News: BANDITI A MILANO
(Categoria: POLITICA)
Inviato da altrestorie
giovedì 02 novembre 2006 - 20:23:27




Nel paese dei paradossi succede anche che se qualcuno del centrosinistra cerca di risolvere il conflitto di interessi che ammorba il paese, viene chiamato "bandito" da Berlusconi. Siamo alle solite da quando il mafioso piduista è sulla piazza quelli che cercando di far rispettare uno straccio di legalità sono delinquenti, mentre i corruttori e i ladri in colletto bianco sono dei "perseguitati politici".



Ritorna in scena il conflitto di interessi. Al primo accenno di risoluzione del problema del conflitto di interessi che ammorba il paese, Berlusconi grida all'indirizzo del centrosinistra "Banditi".
la tragedia muta in farsa. Un piduista, condannato per falso, pluirindagato, ancora in libertà grazie alla sua discesa in politica e alla stupidità della sinistra italiana, inquisito in Spagna, ha il coraggio di sovvertire la realtà, chiamando banditi quelli che , troppo timidamente, cercando di tornare al rispetto della legalità. B si trova in questa singolare posizione, grazie alle numerose coperture politiche di cui ha goduto. La P2 prima Craxi poi, che si sono messi di traverso quando qualcuno ha cercato di ripristinare la legalità impedendogli di conquistare il controllo dell'etere. Una breve cronistoria, per qualcuno che non conosce la vicenda ( e ce ne sono!!) Ricordate la vicenda dei pretori? B incomincia a trasmettere su una televisione locale. Poi compra vari emittenti, sempre locale, e aggira la legge che impedisce la trasmissione sul territorio nazionale contemporaneamente, con il trucco di sfalsare le varie messe in onda di qualche minuto. Qualche pretore dice giustamente che non si può e vuole oscurarlo. Strilla da matti. Il suo padrino Craxi emette un decreto che gli consente di non sospendere il giochetto. Quando poi si tenta di legiferare nel '91, B viene trattato con riguardo da una legge (la legge Mammì) che ingessa il duopolio Rai-Mediaset creatosi di fatto. napoleone.jpgAlcuni ministri escono dal governo per questi indebiti favori ad un imprenditore privato, fatti a danno poi dell'azienda di stato Ma non c'è verso vince B Craxi non si è dovuto dare ancora alla latitanza ed è ancora potente. poi arriva tangentopoli che spazza via la classe politica che proteggeva l'unto del signore. Cosi lui decide di scendere in politica. Viene eletto. In barba ad una legge del '57 che vieta a chi detiene concessioni, di ricoprire cariche pubbliche,B si candida, viene eletto, e la giunta delle elezioni (compresi molti del centrosinistra) conferma l'elezione sostenendo che lui è solo il "mero proprietario" mentre il titolare di fatto delle concessioni è Fedele Confalonieri, che , lui si, non può essere eletto. la solita farsa all'italiana, per cui le leggi si interpretano a seconda dei propri comodi. Il governo B dura pochi mesi, e dopo la parentesi Dini, si arriva alla prima vittoria di Prodi. Un po' tutti a sinistra sperano nella risoluzione del conflitto di interessi. ma D'Alema si inventa alla bicamerale che fa risorgere B ormai in un angolo. Il conflitto non viene risolto. Cosi nel 2001 viene rieletto di nuovo il cavaliere ed il conflitto di interessi si spiega in tutta il suo fulgore. Occupazione capillare della Rai, cacciata con l'editto Bulgaro dei giornalisti scomodi, in modo che gli altri capiscano il messaggio. Di fatto abbiamo un'informazione a senso unico che , compatta, nata e tese le lodi di questo governo dei miracoli. Ma nonostante le bugie dell'informazione, il secondo governo del cavaliere è talmente scadente e produce risultati cosi disastrosi, che anche uno sbrindellato centrosinistra, riesce a vincere seppur per il rotto della cuffia. In questi anni pare che finalmente si sia presa coscienza dell'enorme danno che il conflitto berlusconiano arreca al paese. Io ritengo che insieme alla mafia, che poi è forse la stessa cosa, il conflitto di interesse è quello che blocca il paese impedendo lo sviluppo e la trasformazione piena in paese europeo. L'occasione storica di tangentopoli che sarebbe dovuta servire ad un ricambio di classe dirigente e ad un cambio dei contenuti della politica, fu vanificata dalla discesa in campo di B, che presentandosi come il Nuovo, restaurò le condizioni pre-tangentopoli, secondo la vecchia legge " cambiare tutto per non cambiare niente". Inoltre a quel punto si apre una vera guerra contro la magistratura, che si cerca di porre sotto il controllo dell'esecutivo (la separazione delle carriere). Lo stesso si cerca di fare con tutti gli organismi di controllo, in modo da lasciare ai politici campo libero. La sinistra, i partiti della sinistra, pubblicamente alzano alte grida, ma dietro le quinte si accordano, fanno inciuci, e sospetto che il tentativo di restaurazione ( quasi tutto riuscito), in fondo non dispiace. Negli ultimi 15 anni il paese è stato bloccato dagli interessi di un uomo solo, e della sua ristretta cerchia di complici, si la parola corretta è proprio questa: COMPLICI! Come altro chiamare parlamentari che, in barba al mandato, hanno fatto quadrato non per difendere gli interessi del paese o a limite delle categorie che loro rappresentavano. Hanno fatto quadrato per difendere gli interessi di Mediaset, cioè di B; e salvarlo dal carcere, visti i numerosi reati da lui commessi. Per cui si è dilaniato il paese cercando di salvare dal gabbio, Previti e Dell'Utri, i due che si sono assunti in proprio le responsabilità del cavaliere tenendolo lontano dalla galera. Insomma nei cinque anni passati la maggioranza, in un momento di grave crisi economica, ha sprecato tempo e risorse per fare la guerra alla magistratura, intervenire con leggi ad personam nei processi che riguardavano zu Silvio. In quale paese civile ciò sarebbe stato consentito? Ricordo a tutti che il mese scorso, in Thaylandia, per risolvere l'analoga situazione createsi, dove un tycoon televisivo si era impossessato delle istituzioni è intervenuto l'esercito deponendolo. Il conflitto di interessi televisivo e quello altrettanto enorme legato alla situazione giudiziaria di zu Silvio, hanno portato il paese al medioevo. In primo luogo restaurando i vecchi potentati, fino ad assistere al ritorno in luoghi di comando a gente come De Michelis, Pomicino e compagnia. poi impedendo lo sviluppo di una normale dialettica politica che favorisse il ricambio della classe dirigente e quindi la soluzione di annosi problemi, in terzo luogo portando con il suo esempio, quello di Previti e di Dell'Utri all'istituzionalizzazione dell'illegalità. Al punto che in parlamento abbiamo una folata schiera di indagati e condannati, anche per Reati gravi, soprattutto nella destra, ma il CS non ne è immune. Perchè un cittadino non dovrebbe delinquere se vede il favore accordato a B e i suoi complici? perchè dovrebbe pagare le tasse e partecipare alla convivenza civile quando viene incitato da questi ultimi all'evasione? Come può credere nelle istituzioni se questo diventano affare privato della banda B? Il CS per calcoli di bottega e stupidità fino ad ora sembrava non essersi reso conto appieno del danno creato al paese con l'accettazione che B governasse impunemente. pare che finalmente si sia svegliato qualcuno.
Gentiloni, ministro rutelliano della Telecomunicazioni, ha proposto una legge che almeno attenua gli effetti. Privatizzazione di una rete Mediaset e di una Rai, tetto stringente alla pubblicità , per dare la possibilità dell'ingresso di nuove editori in modo da spezzare il duopolio e ridurre la potenza politica del cavaliere che si esplica con il controllo di TV e giornali, quindi dell'informazione, incidendo sulla formazione del consenso. Insomma minando alla base i capisaldi di una moderna democrazia.
Intendiamoci, la legge Gentiloni non risolve il Conflitto di interessi. Questo lo si risolve solo obbligando, per legge, Berlusconi a scegliere: o fa il politico e si libera delle suo proprietà, oppure si ritira dalla vita politica e fa l'imprenditore. e non c'è manco bisogno di legiferare. basta far rispettare la legge del '57, senza aggirarla od interpretarla estensivamente! Nessun Blind trust potrebbe funzionare, come abbiamo scritto su altra pagina. B, saprebbe sempre dove sta il suo interesse e cosi lo saprebbero i dirigenti delle sua aziende, suoi fedelissimi. Leggi a proposito il parere di Sylos Labini e di Sartori. Trovo ridicole le obiezioni di chi dal centrosinistra, anima candida, chiede che non si legiferi "contra personam".BERLUSCONI IN GALERA.jpg Mi si spieghi come è possibile legiferare in simile materia senza toccare gli interessi di B? Il punto è che gli interessi di B. sono illegittimi, costruito sulla violazione delle leggi, del buon senso, e perfino della decenza. Ora per ripristinare un minimo di legalità, si deve per forza legiferare "contra personam". Qui si tratta di scegliere se ripristinare in questo paese un minimo di legalità oppure continuare che i mafiosi la facciano da padroni. < Faccio notare che se anche si togliesse una rete a B. questo resterebbe uno degli uomini più ricchi al mondo, con un patrimonio multimiliardario costruito sull'illegalità, la furbizia, le indebite protezioni ed io dico anche sul riciclaggio di denaro sporco, come dimostrano alcune informative della GdF, come potete leggere QUI e QUI.
Pertanto ritengo la proposta di legge di Gentiloni troppo blanda, ma mi rendo conto che, visti i rapporti di forza in parlamento, non si può chiedere di più. Già sarebbe importante dare un segnale che ridimensionasse zù Silvio e la sua megalomania, la sua convinzione di essere intoccabile. Ed oggi c'è un alleato prezioso in questa battaglia: l'UDC di Casini. Sono di oggi le dichiarazioni di Buttiglione che si dissocia dalle proteste di B mandandogli a dire che il centrodestra non è il partito a difesa degli interessi di Mediaset, facendo capire di essere disposto a votare una legge che superi la Gasparri, e risolva almeno parzialmente il problema. Certo non possono dare l'impressione di votare una legge troppo dura contro il boss, ma almeno è un avvio. Il CS a questo punto deve dimostrare rispetto per il suo elettorato che non gli perdonerebbe di certo la mancata risoluzione di questo problema, in modo da impedire, qualunque cosa succede che arrivi qualche altro B. E se passato B, si candidasse il figlio? Con la potenza mediatica di cui dispone FI, forse non arriverebbe a governare ma di sicuro imporrebbe una legislazione di favore nell'esclusivo suo interesse. Intollerabile. Come è intollerabile che la sinistra ancora una volta possa sottovalutare il problema. Questo è il momento di respingere con fermezza le grida di Berlusconi. L'Udc si sta smarcando e sospetto che una parte di AN; anche se pubblicamente farà dichiarazioni in difesa, gradirebbe il ridimensionamento di zù Silvio sopra ogni altra cosa. Ora o mai più. Sgombrato il campo dal boss, sarà molto più semplice dare una disciplina decente al settore. Chiudo con alcune considerazioni generali già affrontate qualche rigo sopra. La democrazia si fonda su libere elezioni con i partiti, i candidati che si contendono il consenso attraverso l'uso dei media (tv in primis) per informare il corpo elettorale di proposte, idee , programmi progetti. fine_padrino.jpgE' chiaro che una informazione, se non completamente libera ( è un 'utopia), quantomeno decente, è la base della libera formazione del consenso. Senza il quale la democrazia è priva di qualunque contenuto. Questo il motivo per cui la disciplina del settore tv e dei media in genere riveste carattere essenziale per il paese. Sarei oltremodo contento se il governo si immolasse sull'altare di questo principio. Intendo che se il governo disciplinasse seriamente il settore, sancendo incompatibilità assoluta fra cariche politiche/istituzionali e imprenditori dai cosi vasti interessi, magari cadendo poi sull'inevitabile onda d'urto generata da questo gesto, avrebbe fatto più di quanto gli si poterebbe mai chiedere. Perchè sgombrerebbe il campo attuale e futuro da altri populisti sancendo il principio essenziale che le istituzioni non possono esser piegate all'interesse di un uomo di una parte, ma sono li a garantire il benessere comune. Vi sembra poco? A me sembra molto più di quanto si possa chiedere. Infatti non sarà.


giuseppe galluccio 13 /10/06


leggi anche Il conflitto di interessi   Democrazia e propaganda   Zu Silvio






Questa news proviene da altrestorie
( http://www.altrestorie.org/news.php?extend.5 )


Render time:0.0951sec0.0074di queries.queries DB17. Memoria in uso:1,697kb