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(Categoria: Rosario A. Roxas)
Inviato da altrestorie
venerdì 17 agosto 2007 - 18:24:24

Le grandi manovre di Berlusconi mirano all’acquisto di quel simbolo, che però perde il carisma simbolico per diventare un marchio di fabbrica, un’apparenza, un contenitore vuoto da riempire con gli illusi, i delusi, i collusi.


logoDC.gifIl simbolo della Democrazia Cristiana è in vendita. Dopo esorcismi legali per determinarne la proprietà, è giunta la decisione; per arcani motivi, sembra che proprietaria del simbolo sia una delle tante diramazioni che ne rivendicava il diritto: non è l’UDC di Casini che adesso diventa utilizzatore abusivo, né tanto meno la “Nuova Democrazia Cristiana” di Giuseppe Negri.
Risulta essere detentrice del marchio di fabbrica “Democrazia Cristiana”, fondata da Giuseppe Alessi e, oggi, guidata da Giuseppe Rizza.
La pronunzia è della Corte di Appello di Roma e subito sono iniaziaate le grandi manovre.
Ne traccia l’itinerario “Libero” il quotidiano meno letto d’Italia e più sovvenzionato, organo ufficioso di FI e portavoce ufficiale di tutto ciò che Berlusconi non osa dire in prima persona.
Le grandi manovre di Berlusconi mirano all’acquisto di quel simbolo, che però perde il carisma simbolico per diventare un marchio di fabbrica, un’apparenza, un contenitore vuoto da riempire con gli illusi, i delusi, i collusi.
Ma il simbolo appartiene agli iscritti non ad una sola persona, ma c’è rimedio; basta convocare un congresso straordinario, prenotare per l’occasione una cabina telefonica per ospitare il plenum e decidere la vendibilità del “prodotto”.
Per chi acquista è un altro paio di maniche; è la copia del parvenu arricchito che compra un titolo nobiliare o una laurea sudamericana per fregiarsi di titoli ridondanti, non avendo null’altro da esibire.
Si compra l’immagine, il contenitore, non le idee che furono di Sturzo, Alessi, De Gasperi.
(Da Wikipedia) Il partito fu fondato da Alcide De Gasperi nell’ottobre 1942 assieme ad esponenti del disciolto Partito Popolare Italiano (PPI) di don Luigi Sturzo, del Movimento Guelfo d’Azione di Piero Malvestiti e ad intellettuali provenienti dalle organizzazioni cattoliche, come l'Azione Cattolica e la Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI). Tra i fondatori, oltre a Sturzo e De Gasperi, si ricordano: Mario Scelba, Attilio Piccioni, Camillo Corsanego e Giovanni Gronchi del PPI, Aldo Moro e Giulio Andreotti dell'Azione Cattolica e Amintore Fanfani e Giuseppe Dossetti della FUCI e Giuseppe Alessi, primo presidente della Regione Siciliana, che creò lo stemma successivamente modificato da Luigi Sturzo.
Si compra la storia oppure le paginette cartacee sulle quali la storia è scritta ?
Berlusconi non va per il sottile, gli serve un’immagine da sventolare al popolo, così, con lo stesso metro, potrà anche acquistare una divisa da cardinale e proporre omelie santificanti, o titoli nobiliari che Vittorio Emanuele gli venderebbe di buon grado per fare cassa.
Così la Democrazia Cristiana non partecipa ad una riflessione politica, ad un nuovo risorgimento italiano, ma molto squallidamente si ritrova al centro di una trattativa commerciale dove potrà spuntarla chi offre di più.
Possiamo attribuire a Berlusconi la famosa frase che fu di Massimino, presidente del Catania calcio, quando esibiva il suo potere d’acquisto: “C’è chi può e chi non può;…io può”.





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