacologiche, mentre costituiscono una irripetibile opportunità in campo agro alimentare, tenendo presente le crescenti esigenze di una popolazione mondiale che aumenta anno dopo anno in maniera apocalittica.
Non ci si può illudere di fermare la ricerca scientifica, anche se il pericolo di O.G.M. impazziti è dietro l’angolo, e, cosa grave, gli studi e le pubblicazioni sull’argomento vengono finanziati dalle grandi multinazionali, il cui fine primario è il profitto e non certo il benessere dell’umanità. Quando si parla di clonazione l’interesse del pubblico è notevole, perchè inconsciamente si pensa ad una sua prossima applicazione in campo umano, evenienza per il momento solo paventata. Per quel che riguarda l’utilizzo delle cellule staminali ci troviamo senza dubbio davanti ad una delle scoperte più rivoluzionarie del secolo. Infatti le conclusioni della commissione Dulbecco fanno trapelare la possibilità di curare una gamma di patologie quanto mai ampia, dalle cerebropatie degenerative ad alcune forme di tumore, dal diabete all’infarto miocardio.
Le persone potenzialmente interessare a beneficiarne si contano nell’ordine di milioni.
Clonazione, trapianti di organi e utilizzo di cellule staminali rappresentano la punta di diamante, assieme alla scoperta della mappa genomica, della ricerca biomedica degli ultimi dieci anni, ma le grandi protagoniste sono senza dubbio le cellule staminali. Esse sono cellule non ancora differenziate da cui derivano tutti i tessuti del nostro organismo e sembrano in grado di promettere cure miracolose. Sconvolgeranno i trapianti, produrranno nuovi muscoli e cellule epatiche, sostituiranno addirittura i neuroni degenerati; si piegheranno flessibili e docili ai nostri desideri, aprendo una nuova era nella storia della medicina.
Sull’utilizzo di queste cellule e sui diritti collegati alle tecnologie per manipolarle si è scatenato un dibattito etico, che circonda l’utilizzo degli embrioni soprannumerari derivanti dalle tecniche di fecondazione in vitro. Da un recente censimento eseguito presso i centri specializzati, è risultato che in Italia giacciono nei frigoriferi circa trentamila embrioni, destinati in breve lasso di tempo alla distruzione; una cifra esigua rispetto ai settecentomila conservati nei freezer inglesi. Essi, tra le possibili fonti delle cellule staminali, costituiscono la matrice più prolifica, verso la quale sono orientati la maggior parte degli studi in tutto il mondo. La liceità del loro utilizzo è legata allo statuto ontologico dell’embrione ed alla irrisolvibile problematica della sua animazione.
Su questo spinoso argomento abbiamo discettato a lungo nel corso del nostro precedente contributo sull’ Embrione tra etica e biologia, reperibile sul web ed al quale  rinviamo chi volesse approfondire la tematica. E’ giusto rinunciare all’utilizzo di queste cellule come tuona dal suo pulpito il Papa oppure, come ritengono moltissimi scienziati italiani e stranieri, è un inderogabile imperativo categorico adoperarli nella terapia delle più svariare patologie, venendo incontro alle giuste esigenze di tanti malati che attendono speranzosi una soluzione alle loro terribili malattie?
Per decidere in questi frangenti il pubblico avrebbe bisogno di una corretta informazione, ma uno degli scandali che più grida vendetta è costituito dalla disinformazione che i mass media perpetrano quotidianamente, a volte per l’ignoranza dei redattori, ma più spesso per fornire subdolamente al lettore una chiave d’interpretazione fuorviante degli argomenti trattati, soprattutto quando si parla di tematiche che toccano argomenti scottanti e sui quali esiste una dottrina ufficiale della Chiesa.
Il settore della ricerca sulle cellule staminali è di recente istituzione, nello stesso tempo si è venuto a creare, anche tra gli addetti ai lavori, una confusione nella distinzione tra i vari tipi di cellule, come pure si sono esaltate delle possibili applicazioni che al momento sono soltanto potenziali. In molti tessuti dell’organismo adulto, ad esempio nel midollo osseo, permangono elementi totipotenti in grado di rimpiazzare tutti i tipi di cellule mature, nella placenta viceversa esiste un serbatoio di cellule staminali che possono essere adoperate per la terapia di individui affetti da leucemie e da altre forme tumorali.
Achille della Ragione- Tiziana della Ragione 13/5/07



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