News: MALEDETTI SOCIAL
(Categoria: ITALIA)
Inviato da altrestorie
sabato 21 settembre 2019 - 19:31:40


Ho iniziato ad usare il PC ad inizio degli anni  novanta  partecipando ai primi forum sui primi quotidiani online. In particolare Repubblica. Forum tematici quasi sempre politici, su cui si facevano grandi discussioni ideali ed ideologiche. Erano gli anni di tangentopoli,  un cambiamento che sembrava epocale. Erano anche gli anni degli attentati a Falcone e Borsellini. Gli anni dell'arrivo di Berlusconi, la chiave inglese buttata negli ingranaggi del sistema per fermarlo. Il gattopardo che come al solito fermò la possibilità che qualcosa cambiasse. Cosi tutto sembrò cambiare, ma nella sostanza non cambiò niente anzi andò peggio.  



Ho iniziato ad usare il PC ad inizio degli anni novanta partecipando ai primi forum sui primi quotidiani online. In particolare Repubblica. Forum tematici quasi sempre politici, su cui si facevano grandi discussioni ideali ed ideologiche. Erano gli anni di tangentopoli, un cambiamento che sembrava epocale. Erano anche gli anni degli attentati a Falcone e Borsellini. Gli anni dell'arrivo di Berlusconi, la chiave inglese buttata negli ingranaggi del sistema per fermarlo. Il gattopardo che come al solito fermò la possibilità che qualcosa cambiasse. Cosi tutto sembrò cambiare, ma nella sostanza non cambiò niente anzi andò peggio. Perchè si c'era nell'aria energia , voglia di cambiamento vero, una spinta forte dal basso per cambiare la classe dirigente e le sorti di un paese assolutamente anomalo. In quegli anni sul web c'era entusiasmo e partecipazione vera. Si leggevano le cose, si approfondiva, si facevano commenti argomentati ed articolati. Poter accedere ad informazioni in tempo reale facendo ricerche sul web era una cosa straordinaria. Leggevi un articolo, una notizia, un fatto, una storia che ti interessava, li potevi approfondire nell'immediato. Sui forum nei commenti leggevi idee e proposte, anche quelle potevi approfondirle facilmente. Cosi se trovavi uno spunto di storia, o altra materia. Si produceva cultura dal basso, perchè spesso qualcuno dei partecipanti era più preparato del giornalista . O era uno specialista in qualche settore che ti illuminava su cose di cui eri all'oscuro. Chi insultava, minacciava scriveva cazzate veniva prima isolato dai partecipanti e poi magari pure bannato dal moderatore. Cosi come si caccia di casa l'ospite scostumato o molesto. Esisteva un 'etica della rete, o quella che veniva chiamata netiquette. In generale si aveva la sensazione di potere incidere politicamente. Cominciarono a partire le prime iniziative dal basso. Alcune idee, dal basso, entravano nel dibattito pubblico. Penso ad esempio al progetto valanga ripreso da Eco con la pasta cunegonda per boicottare Berlusconi. il web cominciava ad indirizzare il comportamento della classe dirigente, non solo politica. Era vietato pubblicare cazzate perchè venivi smerdato. L'apoteosi fu per Genova 2001. Il governo Berlusconi cercò di coprire la morte di Giuliani, i massacri della caserma Bolzaneto ed i pestaggi della scuola Diaz . Sulla rete però girarono, in tempo reale, le foto di quello che accadde, le migliaia di denunce dei presenti, le registrazioni della sala operativa della Questura e non fu possibile coprire ed insabbiare. In quegli anni imparai molto sul web fino ad essere capace di costruire un sito e poi gestirlo. Cosi costruii pummarulella.org e poi altrestorie.org. Lo feci quando i forum furono prima limitati e poi chiusi. Quando c'erano i primi sentori del suk che sarebbe è diventata oggi la rete. Pensai di continuare facendo un sito personale su cui nessuno poteva decidere cosa scrivere e cosa no. Senza pubblicità perchè non volevo condizionamenti. Credevo potessi fare politica ed incidere. All'inizio sembrava che riuscissi nell'intento. Alta visibilità con punte da sito top quando feci l'inchiesta sui brogli, ripresa ed approfondita poi da Diario.it e da Rainews 24 . Ma sbagliavo. O forse i social hanno profondamente mutato il web e la tipologia dell'utenza. Chissà se Genova 2001 non ha cambiato l'atteggiamento del potere verso il web. Perchè il potere tende a rifiutare il controllo esterno. Non vuole limiti. Perciò una rete che svolge una funzione di controllo non è accettabile . Poi arriva Fb. il primo social di massa . Li non si ragiona, non circolano idee, non si legge . Si fa il tifo, si mette un like, si insulta, si litiga sul nulla. Peggio con Twitter e uotsap. nessun vero scambio di idee, nessun ragionamento, poche parole, una battuta, molti insulti, minacce, cazzate varie. E tutto passa in cavalleria. Fake news a gogò , perchè nel mare di notizie che ti sommerge, niente è più falso, tutto si può credere. Il meccanismo dei like e dislike finisce per mettere in risalto un mucchio di cazzate e di falsità o affossare una notizia che meriterebbe risalto. Basta avere un gruppo di amici o complici che ti votano pro o contro e quella fake arriva nelle top news o viene oscurata. E spesso nonostante le smentite ufficiali, rimane nell'immaginario della gente la falsa notizia. Cosi magari conveniva penalizzare i luoghi di confronto e discussione, per privilegiare i social. Sui quali l'utenza prevalente pensa che tutto si risolve con un click. M etti un dislike a Salvini ed hai fatto la tua battaglia politica. Firmi una petizione contro le mine e ti sei lavato la coscienza. Esprimi rabbia contro le porcherie che senti , la scarichi cosi e non rompi i coglioni al potere. E' stata la naturale evoluzione della rete o si è pilotato il web perchè privilegiasse gli utenti meno pensanti, che fanno massa ma sono manipolabili.Non ho la risposta, ma di sicuro questa rete non mi piace. Anzi la trovo dannosa, pericolosa e la ritengo responsabile in buona parte della decadenza morale e politica del paese.  Ovviamente il problema non riguarda solo l'Italia, ma data l'anomalia del paese qui tutto è sempre più complicato. La gente ormai guida l'auto e prifino la moto, attraversa la strada, lavora con lo sguardo incollato allo smartphone, completamente assen te dalla vita reale, quasi stupefetto. Drogato digitale. davvero questo è progresso?? Davvero vale la pena vivere cosi, con il web ha sostituito scambi, relazioni, condivisione?? Un mondo di tifosi che si odiano ed insultano, manipolati dall'interesse del potere di turno??
Io non ci sto, mi chiamo fuori.


Ps Il sito non lo chiudo perchè ci sono affezionato, perchè mi è costato lavoro e sacrifici, e perchè spero le cose possan o cambiare .






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