News: IL BROGLIO - ISTANT BOOK
(Categoria: BROGLI ELETTORALI)
Inviato da altrestorie
martedì 07 novembre 2006 - 23:02:28



Pino Corrias, lo straordinario autore di Luoghi Comuni, si occupa di uno scandalo che potrebbe essere una tragica verità o una leggenda metropolitana: è il momento di svelare il Broglio...






IL VOTO, IL TYCOON, IL CURATO LA LUNGA NOTTE DEL BROGLIO
di PINO CORRIAS
[Repubblica, 24-05-2006]

C'erano nuvole come lividi e schede elettorali nelle urne.
L'Italia intera aspettava il responso. Che venne nelle prime ore di lunedì pomeriggio 10 aprile: la Sinistra del Curato verso la vittoria con 5 punti di distacco dalla Destra del Tycoon. Come avevano previsto tutti i sondaggi da molte settimane perforando la superficie statistica del corpo elettorale, i suoi malumori, le sue intenzioni. Cinque punti. Fine di un'era già al primo exit poll. Nonostante la legge elettorale balorda, le tv, i condoni, l'Ici cancellata, il chilo di cerone. Cinque punti. A Roma sta per cominciare la festa con il Curato in piazza. Si annunciano bagni di folla. Con le bandiere al vento. Evviva. Invece no. Invece alle 17 precise di quel memorabile lunedì di spoglio elettorale la luce cambia, il vento si spegne, i dati rallentano. Poi arrivano, ma come grandine. I cinque punti di distacco diventano quattro, poi tre. Poi nulla, sparito il vantaggio al Senato.
Terremoto alla Camera. Intanto il ministro degli Interni lascia il Viminale e va a casa del capo della Destra, come non era mai successo durante uno spoglio elettorale. Intanto l'investigatore privato Biondo sparisce dalla circolazione lasciando Lara, la sua segretaria, a singhiozzare in tacchi a spillo.
Intanto Freddy, l'inviato de La Cronaca, sente puzza di bruciato e mette in allerta i suoi sensori da labirinto. C'è una notizia in fondo a questo mistero elettorale. Glielo dice il naso, l'esperienza, il suo sesto senso da complotto e i baci di Lara. La notizia si chiama: il Broglio. Il libro si chiama Il Broglio. Primo esperimento di letteratura simultanea che un tempo si sarebbe chiamato "istant book".
Pensato, scritto, stampato in poco più di un mese. Autore multiplo insaccato in un nome collettivo: Agente italiano. Casa editrice: Aliberti, di Reggio Emilia. Collana: I Lunatici, curata da Beppe Cottafavi specializzato in molte avventure letterarie e in un celebre dispetto a Susanna Tamaro confezionato con il suo amico Daniele Luttazzi "Và dove ti porta il clito" con un bel seguito di processi, vendite e assoluzioni.
Ma qui la parodia non c'entra. Qui c'entra il giallo politico. Lo psico mistero di un capo del governo, il Tycoon, che per settimane annuncia di temere brogli elettorali ai suoi danni sebbene abbia il controllo di tutti i controlli, e poi diventa il surfista di una rimonta talmente anomala da imbarazzare persino i suoi alleati, travolti dalla sua stessa riscossa. Freddy mette in fila gli indizi. Si attacca al telefono. Consuma le suole. Possibile che tutti gli istituti di sondaggio compiano il medesimo errore? E' mai successo prima? Un errore macroscopico, di 5 punti. "Perché non è un sondaggio che sbaglia. Sono un mucchio di sondaggi, un cumulo di sondaggi, anche stranieri. Fatti fare dai partiti, ma anche dalle banche, dalle coop, dalle multinazionali". E sbagliando azzeccano pure tutti i risultati elettorali della Destra tranne uno. Il partito Cristiano tra il 6 e il 7 per cento: giusto. Il partito del Nord intorno al 4 per cento: giusto.
Il partito Nazionale sopra il 12 per cento: giusto. E il partito Italiano del Tycoon? Al 24 per cento anziché al 19 delle previsioni. Cinque punti di errore. Come l'errore dei sondaggi. Uguale. Un mistero perfezionato dal successivo: le schede bianche. Che negli ultimi 15 anni elettorali sono sempre costanti, tra il 7 e l´8 per cento. Stavolta no. Stavolta sono scese addirittura al 3 per cento. Tre milioni di schede che di colpo diventano uno. "Sai cosa vuol dire 2 milioni di schede che ballano? Vuol dire 5 punti percentuali".
Cinque punti. Come l'errore dei sondaggi. Come l'errore per il partito del Tycoon. Uguale. "Noi siamo il Paese dei complotti. Cospirazioni, macchinazioni. Ce li sogniamo anche di notte". E per l'appunto cosa ci faceva il ministro degli Interni a casa del capo? E come mai mentre il voto balla, viene arrestato il Grande Latitante dell'Isola?
Il più grande di tutti i latitanti. E come mai il flusso dei voti si ferma a un passo dal traguardo? Eccoci al punto: è vero nessuno fa brogli a suo danno. Però forse può succedere che li abbiano fermati all'ultimo momento. I brogli. Sono stati i democristiani a farlo: il ministro degli Interni, il presidente della Camera, il suo braccio destro. "E secondo te uno come il Tycoon si farebbe fermare da tre democristiani?". "Sì. Se questi hanno delle prove in mano che possono inchiodarlo".
E quindi com'é andata? "Be' io una mezza idea ce l'avrei…". La mezza idea è il resto del libro. Plausibile quanto deve esserlo un giallo a chiave con personaggi veri nascosti da un velo d'inchiostro. Compreso il gruppo di giornalisti che si cela dietro al bianco opaco dell'autore collettivo. Operazione narrativa sulla realtà immediata. Fiction sui fatti trasformata in Faction. Vox populi che diventa trama. Con l'aggiunta di una allegra quota di paranoia nazionale specializzata in verità nascoste. Come se la superficie delle cose italiane fosse solo per i gonzi, i distratti e i semplici. Brogli. Della Destra contro la Sinistra, con il Tycoon nei panni del cattivo. Che poi sarebbe il proseguimento della cronaca, ma con altri mezzi, altri strepiti, nel giallo capovolto della vita vera.



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