News: SE LO CONOSCI LO PREVITI
(Categoria: ITALIA)
Inviato da altrestorie
giovedì 04 ottobre 2007 - 23:21:24

Se puta caso escono le motivazioni della sentenza Mondadori a carico di Previti & C. in cui si legge che Berlusconi possiede la prima casa editrice italiana grazie a una sentenza comprata con soldi suoi, si sorvola.


Proseguono senza sosta le indagini del Tg1 sui crimini di Beppe Grillo. Il tg dell’anglosassone Raiotta ne ha scovato un altro davvero agghiacciante: uno dei 300-400 mila frequentatori quotidiani del blog del comico ha infilato un piccolo commentino negazionista filonazista. Appena se ne sono accorti, i responsabili del blog l’hanno cancellato, ma è praticamente impossibile, su 3 mila interventi al giorno, bloccarne uno prima che finisca in rete. Ma l’anglosassone Raiotta ha ritenuto che la cosa meritasse addirittura un servizio nell’edizione delle 20 di domenica. Nemmeno il V-Day aveva avuto tanto risalto, il Tg1 gli aveva riservato un frettoloso comunicato da studio di 29 secondi netti. Il giornalismo anglosassone è fatto così: quando si mobilita un milione e mezzo di persone in 200 piazze raccogliendo 350 mila firme, tre parole tre; quando un tizio scrive una cazzata su un blog, servizio completo.

Se puta caso escono le motivazioni della sentenza Mondadori a carico di Previti & C. in cui si legge che Berlusconi possiede la prima casa editrice italiana grazie a una sentenza comprata con soldi suoi, si sorvola. 
 
Casomai restasse tempo tra un crimine di Grillo e l’altro, segnaliamo all’anglosassone Raiotta uno scoop de Il Romanista. Riguarda le telefonate intercettate tra Previti e il presidente della Lazio, Claudio Lotito, per segnalare un promettente portierino delle giovanili biancocelesti che, pura combinazione, si chiama Umberto Previti, figlio di Cesare. Il 7 aprile 2006 Previti chiama Lotito: «Claudio, io so’ stato sempre ’na persona seria, ’na persona perbene, lo sai, non ti ho mai detto niente de mi fijo, ma che mi fijo venga discriminato e trattato a carci in culo da gentarella da quattro sordi che hai messo a rappresenta’ ’a gloriosa maglia biancoceleste, io questo proprio non te lo consento proprio, io faccio un casino. Proprio veramente succedono lì delle cose da basso impero, con un generale da operetta che non capisce un cazzo di calcio e che caccia via i ragazzi bravi e difende quelli che non hanno le qualità manco più elementari. Ma stiamo scherzando? Mio figlio viene mortificato da un anno, e io mi sono rotto il cazzo, nel vero senso della parola». Lotito, in un secondo, si vede passare davanti agli occhi tutta la vita, e farfuglia: «Ora prendo in mano il settore giovanile».
Ma Cesare non sente ragioni.
Mica per il figlio: per spirito sportivo: «Queste cose non le posso sopportare come laziale, perché tu sai che ogni laziale si sente laziale come patto d’onore con Dio. Noi non siamo come i romanisti». Una questione religiosa. Poi, certo, c’è anche quel povero Umberto che «lo mandano a fa la riserva in un’altra squadra, per fare rientrare un cattivo soggetto per levare il posto di Umberto, il quale continua a riscaldare con il suo riverito culo la panchina», mentre, a suo parere spassionato, «è a livello de giocare in qualsiasi squadra de prima serie, cazzo!». Ma è discriminato «perché se chiama Previti». Lotito ammette che «il fatto è grave», anche perché prima «nelle giovanili c’era parecchia corruzione» e nessuno meglio di Previti può capire il problema.
Infatti Cesarone intima di moralizzare l’ambiente cacciando «i raccomandati de papà». Non suo figlio: tutti gli altri. Lotito provvederà a fine campionato, ma a papà Cesare non basta: «Adesso io c’ho il problema di mio figlio, è un problema immediato, perché mi fijio seduto ’n panchina pe’ fa’ gioca’ ’n raccomadato».
Lotito: «Chi è ’sto raccomandato?». Previti: «Luciano, Luciani, Apollo, che ne so, uno arto e grosso, tecnicamente non vale un cazzo perché è solo grosso e fregnone e mi fijo s’è fatto mezzo campionato de panchina… ’na cosa inaccettabile sul piano mo-ra-le!». Ci vuole «una scossa» etica, altrimenti «se qualcuno se ne esce fuori con un giudizio tecnico negativo je spacco la faccia!». L’11 aprile Previti ritelefona per comunicare che «nun l’han fatto giocare manco oggi», ergo Lotito deve «cacciare» tutti «rispettando, oltre ai colori della Lazio, anche gli amici». Ma poi tutto va a buon fine: oggi Umberto Previti è il terzo portiere della Lazio in serie A, e Lotito gode ottima salute.
La questione morale, alla fine, trionfa sempre.
  
di Marco Travaglio - L’Unità del 2.10.2007

tratto dal Blog Bananabis



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