News: GLOBALIZZAZIONE E DISUGUAGLIANZE DI REDDITO
(Categoria: STORIA/CULTURA)
Inviato da altrestorie
lunedì 27 novembre 2017 - 12:08:51


 

La globalizzazione neoliberista sta provocando un mucchio di danni alle classi medie occidentali. Vi propongo stralci di  un 'analisi estratta da Ingiustizia globale. Migrazioni, disuguaglianze e il futuro della classe media” di B. Milanovic.
Potete leggere un ampio stralcio del libro su MicroMega 

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mondo mozzicone.jpgIl potere economico mondiale si sposterà molto di più verso l’Asia. In una brillante ricerca condotta per diversi anni Danny Quah ha registrato questo spostamento graduale. Negli anni Ottanta, il centro di gravità della produzione mondiale si trovava in mezzo all’Atlantico, tra l’Europa e il Nord America. Nei suoi calcoli più recenti, Quah situa il centro in mezzo all’Iran, e osserva che negli ultimi trentacinque anni ha continuato a spostarsi verso Est (Danny Quah, commento personale). Nel 2050, Quah si aspetta che possa trovarsi tra l’India e la Cina, che avranno così preso i ruoli precedentemente svolti dall’Europa e dal Nord America (Quah 2011)....

 



 
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  I lavoratori dei paesi ricchi sono schiacciati tra gli individui che guadagnano di più nei loro paesi, che continueranno a ricavare denaro dalla globalizzazione, e i lavoratori dei paesi emergenti, più appetibili perché più economici. Il grande schiacciamento della classe media (di cui ho parlato nei capitoli 1 e 2), trainato dalle forze dell’automazione e della globalizzazione, non è terminato. Questo schiacciamento a sua volta scinderà ulteriormente le società occidentali in due gruppi: una classe molto di successo e molto ricca in cima, e un gruppo molto più ampio di individui i cui lavori prevedano servizi alla classe ricca in occupazioni nelle quali il lavoro umano non può essere sostituito da robot. L’istruzione potrebbe non avere molta influenza, perché molte società ricche sono già vicine al limite più elevato di scolarizzazione (misurata in numero di anni) e forse anche in termini della qualità della stessa; per giunta, molti individui impiegati in lavori di servizio sono già troppo qualificati per le mansioni che svolgono. Potremmo dover adattare il nostro pensiero a una situazione nella quale la differenza di competenze e capacità tra la classe ricca e i lavoratori nel settore dei servizi è contenuta. Il caso e il contesto familiare svolgeranno un ruolo molto maggiore di prima. Un individuo potrebbe diventare banchiere di Wall Street invece che istruttore di yoga semplicemente perché una sera imbocca la strada giusta (e incontra la persona giusta). Già tra il 10 per cento più ricco per salario non possiamo individuare differenze nelle caratteristiche osservabili (istruzione, esperienza) che spieghino perché i salari tra il più ricco 1 per cento e il restante 9 per cento differiscano di un fattore di dieci o anche di più (Piketty 2014, cap. 9). La ridotta importanza dell’istruzione come explanans dei salari potrebbe investire la scala salariale con il progressivo livellamento dei risultati scolastici. Ironicamente, potrebbe aver avuto ragione Tinbergen nel sostenere che il premio d’istruzione smetterebbe quasi di esistere in una società nella quale tutti sono colti, ma questo non porrebbe fine a grandi differenze di salario. Oltre al puro caso, le dotazioni di ricchezza delle famiglie e, forse anche più importante, le amicizie giuste, conteranno di più. Negli Stati Uniti l’effetto della ricchezza di famiglia e delle reti giuste è molto evidente nelle occupazioni in cui vengono accumulati molto potere e denaro. Le dinastie di politici sono più comuni oggi di quanto non fossero cinquant’anni fa; a individui i cui genitori sono stati attori cinematografici o registi è quasi assicurata una carriera nella stessa industria. Lo stesso vale per il settore finanziario. I figli di politici, di attori o di operatori di borsa sono i più qualificati per svolgere questi lavori nella prossima generazione? Di sicuro no. Ma il successo precedente in queste occupazioni produce altro successo, compreso quello per i propri rampolli. Conoscere chi prende decisioni sulle assunzioni lavorative è cruciale, e tali conoscenze sono agevolate dal contesto familiare e dalle amicizie.Il nuovo capitalismo, nel quale la contraddizione tra lavoro e capitale sarà risolta all’apice (in un modo peculiare, dal momento che gli individui ricchi saranno sia quelli che guadagnano salari più elevati sia i capitalisti più ricchi), sarà più disuguale. Il successo dipenderà dal caso di nascere bene e di avere fortuna nella vita, più di quanto non fosse nel secolo scorso (secolo di grandi sconvolgimenti politici e sociali). Il nuovo capitalismo assomiglierà a un grande casinò, con una importante eccezione: a chi ha vinto qualche mano (spesso perché nato nella famiglia giusta) saranno date molte più probabilità di continuare a vincere. Chi qualche mano l’ha persa vedrà assottigliarsi sempre di più le probabilità successive di vincere. [..]







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