News: GUERRA ALLA CANAPA E FURORE IDEOLOGICO.
(Categoria: Canapa e Droga)
Inviato da altrestorie
mercoledì 09 agosto 2017 - 19:06:06


 
Dopo anni di processi che si sono conclusi con assoluzioni e proscioglimenti con formula piena, è questa l’ennesima provocazione della procura di Belluno nei confronti degli attivisti della Casa dei Beni Comuni? Ieri mattina alle ore 11:45 presso l’abitazione di un piccolo canapicoltore del Progetto Socialità Contadina dell’Associazione Casa dei Beni Comuni di Belluno si sono presentati 4 carabinieri in borghese del Comando Provinciale con in mano un decreto di perquisizione domiciliare e personale firmato dal Pubblico Ministero Roberta Gallego. Il reato contestato riguarda l’articolo 73 del Codice Penale “Produzione, Traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti”. I carabinieri si sono attivati il 2 agosto in seguito ad una segnalazione anonima da parte di una fonte confidenziale ritenuta attendibile avvenuta alle ore 1:45 che informava della presenza di un campo sospetto a bordo strada nella zona di Fortogna.
 



 
I carabinieri di Longarone si presentano “prontamente” in piena notte al luogo indicato e verificano la presenza di un campo di circa 30X30 metri di canapa ipoteticamente ritenuta Marijuana. Da questi elementi parte l’indagine della Procura. Siamo di fronte alla più grossa operazione antidroga del bellunese? “Purtroppo” no, per chi forse già immaginava la promozione, perché il campo contestato riguarda la coltivazione di canapa industriale legalmente acquistata presso fornitore certificato come previsto dalla legge (leg.n.242 del 2 dicembre 2016) Da alcuni anni in provincia di Belluno e non solo è ripresa la coltivazione di questa pianta, che faceva parte della tradizione del territorio, della quale sono state riscoperte le molteplici proprietà. In provincia la riscoperta è stata varia: dalle associazioni di categoria alle fiere territoriali si è attivato un movimento di valorizzazione sia teorica che pratica, che ha promosso coltivazioni da parte di soggetti diversi, dalle grandi realtà ai piccoli coltivatori. Tra queste, il progetto autofinanziato Socialità Contadina è una realtà dal basso che condivide l’acquisto del seme e che, attraverso la divisione del sacco, permessa in zona montana (in base al prot. Uscita N.0007278 del 02/04/2015) dà l’occasione anche a coltivatori con piccoli appezzamenti di sperimentare questa coltura. Il progetto prevede anche la condivisione di mezzi di produzione, attuando la rotazione agricola.
Quest’esperienza è nata qualche anno fa, all’interno di un percorso che tende a valorizzare la biodiversità coltivata, soprattutto locale, ed è stata ampiamente comunicata, anche alle forze dell’ordine.
Ci si sorprende pertanto di come sia stato possibile immaginare che un campo di tali dimensioni, visibile a bordo strada e tra l’altro coltivato anche con altre varietà, potesse essere considerato un’illegalità manifesta, ignorando totalmente le procedure per le verifiche.
Non è possibile che un piccolo coltivatore si trovi il campo sotto sequestro, il monitoraggio di due giorni, compresa la notte, un atteggiamento demonizzante e inquisitorio. Si tratta di un comportamento pesante, di cui rimangono tracce nel campo recintato e sequestrato (non solo per la parte di canapa). Non è un gioco, le conseguenze restano, a livello pubblico e privato.
Come se già non fosse difficile, essere un piccolo coltivatore di montagna.
E’ ora che le forze dell’ordine attuino pertanto un atteggiamento diverso. L’ignoranza non è prevista per legge, l’arroganza tantomeno.
Previste per legge, invece, sono altre procedure.
Chiediamo che un evento tanto grave, non solo per chi l’ha vissuto, possa diventare l’avvio di una routine virtuosa nella gestione di questa filiera.
La canapa è una pianta indispensabile, per il territorio e per il nostro futuro.

Casa dei Beni Comuni di Belluno (Fonte)







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