News: LEZIONE DI RADICALITA'
(Categoria: POLITICA)
Inviato da altrestorie
mercoledì 05 febbraio 2020 - 17:59:32


trump.jpgLa stessa lezione di radicalità, di un moderatismo che non paga, sta arrivando dall'America. Il candidato dei dem, Biden, quello che rappresenta l'establishment, fa flop ed è dietro il "comunista" Sanders. Sembra oggi che davanti a Sanders ci sia Buttigieg, candidato formalmente "moderato", ma che essendo gay dichiarato è comunque un candidato di rottura.  
Trump
ha polarizzato ancor più la contesa, radicalizzando la destra più di Bush. Questo ha compattato l'elettorato di destra. Mentre l'elettorato di sinistra è frammentato, deluso, perchè si aspetta che la guida, cioè il PD, torni finalmente a fare la sinistra, ai suoi valori storici, rileggendoli alla luce dei tempi, ma torni lì. Eppure dopo Renzi che ha portato a destra il PD, più di quanto fosse immaginabile e lecito,portandolo al minimo dei voti, dovrebbe essere chiaro, lampante, che il PD ha un senso è può vincere solo se dice e fa cose di sinistra. L'elettorato non è estremista, ma vuole scelte radicali, vere. E' stufa del traccheggiare che non cambia mai niente. Le sardine lo hanno dimostrato. Non sono pericolosi estremisti, ma gente normale che chiede che ci sia un divario netto con questa destra, nel linguaggio, ma soprattutto nelle scelte.


 





La sinistra deve ripartire dalla radicalità per un nuovo inizio

Le elezioni in Emilia-Romagna e le Sardine hanno dimostrato l’importanza di aver riconquistato la piazza.
La forza della piazza. Un tempo, neanche molto lontano, andava per la maggiore l’assunto secondo cui “piazze piene, urne vuote”.
L’Emilia Romagna ha dimostrato che così non è. Che la riconquista della piazza, che sembrava essere diventata di “proprietà” della destra, è l’espressione di una voglia di contare, e di contarsi, che non è stata cancellata dall’era dei social. Leggere il voto emiliano-romagnolo solo come “pericolo scampato” sarebbe riduttivo. Così come interpretarlo, nella sua gestione nazionale, in chiave “governista”.
Quel voto vuol dire molto di più. Dice che i movimenti contano oggi più dei partiti quanto a capacità di attrazione, e di mobilitazione. Dice che guardare al futuro non significa perdere la memoria di ciò che nel nostro Paese ha significato “sinistra”: inclusione, antifascismo, giustizia sociale, diritti civili e di cittadinanza..
Dice che il “moderatismo” non paga, e che la radicalità non è “estremismo”, non è “testimonianza” fine a se stessa, ma il carburante per rimettersi in movimento.
Grazie dunque alle “sardine”, che di questa radicalità sono state espressione, dimostrando una straordinaria capacità di saper coniugare idealità e concretezza. E’ da questa radicalità che la sinistra deve ripartire per un “nuovo Inizio”.
Che parta dalla piazza, e non dalle stanze di governo.
umberto de giovannangeli da globalist







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