News: LA POLEMICA CON OMERO CIAI
(Categoria: MONDO)
Inviato da altrestorie
martedì 12 giugno 2007 - 20:43:14


Perchè se si basa un articolo sui si dice, sulle calunnie a chi ha opinioni diverse, su affermazioni buttate li e indimostrabili, non si fa informazione. Per capirci se Ciai scrive : "...che il potere sia gestito dalle Forze armate lo riconosce perfino Rifondazione comunista". Affermzaione di grande effetto, ma non corrispondente al vero e non dimostrabile.


 

Vi riporto sotto la polemica avuta con Omero Ciai, inviato di Repubblica.
La cosa nasce da un suo articolo "fantasioso" nel senso che le fonti sono i "si dice che".
L'articolo è apparso qualche giorno fa su Repubblica. Lo potete leggere QUI.


ve-flag.gifIn seguito a quell'articolo scrissi una lettera aperta, inviata per conoscenza alla redazione di Repubblica. Alla quale ha risposto Ciai.
Ho valutato a lungo se pubblicare o no la polemica, perchè Ciai accusa pesantemente Gianni Minà definendolo una "spia" al soldo di Cuba. Inoltre ha definito me scorretto per l'intenzione di informare della cosa Minà, e di rendere pubblica la polemica, dato che, secondo Ciai, era una conversazione "privata".
Dopo attenta riflessione considero che si tratta affatto di una discussione privata. Si discute su un suo articolo pubblico ed una mia lettera aperta altrettanto pubblica.
Ritengo che chi scrive su un giornale se ne assume le responsabilità. Chi fa informazione ha il dovere di dare le notizie, assicurandone le fonti, controllabili.
erchè se si basa un articolo sui si dice, sulle calunnie a chi ha opinioni diverse, su affermazioni buttate li e indimostrabili, non si fa informazione. Per capirci se Ciai scrive : "...che il potere sia gestito dalle Forze armate lo riconosce perfino Rifondazione comunista". Affermzione di grande effetto, ma non corrispondente al vero e non dimostrabile. Possibile che qualche esponente di RC abbia detto una cosa del genere, ma la posizione di RC è ben altra. In fatti sposa la causa Chavez, a volte anche in maniera piuttosto acritica.
Questa non è informazione, bensi DISINFORMAZIONE.
Pertanto ritengo doverso smentire le "informazioni" fuorvianti date si grandi media, che orientano l'opinione pubblica. Se la disinformazione sia voluta o meno, non lo so. Ma è un fatto che si parla di Venezuela e di Sudamerica, senza tenere in alcun conto il contesto, le problematiche storiche e sociali. Come per Cuba, la storia si ripete per il Venezuela e Chavez. chavez3.jpg
Chiunque si oppone al pensiero dominate, neoliberista va "massacrato", aldilà dei fatti, delle responsabilità, delle circostanze.
Un paese ricco di Petrolio aveva l'80 % della popolazione sotto la soglia della fame. Mentre un 20 % dei Venezuelani(bianchi) (1) si arricchivano col petrolio, svendendolo agli Americani. Era chiaro che una situazione del genere non poteva reggere a lungo. Cosi arriva Chavez che, dopo un tentativo di golpe fallito, vince libere elezioni e divine presidente del paese. Inseguito ha sempre confermato il consenso popolare larghissimo, tranne che nel 2005, dove ebbe si una larghissima maggioranza, ma in quelle elezioni le opposizioni non si presentarono. Nel 2006 viene riconfermato con il 61 %, contro il 38 % dell'avversario Rosales. Elezioni validissime e correttissime, certo più che in Italia. Chavez è un personaggio con molte ombre. Ma è certo che l'opposizione, di stampo fascista, invece di accettare democraticamente la sconfitta e prepararsi alla battaglia politica nell'ambito delle regole, sta cercando di paralizzare il paese, giocando allo sfascio. Questo dopo avere tentato un golpe, fallito, nel 2002.
A Chavez non si perdona la critica feroce al neoliberismo (vedi intervento all'ONU), e la nazionalizzazione del petrolio sottratto alle grinfie di quel 20 % di approfittatori e dalle grinfie degli Americani. Chavez viene accusato di fare una politica familista, esattamente come da noi dove sono entrati in parlamento le mogli di, i fratelli di, gli avvocati di, i dipendenti di...Sia chiaro abitudine da condannare ma dopo averlo fatto in casa nostra. Si chiede l Venezuela un surplus di democrazia che non si chiedeva al governo precedente. E dove stavano queste feroci penne ai tempi di Pinochet, della giunta Argentina, dei massacri in Costarica? Allora la democrazia non sembrava cosa cosi di valore!!
Beh leggetevi la querelle se pensate che vi possa interessare. Ultima cosa. Gianni Minà ha ricevuto copia dell'articolo, valuterà lui come comportarsi nei confronti di Ciai.
giuseppe galluccio 12/6/07

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Leggi la mia lettera aperta.

Alla quale Omero Ciai risponde:

Nel pezzo da lei citato non c'è mai scritto "dittatura Chavez". Si racconta semplicemente del fatto, curiosamente poco noto a tutti i fans
del presidente venezuelano, che tutta la sua famiglia è in politica ed ha incarichi di Stato. Alcuni sono stati eletti e altri no. Il fatto
che ci siano 14 denunce per corruzione, abuso di potere, e nepotismo contro il padre di Chavez e che nessuna di queste denunce abbia avuto seguito dimostra, come dire, poca solerzia da parte della magistratura locale. In ogni caso, se lo desidera, posso darle i nomi e i numeri di telefono di tutte le persone che ho incontrato a Barinas...così può rifare lei una inchiesta "indipendente". Riguardo al clan Kennedy, al clan Bush etc...non ci esime da raccontare gli altri, o no? Non ho scritto nessuna notizia falsa, le ho verificate tutte con più fonti. Se poi questo non è quello che lei vuol leggere su Repubblica per una questione ideologica è un problema suo, io faccio il giornalista non il propagandista politico. Riguardo alle "misiones" è una questione che nel pezzo ho trattato solo di sfuggita ma se vuole ne parliamo per benino. Lei lo sa cosa si studia nelle misiones? Su quali libri? Lo sa che il governo venezuelano sta preparando una riforma scolastica secondo la quale il principale libro di testo si chiamerà "Le opere e il pensiero del comandante Hugo Chavez"....si ricorda Mussolini e i Balilla???
Cari Saluti
Omero Ciai

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Il giorno 11 giu 2007, alle 21:33, poi giuseppe galluccio a sua volta risponde.

Onorevolìssimo Ciai,
Lei chiude il suo articolo con : "Ora, nella sua marcia a tappe forzate verso il totalitarismo, la manipola, come ogni caudillo, a beneficio proprio"
Credo ci sia poco da interpretare.
Io invece ho scritto :
"Sia chiaro che questa non è una difesa acritica di Chavez che ho sempre definito un personaggio con diverse ombre, ma se si vuole esprimere un giudizio non lo si fa manipolando la realtà e non tenendo conto del contesto storico, culturale, sociale in cui si svolge la vicenda. Repubblica dovrebbe fare più attenzione se vuole mantenere la patente di "giornale serio" e non essere abbandonato da molti lettori".
Non voglio leggere quello che mi fa piacere, ma nel suo articolo le fonti sono:
"A Barinas, capitale e Stato hanno lo stesso nome, si dice che i Chavez abbiano approfittato della riforma agraria per diventa re latifondisti".
I si dice vanno bene per il gossip, non per un attacco violento ad un capo di stato che, le piaccia o no, è stato eletto democraticamente visto che gli osservatori internazionali hanno definito le elezioni più che regolari. Certo più di quelle tenute in Italia!!
Quando al vizio tipico dei politici di fare favoritismi, lucrare ricchezze e prebende non dovute, Chavez non si discosta dai politici occidentali e dai loro vizi. Deprecabili ma comuni alla politica. Non capisco perché si parli tanto di Chavez o dei legami con la mafia di Berlusconi, o dei numerosi membri del governo Bush costretti a dimettersi, per cose di somma gravità. Ne mi pare Berlusconi, o Khol che dovette dimettersi, o Putin travolto da scandali, o Bush e le sue lobbies petrolifere vengono chiamati dittatori.
Non discuto la solerzia della magistratura venezuelana, ma se ha bloccato comunque i lavori dello zuccherificio, tanto poco solerte non è. E se funziona un potere indipendente come la magistratura, mi sembra arduo parlare di marcia verso il totalitarismo. Non le pare?

Ma il difetto vero del suo articolo , questo si tutto ideologico, è che riporta dei fatti senza dire una parola sul contesto. Sulla assoluta anomalia in cui era il Venezuela prima di Chavez, cioè che un 20 % della popolazione (bianca) controllava le enormi ricchezze del petrolio a danno del restante 80 (indio). E' vero o no questo? Omette di dire che le misiones dei cubani sono nate perchè gli insegnati venezuelani si sono rifiutati di andare nei villaggi a dare lezioni. Idem per i medici. Nè spiega da dove nasce "l'ansia di vendetta sociale".
Tace sul fatto che l'opposizione in combutta con agenti americani e con Tele Caracas (mandata sul satellite, non chiusa, cosa non riuscita in Italia con R4) hanno organizzato un golpe contro un legittimo governo e , giocando al tanto peggio, stanno tentando di paralizzare il paese, esattamente come avvenne per il Cile. Quindi è possibile che certi beni manchino per la politica "socialista" di Chavez, ma è anche possibile che manchino per la paralisi in cui rischia di precipitare il paese a causa dell'opposizione che non vuole accettare la sconfitta elettorale e cerca scorciatoie per ritornare al potere, giocando alla sfascio sulla pelle del paese.
Questo non lo dico io, ma tutte le fonti serie, a cominciare da Chierici sull'Unità di qualche giorno fa.
Che lei possa citare qualche persona "con cui ha parlato" francamente fa sorridere.
Io le cito il discorso fatto da Chavez all'ONU , dove si capisce il motivo di tanta cattiva stampa.
Visiti il sito www.gennarocarotenuto.it , che smentisce un suo precedente articolo numeri alla mano.

Visiti anche wikipedia dove si legge:
"Subito dopo il "giuramento da presidente", avvenuto il 2 febbraio 1999, Chávez iniziò la realizzazione del suo programma di governo indicendo un referendum, primo nella storia del Venezuela, per chiedere al popolo il consenso alla stesura di una nuova costituzione. I voti a favore superarono l'80%. Anche la seconda votazione per l'elezione dei membri dell'Assemblea Costituente fu un successo: i venezuelani gli diedero addirittura 120 seggi su 131, e l'MVR ottenne più del 60% dei voti.


La democrazia, egregio signor Ciai, prevede che si svolgano elezioni, che chi prende più voti governa, chi perde fa opposizione cercando di arrivare al governo a sua volta. Non tentando scorciatoie golpistiche, non paralizzando un paese con la piazza e con l'appoggio della Cia. Coloro che fanno questo sono delinquenti.
Il fatto che Chavez non piaccia a lei e ad una vociante minoranza, ma sempre minoranza, non autorizza all'offesa gratuita ad un capo di stato.
Che sarà anche uno stupido comunista ma è stato eletto e se la democrazia ha un valore non è che si accettano solo quelli che piacciano a noi. Se no mi spieghi il suo concetto di democrazia, perché mi sfugge.
Detto questo Chavez è criticabile, ed anche molto, ma con ben altri argomenti. Tenendo presente la realtà sudamericana, dove la democrazia è cosa abbastanza sui generis, tenendo presente le condizioni del Venezuela prima che hanno generato il fenomeno Chavez, che non nasce per caso.
Basterebbe chiedersi come era possibile che un paese con immensi giacimenti petroliferi come il Venezuela, vedesse un '80 % della popolazione sotto le soglie della miseria.
Le consiglio anche la lettura di questo lucidissimo articolo non ideologico come piace a Lei, di Wilpert,:
ed anche di questo comunicato dell’ Osservatorio dei Media Venezuelani .

Credo che queste fonti siano un po’ meglio dei “si dice che”. Non le pare?
cordialmente
giuseppe galluccio
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La replica di Ciai
signore caro, io ho scritto un servizio di 90 righe che aveva come soggetto l'accumulazione del potere da parte dei familiari di Chavez. In 90 righe non potevo nè occuparmi del contesto, nè prendermela con l'opposizione alleata della Casa Bianca. Riguardo alla frase "Ora, nella sua marcia....etc" mi pare che ci sia poco da contestare. Chavez ha ricevuto dal parlamento i pieni poteri per legiferare attraverso decreti che non vengono neppure letti da un parlamento eletto, come lei sa, da una minoranza di cittadini e completamente dominato dai suoi alleati. Nessuna delle leggi che sta imponendo al paese viene discussa e nessuna viene neppure esaminata insieme ad una minoranza che comunque rappresenta quasi il 40 per cento del paese. Che in questo momento a Caracas ci sia una pericolosissima deriva "totalitarista" e che il potere sia gestito dalle Forze armate lo riconosce perfino Rifondazione comunista. Riguardo al "si dice" mi riferisco al fatto che tutte le persone con cui ho parlato nel corso del mio viaggio a Barinas, molte delle quali ex compagni ed ex amici di Chavez, hanno sottolineato l'incredibile salto di qualità nello "status" sociale della famiglia (che loro e non io chiamano "la famiglia reale di Barinas") ed hanno sottolineato l'accumulazione di fincas di proprietà della famiglia. A loro giudizio, che io semplicemente riporto, questo è avvenuto con delle truffe delle quali evidentemente non hanno prove contundenti. Non ho idea di dove lei abbia preso il dato 20% di bianchi e 80 percento di indios. In Venezuela non ci sono tutti questi indios al massimo ci sono "mestizos", meticci(1)
Infine, visto che mi cita Carotenuto, siamo alle solite. Non penserà che possa perdere tempo a leggere Carotenuto? Prima dovrei leggermi il suo maestro, ossia un agente dei servizi segreti cubani che si chiama Gianni Minà e che ancora oggi piagnucola sul "Continente desaparecido" ma viaggia in business tutte le volte che deve andare a prendere ordini dal partito comunista cubano. Cordiali saluti.
Omero Ciai

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Il giorno 12 giu 2007, alle 01:50, giuseppe galluccio ha scritto:


indigeni.gifIn quelle 90 righe lei non è mai sfiorato da un dubbio, non un cedimento, ma solo una visione unilaterale , chiaramente ideologica, basata sui si dice e sulla calunnia..esattamente come fa con Minà. Lei non avrebbe osato parlare di nessun altro capo di stato come ha fatto con Chavez. Certo che la verità è abbastanza elastica per lei...L'osservatorio dei media Venezuelani la smentisce, Chierici sull'Unità, la smentisce. Wikipedia la smentisce. Ma lei "non può perdere tempo con Carotenuto", che pure la smentisce dati alla mano Il parlamento eletto da una minoranza di cittadini? Allora smentisca WIKIPEDIA ( >http://it.wikipedia.org/wiki/Chavez ) "Subito dopo il "giuramento da presidente", avvenuto il 2 febbraio , Chávez iniziò la realizzazione del suo programma di governo indicendo un referendum, primo nella storia del Venezuela, per chiedere al popolo il consenso alla stesura di una nuova costituzione. I voti a favore superarono l'80%. Anche la seconda votazione per l'elezione dei membri dell'Assemblea Costituente fu un successo: i venezuelani gli diedero addirittura 120 seggi su 131, e l'MVR ottenne più del 60% dei voti. L'insediamento dell'Assemblea Costituente, essendo "Originaria", determinò automaticamente il decadimento temporaneo di tutti i poteri in vigore. Durante il periodo dell'Assemblea, l'esecutivo, per far fronte alla disastrosa situazione socioeconomica in cui versava il Venezuela (oltre l'87% della popolazione viveva in condizioni di povertà e circa il 47% di povertà critica), chiese ed ottenne di poter legiferare, come previsto dalla "Ley abilitante". Che non è certo una fonte comunista, vista che riporta un aumento delle spese presidenziali del 1500 %. Vero che nel dicembre 2005 votò una minoranza di cittadini per il boicottaggio dell'opposizione, ma lei tace sul fatto che nel dicembre 2006 Chavez è stato riconfermato presidente con il 61 % contro il 38 di Rosales, in lezioni regolarissime. Smentisca Repubblica
Quanto alla deriva militare forse, e dico forse, può essere divenuta necessaria nel momento in cui la Cia, in combutta con le lobbies del petrolio, e parte dei media come (RTVC!!)hanno cercato di buttare giù militarmente il governo legittimo. La quale RTVC non è stata chiusa immediatamente né i suoi proprietari o giornalisti fucilati, semplicemente non gli è stato rinnovata la concessione, esattamente come si sarebbe dovuto fare in Italia con Rete 4 e non si è potuto fare, nonostante due sentenze dell CC. Ma lei non concede nessun dubbio, certo come è delle sue convinzioni basate sui "si dice". Cosi fa il bis con : "che il potere sia gestito dalle Forze armate lo riconosce perfino Rifondazione comunista!!" Dove? Chi? Quando mai? mai sentito simili dichiarazioni da RC. Infatti se si curasse di controllare le fonti, troverebbe che tutti i siti di sinistra, compreso Paecelink operano una difesa, spesso acritica di Chavez, esattamente come i suoi acritici attacchi che per giunta sono calunniosi. Credo sinceramente, che dovrebbe perdere più tempo a leggere qualche fonte invece di correre appresso ai "si dice...." Quanto all'uscita su Minà se la poteva risparmiare. Dimostra il suo spessore di giornalista che non risponde nel merito e si lascia andare alla calunnia. Calunniate, calunniate qualcosa resterà!! Vero?? Bene per me lei è una spia di Bush! Facciamo pari? Anche io non ho tempo da perdere a seguire sciocchezze come le sue. Intanto credo corretto informare sia Minà che Carotenuto delle sue affermazioni.
giuseppe galluccio
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L'ultima Replica di Ciai

Original Message From: omero ciai To: Pino
Sent: Tuesday, June 12, 2007 2:16 AM
Subject: Re: un articolo su chavez

L'ultimo parlamento venezuelano è stato eletto con una astensione altissima perché i partiti dell'opposizione si sono astenuti, infatti quasi il 90 percento degli eletti fanno parte di partiti che appoggiavano Chavez. Ora, tra l'altro, quei partiti non esistono neppure più tranne i comunisti perché Chavez ha imposto il "partito socialista unico". Non ho calunniato Minà, lui è assolutamente fiero di essere il rappresentante del governo cubano in Italia. Lei piuttosto, come avrei dovuto immaginare, è una persona scorretta perché usa messaggi privati, come sono queste email. Ma non si preoccupi, non ho nulla di cui vergognarmi. Passo e chiudo.
omero ciai
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Infine la chiusura di giuseppe galluccio
Ma lei ci è o ci fa? Dice e smentisce di aver detto, ripete e nega.
Mi torna a dire a storia del parlamento.
Ed io che ho scritto??
Vero che nel dicembre 2005 votò una minoranza di cittadini per il boicottaggio dell'opposizione, ma lei tace sul fatto che nel dicembre 2006 Chavez è stato riconfermato presidente con il 61 % contro il 38 di Rosales, in elezioni regolarissime. Altrimenti smentisca Repubblica.

" Quanto a Minà lei non ha scritto che è il rappresentante del governo Cuban, che non è certo un 'offesa. Ha invece scritto: "Prima dovrei leggermi il suo maestro, ossia un agente dei servizi segreti cubani che si chiama Gianni Minà e che ancora oggi piagnucola sul "Continente desaparecido" ma viaggia in business tutte le volte che deve andare a prendere ordini dal partito comunista cubano".
Mi pare una cosa ben diversa, e grandemente scorretta verso un suo collega.
E lei, giornalista, considera qualche discussione privata? Non stiamo parlando dei cazzi miei o dei cazzi suoi, ma stiamo parlando della sua attività pubblica di giornalista, che fa informazione, e la fa in un modo che io ritengo contestabilissimo. Quindi una cosa che ha rilievo pubblico. Non mi pare sia questione privata, su cui mantenere il dovuto riserbo.
Nè mi pare che lei possa dire quello che le pare senza che la si contesti, in pubblico o in privato, dato che lei svolge un ruolo pubblico e non mi ha scritto in quanto signor Ciai, ma mi ha scritto in quanto inviato di Repubblica, in merito ad un articolo pubblico anch'esso. Mi da una notizia sconvolgente su un giornalista famoso, che sostiene essere una spia, presuma ne abbia le prove o no? Son convinto che lei si assuma le responsabilità di quello che scrive....o NO?
Anche per quanto mi riguarda non vale la pena continuare.
gg

(1)
"Il Venezuela è di discendenza mista. Approssimativamente 67 percento della popolazione è un miscuglio di mulatto–meticcio e resto è 21 percento bianco, 10 percento africano e 2 percento indigeno. Attualmente, anche molti immigranti risiedono nel paese, conformi principalmente della Colombia. La religione più comune è la Cattolica benché il protestantesimo stia crescendo in importanza. Ci sono molto pochi ebrei e musulmani apprendisti". Tratto da : http://www.discovervenezuela.net/it/info/popolazione.asp

Per comodità di trattazione, avevo diviso la popolazione con l'accetta fra bianchi un 20 % e il resto india 80 %. Ho usato impropriamente il termine india, avrei dovuto dire di colore, o non bianca, ma era complicato dato che si tratta di un crogiolo di razze, mescolatesi nel tempo e non era oggetto di discussione. A me interessava evidenziare che un 20 %,della popolazione, guarda casa la borghesia bianca, controllava ed affamava il restante 80 %, che bainca non è, costituendo un 'anomalia assoluta degna del Sudafrica dell'Apartheid.
Ma per Ciai in tal caso non c'era alcuna "emergenza democratica".
 

 




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