News: CANTONE DICE COSE SBAGLIATE SULLA LEGALIZZAZIONE DELLA CANAPA
(Categoria: Canapa e Droga)
Inviato da altrestorie
domenica 27 ottobre 2019 - 10:19:35


canapa coltivazione legale.jpgOggi su Repubblica ci sono gli interventi di Cantone e Saviano a favore della legalizzazione della canapa e dei suoi derivati. Saviano che forse conosce meglio il problema, non pone paletti. Cantone si era già espresso a favore, ma su Repubblica pone rigidi paletti, prevedendo una legalizzazione sotto il rigido controllo dello Stato e dicendo un NO secco alla liberalizzazione. Pensa magari di vendere la canapa nelle farmacie. Dice per assicurare un controllo di qualità evitando adulterazioni che sono nocive alla salute dei consumatori. Mi pare che troppo spesso a dibattere e decidere determinate cose si pronuncino persone che di quella specifica materia hanno poca o nulla competenza. Accetteremmo di far legiferare sul codice della strada uno che non ha la patente e non ha mai guidato una macchina? Perchè ad orientare le scelte in materia di canapa si deve pronunciare Cantone che dimostra, nell'articolo di Repubblica, di saperne poco o niente se non circa gli aspetti giudiziari? Cantone non si è mai fatto una canna e dimostra di non  conoscere il mercato della canapa. 



Non è certo un colpa non avere mai fumato una canna, ma poi non puoi pretendere di parlarne da esperto Vediamo nel merito. Cantone dice che la liberalizzazione concedendo l'autocoltivazione potrebbe favorire le mafie che si nasconderebbero dietro il singolo coltivatore. Beh in primo luogo nei numerosi paesi dove è stata liberalizzata, non è successo. Secondo, se fosse lo Stato a vendere chi la produrrebbe? Lo Stato? Essendo impossibilitato lo Stato darebbe in appalto a qualcuno la coltivazione, perchè comprarla all'estero la renderebbe troppo costosa e la mafia allora avrebbe buon gioco a venderla a costi inferiori. E sappiamo bene che negli appalti pubblici la mafia si infiltra alla grande. Avendo già il know how nel ramo (visto che in Campania e Calabria ci sono coltivazioni mafiose peggio che in Colombia e Messico) facile prevedere che controllerebbe di nuovo il mercato, entrando dalla finestra dopo essere uscita dalla porta. Vediamo un po' cosa potrebbe succedere invece con l'autocoltivazione. Cantone non lo sa, ma già oggi ci sono probabilmente decine, se non centinaia, di migliaia di autoproduttori. Basta farsi un giro nelle città, o sui registri della Camera di commercio per vedere quanti seed shop (negozi di semi a attrezzature per la coltivazione della canapa, circa 600 in continua crescita) si sono aperti in pochi anni. E basta un giro sul web, digitando su google "seeds canapa" o "canapa semi" o "grow shop" per trovare centinaia di indirizzi di siti che vendono semi di canapa ed attrezzature per la coltivazione, sia indoor che all'aperto. Migliaia di punti vendita significa che c'è un esercito di autocoltivatori. Regolarizzare l'autocoltivazione, rendendola lecita dietro concessione di una licenza (pagando una cifra ragionevole allo Stato) e per un numero limitato di piante, consentirebbe a chi fuma di non comprarla altrove. E chi autocoltiva difficilmente vende perchè, se cresci mettiamo 5 piante sul balcone, bastano per il tuo fabbisogno e privartene per qualche centinaio di euro, per poi doverla ricomprare a prezzi superiori sarebbe da stupidi. Gia il crollo deigli acquirenti che autocoltivano renderebbe antieconomico il narcotraffico . E liberalizzandoo, visto che la canapa è una pianta sponatanea che richiede poca o nessuna attenzione, chiunque fuma tenderebbe ad autoprodurla, riducendo man mano l'interesse del barcotraffico fino ad annullarlo del tutto. Cantone nell'articolo dice che la mafia potrebbe nascondersi dietro i piccoli coltivatori? Certo è possibile, ma se c'è un limite al numero di piante per singolo coltivatore, la mafia dovrebbe ingaggiare un esercito di singoli produttori, cosa decisamente poco pratica ed antieconomica. Oggi le mafie coltivano in campo aperto migliaia di piante alla volte, perchè avere tanti piccoli appezzamenti è antieconomico. Cosi lo sarebbe ingaggiare migliaia di piccoli produttori che sfornino le tonnellate di cui si avrebbe bisogno per mantenere il mercato. Vado oltre. Mettiamo che si autorizzi il singolo coltivatore a vendere/cedere quantitativi limitati di prodotto, dietro rilascio di fattura e pagamento delle tasse dovute, ritirando la licenza e comminando pene pecuniarie a chi trasgredisce, dove sarebbe il problema? Lo Stato incasserebbe parecchio dalla vendita di licenze facendo cosi crollare l'interesse della mafia a produrla e venderla su mercati paralleli. E gli autocoltivatori, col rischio di perdere la licenza stai certo non sforerebbero e se vendessero lo farebbero nella legalità. Perchè in ogni caso con l'autocoltivazione i prezzi crollerebbero e neè la mafia, nè il singolo coltivatore avrebbero interesse a rischiare per pochi euro. Il controllo di qualità sul prodotto, che sta a cuore a Cantone; sarebbe garantito da controlli a campione su chi chiede il permesso di cessione a terzi. Cosi come si fa con tutti gli altri prodotti agricoli. Il punto è smettere di considerare la canapa come il demonio. Ormai è chiaro che non lo è, che ha proprietà terapeutiche, che dove si è liberalizzato/legalizzato il mercato non sono successe catastrofi. Magari consultando esperti veri, che hanno fumato e magari oggi gestiscono un seed shop (negozio di semi) Cantone rivedrebbe le sue convinzioni piuttosto sbagliate. L'autocoltivazione avrebbe anche il vantaggio di evitare la formazione di monopoli che sono sempre sostanzialmente mafiosi.








Questa news proviene da altrestorie
( http://www.altrestorie.org/news.php?extend.4345 )


Render time:0.0738sec0.0072di queries.queries DB17. Memoria in uso:1,657kb