News: A PROPOSITO DI VIRUS. COME FUNZIONA LA PAURA
(Categoria: ITALIA)
Inviato da altrestorie
venerdì 28 febbraio 2020 - 17:56:21


Ho letto questa bella riflessione di riccardo luna su repubblica e ve la sottopomgo. Giusto ieri mi chiedevo quanto c'è di mediatiuco in questa "meregenza" . Se emergenza è davvero. Perchè tra la contraddittorietà delle notizie , le speculazioni politiche della destra, l'indecisione del governo che ha avuto paura di farsi accusare di lassismo ed ha scatenato un mezzo panico, davvero è complicato stabilire se dobbiamo preoccuparci o no. Dove sta il punto di equilibrio tra ragione ed istinto??

TERAPIA ANTIPANICO 5. COME FUNZIONA LA PAURA di riccardo luna
Prima hanno cancellato tutti gli eventi di febbraio (tipo il Mobile World Congress di Barcellona). Poi quelli di marzo (tipo il Salone dell'Auto di Ginevra); e quelli di aprile (tipo il Salone del Mobile di Milano e la Fiera dell'Orologeria svizzera). Adesso arriva Facebook che cancella la conferenza annuale, fissata per l'inizio di maggio, a Menlo Park. Arriverà il coronavirus a Menlo Park? Sicuramente sì e non sarà la fine del mondo, dicono gli esperti, o almeno quelli che non avevano un libro in uscita, giusto il tempo di cambiare il titolo mettendo assieme coronavirus e peste. Fare così si chiama: "fare clic baiting sulla pelle del paese".
 



 

Il fatto, indiscutibile, è che abbiamo paura. E la paura va rispettata: se non fosse per la paura non saremmo qui come specie umana. È la paura che ci fa reagire, è la paura che attiva il meccanismo che in inglese chiamano "fight or flight", combatti o fuggi.
Siamo usciti dalle caverne così. La scienza ha scoperto che quando ci sentiamo in pericolo si attiva una parte emotiva del cervello chiamata amigdala; e subito dopo se ne attiva un'altra, l'ippocampo, che analizza la paura, ne verifica la fondatezza. È la nostra parte razionale che avremmo potuto attivare se ci avessero detto che fare il conteggio dei contagi con toni sempre più allarmati non ha senso perché arriverà ovunque il COVID-19, lo dicono i numeri: l'influenza colpisce ogni anno 15 milioni di persone, il coronavirus è fermo a poco più di 80 mila. Crescerà.

Dite che questo è più letale? In realtà nessuno può dirlo e infatti l'Organizzazione mondiale della sanità non lo dice: i fatti sono che i morti da coronavirus nel 2020 sono stati fino ad ora 2.859, quelli da influenza 77.830. Quasi 30 volte di più. E anzi, l'OMS dice che se uno si prende il coronavirus e non ha altre malattie gravi, la possibilità di morire è dello 0,9 per cento, un valore che si abbassa progressivamente se si ha meno di 60 anni.
"Abbiamo più possibilità di morire investiti da un'auto che per il coronavirus", ha detto un sindaco americano citando una famosa ricerca scientifica e provando a far ragionare i suoi cittadini. Invano. Non è colpa nostra. La parte razionale non l'abbiamo potuta attivare perché prima dei tipi strani vestiti da acchiappavirus ci misuravano la temperatura a distanza negli aeroporti, ma ora ci dicono che non serviva; poi ci hanno invitato a comprare le mascherina per il viso e ora ci dicono che serve solo se hai il virus.
Se non fosse una cosa seria, e lo è, dovremmo dirci che questa storia assomiglia alle challenge, le sfide che si lanciano sui social. Stiamo giocando alla fine del mondo. A che ora è? Su che canale? In mondovisione sul web. Il problema nasce da lì: avevamo paura, sui social era evidente, e chi poteva farci riflettere non lo ha fatto. A giudicare dai sondaggi e dagli ascolti, l'operazione sta andando benissimo. Speriamo che il paziente sopravviva. Perché la paura è importante, ma senza coraggio e fiducia non c'è vita. da repubblica.it








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