News: GRANDE FRATELLO INFRONT
(Categoria: Misc)
Inviato da altrestorie
martedì 24 marzo 2015 - 11:53:51


 
Il calcio racconta molto di questo paese. Perchè qui, le porcate, l'ipocrisia, la corruzione, i conflitti di interesse sono evidenti, palesi, almeno per chi non è lobotomizzato dal tifo. Spesso è evidente anche per i tifosi sfegatati, che sanno che il calcio è solo l'ennesimo trucco, frode, per spillare quattrini ai gonzi. Ma tanti nonostante la consapevolezza si rifiutano di vedere perchè rinunciarvi è doloroso, perchè il calcio è una droga, che ti instupididisce per aiutarti a sopportare gli urti della vita ed il contesto assolutamente squallido in cui viviamo. (admin)


fango-pallone.jpgNo, non è sul filo di un fuorigioco che si sta giocando lo scontro più duro all'interno del calcio italiano. Non è sulle linee prospettiche di una post produzione di Sky, una vicenda talmente surreale da apparire subito malata, strana, oscura, con quell'uscita furibonda del geometra Adriano Galliani consumata a freddo, e dunque figlia di un progetto, non certo dell'ira del momento. In tre giorni, il quadro di quella battaglia di tweet e comunicati tra Milan e Juve sta via via assumendo i giusti contorni di una cosa molto più seria di una lite da bar: qualcosa che ha molto a che fare con il controllo definitivo della sala dei bottoni e della cassaforte del pallone, che in Italia, naturalmente, coincidono.  



L'acquisizione di Infront - un gigante multinazionale, che in Italia ha soltanto una delle sua emanazioni - da parte di un magnate cinese, fa certamente rumore e sensazione, per l'aggressività dell'acquirente e l'ingresso a piedi uniti di un gigante come la Cina nel mondo dello sport (anche) italiano. Ma cambia poco rispetto a quanto sta accadendo da mesi nel nostro calcio, riassumibile in poche parole: il tentativo di Infront Italia - il cui grande capo e stratega, Marco Bogarelli, è uno storico amico e alleato di Galliani - di assicurarsi un controllo completo del giocattolo, attraverso l'esercizio di un potere economico e politico che non trova ostacoli, se non l'opposizione, per ora insufficiente, della Juventus di Andrea Agnelli. Quando il piano sarà completato e molti passaggi sono già avvenuti, Infront potrebbe trovarsi infatti nelle seguenti condizioni: a) controllare i diritti tv delle Leghe professionistiche di A e B e della Nazionale, di cui è advisor. b) esercitare la propria influenza su decine di club professionistici, 13 nella sola serie A, grazie ai contratti di sponsorizzazione che procaccia sempre nel ruolo di advisor. c) controllare la produzione e la regia delle immagini tv, se dovesse andare in porto la richiesta avanzata da Galliani - col pretesto del gol di Tevez - di affidare a soggetti "indipendenti" riprese e scelta delle immagini delle partite. In realtà, come sanno anche i muri e come già accade per 17 delle 20 squadre di A, Infront è l'unico soggetto "indipendente" in grado di offrire il servizio ed è già prontissimo ad acquisirlo in toto, chiudendo il cerchio. d) controllare o perlomeno condizionare, attraverso le pressioni esercitate sui club vincolati da contratti che spesso garantiscono la sopravvivenza, le elezioni nelle Leghe (A, B, Lega Pro, dilettanti) e dunque indirettamente quella del presidente della Federcalcio. e) decidere, come già accade, se concedere ad un club con cui collabora in crisi di liquidità, anticipi cash sui proventi a venire. Questo garantisce, naturalmente, quell'influenza da esercitare poi nelle occasioni di cui al punto d. Sono solo sospetti, dirà qualcuno, non c'è nulla di provato. Certamente, solo sospetti. Alimentati e resi però molto più che credibili da una considerazione non confutabile: Infront, in Italia come in altri paesi, opera in un regime di pressoché completo monopolio, con buona pace della politica e dell'antitrust, molto distratti sulla materia. L'ultimo contratto chiuso, quello di advisor per la Nazionale, è stato siglato con la Figc subentrando a Rcs, in una gara-non-gara il cui esito era stato dato per scontato da tutti gli addetti ai lavori il giorno stesso dell'elezione di Tavecchio in Federcalcio, sostenuta da Galliani e Lotito, buoni amici di Infront da sempre. La stessa Rcs ha poi chiuso felicemente un accordo per il canale tv della Gazzetta dello Sport con Infront. Ecco, allora, e per chiudere: quell'uscita di Galliani sul gol di Tevez, che pareva così improvvida e penosa, altro non era che un assist, con uno scopo ben preciso: sollevare il problema (problema?) di una produzione e gestione unica delle immagini del calcio, da vendere poi a Sky e Mediaset, le grandi mucche che nutrono tutti. Infront è già pronta. Svizzera o cinese che sia la proprietà mondiale, poco conta. In Italia Bogarelli è sicuro di restare. E questo basta e avanza. (da repubblica.it)







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