Questo paradosso – in apparenza poco più di una battuta – è il punto di partenza di una riflessione su ciò che impedisce la nostra felicità sociale: l’alleanza tra stato e mercato, l’unione tra la minaccia della violenza e la capacità di renderla invisibile, la combinazione di negazione del diritto e disumanizzazione. In sintesi, quella caratteristica del nostro tempo che l’antropologo anarchico chiama “burocratizzazione totale”. Secondo Graeber, è questo il nome di quella fusione di pubblico e privato che ci ha reso “clienti” di scuole e ospedali e che ci fa pagare “multe” e “tasse” alle banche. Accettando di riempire moduli perdiamo di vista il nostro obiettivo originario, lasciamo che ci impongano una realtà che ci ingabbia e che converte la nostra creatività ad altri fini. Fino agli anni settanta la sinistra lo sapeva ed era antiburocratica, poi lo ha dimenticato e le cose hanno sono peggiorate.
|