News: TESTIMONIANZA
(Categoria: BROGLI ELETTORALI)
Inviato da altrestorie
martedì 07 novembre 2006 - 21:58:22



http://blogghete.blog.dada.net/


BROGLI: UNA TESTIMONIANZA 
di Gianluca Freda (03/05/2006)
Quella che segue è la testimonianza di Emmanuele Somma, direttore di Linux Magazine, animatore della scena del software libero in Italia e fellow della Free Software Foundation. Somma è stato rappresentante di lista per la Rosa nel Pugno a Roma durante le elezioni dello scorso 9 aprile, osservando da vicino gli strumenti dello scrutinio elettronico e il loro utilizzo da parte degli operatori. Questo è il suo resoconto, redatto, nella prima parte, durante le stesse operazioni di scrutinio; la seconda parte è stata scritta invece il giorno della chiusura degli scrutini, cioè l'11 aprile. Ringrazio ancora una volta m.p. per la segnalazione.







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BROGLI: UNA TESTIMONIANZA
di Gianluca Freda (03/05/2006)

Quella che segue è la testimonianza di Emmanuele Somma, direttore di Linux Magazine, animatore della scena del software libero in Italia e fellow della Free Software Foundation. Somma è stato rappresentante di lista per la Rosa nel Pugno a Roma durante le elezioni dello scorso 9 aprile, osservando da vicino gli strumenti dello scrutinio elettronico e il loro utilizzo da parte degli operatori. Questo è il suo resoconto, redatto, nella prima parte, durante le stesse operazioni di scrutinio; la seconda parte è stata scritta invece il giorno della chiusura degli scrutini, cioè l'11 aprile. Ringrazio ancora una volta m.p. per la segnalazione.


Roma - Appare molto grave la situazione della sperimentazione dello scrutinio elettronico nel seggio in cui sono stato nominato (Roma sezione 244, quella dove voto) in cui le operazioni di scrutinio manuale non hanno comportato alcun problema rilevante e sono fluite molto velocemente con la completa disponibilità di tutti i componenti del seggio, compresi i 4 rappresentanti di lista presenti (nessun voto contestato). Invece lo scrutinio elettronico è risultato affetto da numerosi intoppi di natura tecnologica e organizzativa , tali da pregiudicare in modo assoluto una eventuale ulteriore utilizzazione negli stessi termini della procedura fin qui vista. Nessun problema appare per i risultati del voto, conteggiato con procedura manuale.

Innanzitutto l'operatore informatico è presente al seggio senza alcun decreto di nomina, come previsto dalle apposite circolari ministeriali. Alla mia richiesta di visionare tale decreto di nomina mi è stata mostrata la fotocopia di un contratto di lavoro interinale, che avrebbe dovuto, secondo la società informatica contattata al telefono, sostituire il decreto di nomina. Peraltro non era disponibile nessuna attestazione di assegnazione formale degli operatori al particolare seggio o plesso, esistendo solo genericamente un elenco (in cui l'operatore di seggio non figurava) di tutti gli operatori impiegati nel processo di rilevazione elettronica.

Dopo la mia richiesta di apporre nel verbale la presente opposizione, il presidente di seggio ha ragionevolmente deciso di procedere comunque con la rilevazione informatizzata, in parallelo a quella manuale. Però a quel punto ci è stato comunicato che il sistema non era funzionante e che quindi era necessario bloccare le operazioni di scrutinio per due ore per attendere l'arrivo di un nuovo sistema funzionante. Di fronte alla richiesta di non bloccare completamente e per un tempo rilevante lo spoglio ma continuare solo con il sistema manuale, come peraltro previsto dalle circolari ministeriali in caso di indisponibilità dei sistemi elettronici, il computer si è magicamente rimesso a funzionare.

Al termine della rilevazione del Senato, gli operatori informatici hanno proceduto ad inserire nel programma i risultati dello scrutinio manuale cliccando tante volte in veloce successione. Il programma, differentemente da quanto comunicato in precedenza, prevedeva oltre il computo parziale dei voti lista per lista anche una tabella di riepilogo in base alla quale gli operatori modulavano i click come necessario a raggiungere i totali della tabella di scrutinio manuale.

Prima della stampa di conformità è stato da me verificato che per un errore d'inserimento, 7 voti erano stati conteggiati ad una lista (SOCIALDEMOCRAZIA) invece che ad una differente (I SOCIALISTI). Gli operatori, ottenendo informazioni da questi pannelli di verifica parziali, hanno provveduto a modificare la schermata in modo da aggiustare la situazione per ottenere dal presidente la conformità.
Solo di fronte alle mie rimostranze (anche queste riportate nel verbale), sono rapidamente ritornati sui propri passi per ripristinare l'errata situazione precedente.

Ciò che è peggio, l'attività degli operatori informatici appariva completamente separata e non immediatamente controllabile dagli altri componenti del seggio, in particolar modo dal presidente del seggio, visto da un lato la necessità di avere competenze informatiche per seguire le operazioni e dall'altra la possibilità da parte degli operatori di compiere azioni non direttamente comprensibili, avendo accesso alla tastiera, ai dispositivi di memorizzazione di massa e a procedure di modifica dei dati non direttamente visualizzabili. Inoltre il continuo movimento dell'operatore di plesso all'interno della sezione di scrutinio rende completamente impossibile assicurarsi che ulteriori modifiche non potessero essere avvenute da computer all'esterno del seggio stesso.

Anche nelle altri sezioni del plesso la rilevazione informatica ha avuto problemi rilevanti.

Dal punto di vista informatico ed organizzativo la rilevazione elettronica dello scrutinio, nel seggio da me direttamente presidiato, può considerarsi un esperimento banale, progettato con pressapochismo istituzionale e assoluta incompetenza tecnologica, realizzato per mimare le procedure manuali senza alcun approfondimento specifico tecnologico. Una sperimentazione che ha significato un aggravio rilevante della procedura manuale, e che, sotto un accurato presidio professionale, rappresenta un totale e sostanziale fallimento dei propri obiettivi. Sulla base del giudizio espresso ogni evoluzione può solo rappresentare un passo pericoloso verso la perdita della facoltà di verifica del voto democratico.

Se questo è una parte, piccola, del prossimo voto elettronico, allora va profondamente ripensato.
Da questa posizione, e per ora, non posso fare di più. Adesso torno nel seggio a verificare la Camera.

                                                         *  *  *

ROMA 11 Aprile 2006 - ore 00:01 - Il resoconto di questa giornata elettorale, vista con gli occhi di un professionista informatico prestato al controllo democratico sulla procedura elettronica di rilevazione dello scrutinio, si può riassumere in una semplice esclamazione: è scandaloso!

Sono uscito da pochi minuti dal commissariato di San Basilio dove ho riportato del materiale ritrovato nei pressi di un cassonetto dei rifiuti.
In una busta gialla di cui gli operatori informatici si sono liberamente disfatti erano presenti alcuni moduli di verbale, il cdrom contenente il programma di rilevazione e quello di spedizione oltre ad un foglio contenente i codici d'accesso al sistema informativo del voto elettronico, e accessori della penna USB. Tutto abbandonato dai rilevatori in un momento in cui lo spoglio elettorale non è ancora concluso.

Io non so che cosa ci si sarebbe potuto fare con questo CD perché ho riconsegnato il materiale intatto alla Polizia, dove mi hanno 'rassicurato' dicendo che
questo comportamento è stato comune in tutti i seggi. C'è da dire che non più di una decina di minuti prima, avevo richiesto esplicitamente il programma, e l'operatore informatico di plesso, evidentemente infastidito dal mio controllo pressante per tutta la giornata, mi aveva risposto che il programma utilizzato fosse segreto e non divulgabile  [segreto e non divulgabile un programma che gestisce i voti dell'elettorato??, NdR]. Ovviamente io, nella mia qualità di rappresentante di lista, valevo meno del cestino di rifiuti fuori dal seggio.

Certamente non mi sembra indice di grande professionalità e correttezza che, a spoglio ancora in corso, questi strumenti mai divulgati in precedenza e segreti fino a minuti prima, si trovino nei cassonetti fuori dai seggi elettorali, anche se mi sembra appropriato al livello con cui tale rilevazione è stata promossa e realizzata. Mi chiedo se i ritardi nelle rilevazioni non possano essere attribuiti all'uso improprio o fraudolento di questi sistemi.

Mi sembra chiaro che la rilevazione in corso sia da considerare completamente fallimentare e sono propenso a sostenere che compito prioritario del prossimo governo sia quello di determinare le responsabilità, anche di natura penale, relative alla distorsione delle procedure elettorali mettendo in serio pericolo la comunicazione pubblica del risultato elettorale.
   
C'è però in me un senso di rabbia e di frustrazione ulteriore dovuto alle condizioni di lavoro degli operatori informatici presenti presso i seggi e i plessi, buttati a lavorare in prima linea, con competenze operative modeste, con soverchie responsabilità, formati con grande pressapochismo e avendo a disposizione procedure fallate e poche o nulle informazioni significative, per i quali bastava certo la buona volontà mostrata nel tentare di superare problemi di gran lunga superiori a loro e su cui ricadrà, probabilmente, il biasimo del fallimento dell'operazione.

Nulla ha funzionato come doveva e il fallimento è sistemico e non localizzato.

Se veramente questa operazione è costata 37 milioni di euro, dobbiamo farci ridare indietro i soldi!

Quanto ai brogli - io non ho potuto, ovviamente, seguire l'afflusso dei dati al Viminale, spero che qualcuno possa ricostruire le serie storiche - se l'arrivo degli dati tarda di molto e il lasso di tempo tra il 10 e il 90 percentile è molto ampio esistono notevoli possibilità di broglio 'sistemico' del voto cartaceo (l'informatica non c'entrerebbe nulla), specialmente in quelle regioni in bilico in cui il voto elettronico ha permesso di estendere ulteriormente questo tempo. Sono dell'idea che vada meglio approfondita la questione 'temporale' dell'afflusso dei voti al sistema informativo del Viminale perché ho la sensazione che possa riservare qualche sorpresa.

P.S. - Sì, il sistema operativo utilizzato era Linux, una KNOPPIX modificata su cui girava un programma grafico ad hoc. Ovviamente non è stato divulgato il codice sorgente, spero che qualcun altro abbia raccolto il CD dalla spazzatura e ci faccia un resoconto poiché è possibile che abbiano anche violato la GPL da qualche parte. Nel qual caso spero che la Free Software Foundation, o chi per lei, vorrà procedere senza pietà.





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