News: LA TESI DI DIARIO
(Categoria: 11 /9)
Inviato da altrestorie
giovedì 02 novembre 2006 - 21:12:30



Deaglio, ottimo giornalista, spara a zero sulle tesi "complottiste" sull'11/9, ma per farlo usa un' inchiesta screditata, di una società che ha interessi col governo americano, senza verificarne le affermazioni, senza approfondire, senza alcuna ricerca. Francamente un giornalista di inchiesta rigoroso come lui, avrebbe dovuto fare di meglio. Ed avrebbe dovuto avere meno arroganza per quelle che lui chiama le "balle" dei complottisti, ma che sono  frutto di documentate ricerche, testimonianze di peso, controlli accurati di foto e dati. Una grossa delusione, soprattutto perchè spinge al dubbio che questa sorta di controcontroinchiesta sia un'operazione commerciale per rilanciare "il Diario".
 



 
L'articolo in forma di lettera aperta sotto è stato inviato alla redazione di Diario, in forma ridotta per evitare che la redazione della testata lo cestinasse, come è probabile facciano di solito le redazioni per le lettere troppo lunghe. Consiglio la lettura integrale dell'articolo che trovate QUI.
Eventuali risposte saranno pubblicate. Alcuni brani saranno riportati anche nell'articolo sotto.
 

Egregio Deaglio ho appena finito di leggere la vostra “contro-controinchiesta”, in cui definisce, un po’ spregiativamente in verità, le ipotesi complottiste, come una "colossale balla". Seguo la sua  rivista con enorme interesse, ritenendola un ottimo giornale, capace ancora di fare inchieste. Altrettanto stimo lei, autore dell'inchiesta, che  mi pare persona di indubbia onestà intellettuale oltre che di indubbie capacità professionali.
Francamente però, proprio per la stima che ho,  la limitatezza della sua controinchiesta, mi lascia alquanto stupito.
Sono il primo a ritenere che si siano messe in giro troppe panzane, a cominciare della fandonia che gli ebrei che erano nelle Torri furono avvisati di non andare al lavoro. Cosi l’ipotesi delle torri minate non convince del tutto, perché la caduta non sembra quella di una demolizione, dato che il crollo comincia dall’alto.
Ed è anche probabile che le ipotesi complottiste contengano errori marchiani, come alcuni segnalati da lei.
Ma mi pare che si limiti  a cercare di smontare alcuni dettagli, anche se non irrilevanti, perdendo il quadro complessivo.
Innanzitutto c’è una questione di metodo.
L’inchiesta per i “blue jobs” di Clinton è costata 50 milioni di $ circa, quella sull’11 settembre solo un paio. Per un evento che ha cambiato il corso della storia sarebbe lecito fugare ogni dubbio.
Tale dovere spetta all’amministrazione americana. Non sono certo i complottisti a dovere dimostrare che le loro ipotesi reggono. E’ il governo a dover spiegare le tante incongruenze. Le ipotesi di complotto sono nate e si sono alimentate,  perché chiunque approfondisce l’argomento si rende conto che molte cose non quadrano. Ci sono poi alcune premesse assolutamente indispensabili , propedeutiche direi, ma che lei sorvola in scioltezza. E sono tutti fatti, non ipotesi.

1) Bin Laden è uomo della Cia da sempre, cresciuto, allenato, armato, finanziato da loro, in funzione antisovietica. Senza andare troppo lontano non è pensabile non fosse “monitorato”. E se è vero che adesso pare rivendichi, anche con i video/testamento dei kamikaze, la paternità dell'attentato, è altrettanto vero che all'inizio, non c'è assolutamente alcuna rivendicazione chiara. Perchè i video escono ora e non sono usciti a suo tempo? Per le ragioni che dite voi, cioè che Bin Laden si è sentito spogliato del copyright, o perchè l'amministrazione americana sempre più in affanno, aveva  bisogno di fermare il mare di polemiche che la sta sommergendo? Dietrologia? Credo che sia un 'ipotesi da dimostrare alla pari della sua.

2) I legami tra Bin Laden, la sua famiglia, i sauditi e la famiglia Bush  direttamente e tramite la Carlyle, sono provati, lontani nel tempo, non smentibili.

3) Le speculazioni finanziarie fatte sulle compagnie aeree nell’imminenza dell’attacco.


Aggiungiamoci la denuncia pubblica al congresso e sulla CNN
del senatore repubblicano K. Weldon,
che accusa  i servizi di aver saputo prima dell’attività di M. Atta (uno dei piloti dell'11 settembre), da alcuni agenti, nell’ambito dell’operazione “Able Danger”,  e di aver costretto tali agenti a non testimoniare e di praticare “forti pressioni” su di loro. Inoltre accusa la commissione di essersi rifiutata di sentire la testimonianza di detti agenti. Vedi il filmato dell'intervento del senatore al congresso e la sua intervista alla CNN  QUI. Complottista pure lui? I soli tre fatti  precedenti, e la denuncia del senatore Weldon, sarebbero, sono, bastevoli a sollevare più di un dubbio e la legittima richiesta di chiarimenti veri. Anche un solo dubbio su questa vicenda deve essere chiarito. L'amministrazione americana ha il dovere di fare il possibile e l'impossibile per dare ai cittadini la tranquillità che il "loro governo" è li a per proteggerli e non invece di tramare nell'ombra per fini imperscrutabili. Nessun dubbio può rimanere su una vicenda che , come detto più volte, ha cambiato il corso della storia. Non rendersi conto di questo è tragico, in  quanto non attribuisce alcun valore al rapporto di fiducia necessario tra amministratori e amministrati, governo e governati. Qualunque domanda, in democrazia, non può essere considerata scomoda, stupida, inutile, "complottista". Davvero è accettabile che l'inchiesta sull11 settembre sia trattata come meno importante della vicenda Levinsky-Clinton? Ed è giusto dare sprezzantemente del "complottista" a chi chiede chiarezza? Se poi entriamo nei dettagli mi pare che la faccia troppo semplice. Sul crollo delle torri nella sua inchiesta leggiamo: Per Popular Mechanic, che presenta i lavori di alcune centinaia tra accademici, esperti in demolizioni e analisti delle immagini fotografiche, ognuno dei due Boeing che colpirono la struttura portava con sé 37.800 litri di cherosene che brucia tra i 1.100 e i 1.200 gradi. La massa di liquido trovò la sua strada verso il basso tra l'acciaio del guscio e la vuota intercapedine che ospita i vani degli ascensori, delle tubature e dei tramezzi. Il calore aumentò per l'incendio, piano dopo piano, di moquettes, tende, carta, mobilio e materiale divisorio. Calore e successivi incendi hanno causato il collasso della struttura di acciaio (che fonde effettivamente a 1.500 gradi, ma perde il 90 % delle sue proprietà già a 1.000 gradi). Gli sbuffi che si vedono sono l'effetto di espulsione d'aria, dovuta agli incendi. Se il collasso fosse stato opera di un'esplosione, l'edificio sarebbe crollato dalla base e non dall'alto.Le torri crollano dall’alto è vero. E questo mi ha lasciato perplesso, rispetto alla tesi del "complotto". Ma se la testimonianza dell'esperto in demolizioni e il fatto che cadano dall'alto ha sicuramente un  valore, che valore bisogna dare alle dichiarazioni di uno dei progettisti, l'ing. De Martini? Ne potete vedere  la testimonianza in un breve filmato QUI. Stesso discorso per le testimonianze del prof. Jones (vedi filmato QUI), fisico dell'università dell'Utah? Sono diverse tesi a confronto, tutte provenienti da studiosi, tecnici, addetti ai lavori. Perchè mai le tesi a sostegnmo della verità ufficiale sono più scientifiche delle altre che sono solo "balle". Quello che poi davvero non è accettabile è la tesi sul crollo della torre 7. Ho già detto che il crollo dall'alto delle Twin Towers, lascia perplessi se si pensa ad una demolizione controllata. Con qualche sforzo, è possibile accettare la tesi ufficiale. Ma che il crollo della torre 7  secondo gli esperti  è stato causato dall'azione combinata del calore sprigionato e dai danni materiali provocati dal crollo delle torri adiacenti" suscita francamente ilarità Centinaia di fotografie e filmati dimostrano che la torre 7 non fu interessata da incendi di grosse proporzioni. Non c'era la presenza di cherosene che secondo lei spiega il crollo degli altri edifici. Risulta anche difficile capire quali siano stati i danni a seguito della caduta degli altri edifici, crollati  su se stessi, in verticale, in maniera "chirurgica" quasi. Nessun detrito di dimensioni apprezzabili si è abbattuto sulla torre 7. Allo stato la torre sarebbe caduta per "simpatia" con gli altri edifici? Se le tesi complottiste sono balle, questa cos'è? Ed è un caso che nella torre 7 fossero gli archivi della Sec, la nostra Consob, dove erano registrate le contrattazioni della borsa, comprese le speculazioni sui titoli delle compagnie aeree di cui si è parlato sopra? E' sicuramente dietrologico pensare che in tal modo si è raggiunta la sicurezza di non potere più "tracciare" i soldi usati in quella speculazione. Cioè sapere chi le ha fatte. ma cosa ci resta se non la dietrologia di fronte a tante reticenze e bugie? Obiezioni simili ci sono da fare circa il mancato intervento dei caccia. Secondo la tesi che lei riporta "I ritardi furono causati dalla struttura della catena informativa, non adeguata a reagire prontamente a un evento senza precedenti". Ma nel film Confronting the evidence , in molti documenti, e anche nella foto sotto, guardando i percorsi dei 4 aerei, si rimane stupiti nel vedere come hanno svolazzato nei cieli più protetti del mondo, senza che almeno uno, diciamo il quarto (quando l'evidenza dell'attacco era palese), fosse in qualche modo fermato.percorsi_arei.jpg . Guardate la foto affianco. Tutti gli aerei hanno in primo momento puntato in direzione diversa dall'obbiettivo, salvo poi invertire la rotta, tutti dopo che un aereo precedente avesse raggiunto il bersaglio, con una sincronia difficile da ritenere casuale. Questa  sincronia del movimento dei quattro aerei, dà l'idea della mano di un regista esterno a guidarli  ed informarli di quando invertire la rotta e puntare ognuno sul rispettivo bersaglio. Ovviamente un tal regista avrebbe dovuto a vere a disposizione il radar, il tracciante per i trasponder, comunicare in qualche modo con i piloti. Insomma avere la tecnologia per fare quello che nella sua inchiesta, il Norad non era in grado di fare. Quantomeno stupefacente!! Per quello che mi riguarda, ci sono due cose che, fin dall’inizio, mi hanno lasciato stupito. In primo luogo il fatto che in quel macello delle due torri, tra tonnellate di macerie sbriciolate, si sia trovato guarda caso, il passaporto di uno degli attentatori. Si è fuso il metallo rinforzato delle torri, ma il passaporto, di carta e non di amianto, è uscito indenne dall’immane esplosione di tonnellate di cherosene che hanno liquefatto l’acciaio. Se la fiammata provocata da migliaia di litri di cherosene ha provocato una temperatura  di circa 1000 gradi, in grado di indebolire l'acciaio rinforzato delle torri, come è possibile che un oggetto cartaceo, un passaporto, abbia resistito a tale rogo? Eppure è presumibile che Atta, essendo il pilota kamikaze, fosse nella cabina di pilotaggio, cioè nella parte dell'aereo che ha sopportato la maggiore violenza dell'impatto e il quasi completo rogo del cherosene. E non è altrettanto strana la coincidenza che si siano ritrovati altri documenti e lettere che hanno permesso l'individuazione dei terroristi? L’altra cosa che mi rimase perplesso,  è la storia del Pentagono.  Lei  liquida   la discussione dicendo che c’è l’esame del DNA, dei passeggeri e dei terroristi. Quindi cosa altro si andrebbe cercando? A parte che vengono sovvertite le leggi della fisica, con l'aereo capace di fare un buco più piccolo delle sue dimensioni, c'è un altro fatto che a me lascia a dir poco perplesso.  La storia delle  identificazioni mi ha lasciato stupefatto dall'inzio, per la sua insostenibilità. Visto che la versione ufficiale , per spiegare la mancanza di resti dell’aereo, parla di “vaporizzazione” dello stesso, come è possibile che a meno di 48 h fossero disponibili le identificazioni delle mappe dna  non solo dei passeggeri, ma perfino dei terroristi? Ammesso che sia stato possibile recuperare brandelli di cellule umane, in seguito alla vaporizzazione, con che cosa si è confrontato il dna dei terroristi? I servizi americani dispongono di un archivio dna di tutti i sospetti o di tutti gli arabi? Ed è possibile in meno di quarant’otto ore eseguire il test di 180 persone e confrontarli? Voi ci credete? Io francamente no. Mi viene un 'altra considerazione. Gli aerei delle torri vengono ritenuti cosi solidi, che l'impatto ha minato la resistenza di torri in acciaio, costruite per resistere all'urto di un boeing 707, come testimonia l'ing De Martini. Ma lo stesso areo diviene fragilissimo, fino a vaporizzarsi per potere spiegare l'assoluta assenza di resti intorno al Pentagono. Chiudo con un'altra domanda: perché l’amministrazione americana, per troncare la ridda di voci che addirittura l’accusava di avere montato un immane complotto, non ha sentito il bisogno di mostrare un video chiaro dell’aereo abbattutosi sul Pentagono , visto che hanno sequestrato decine di cassette da decine di punti di osservazione ? Invece quando l’ha fatto ha mandato un video in cui non si vede niente,  taroccato pure? Eppure sulle due torri le immagini sono passate fino alla nausea. Quale plausibile motivo ha impedito che si facesse lo stesso per il Pentagono Ah dimenticavo. Io ho spulciato la rete, in italiano e in inglese, da ormai  5 anni. Delle testimonianze citate da lei di persone che hanno visto il boeing, non vi è traccia. Quelli che testimoniano di aver visto un aereo parlano di un aereo  "piccolo", forse un "caccia", "da turismo" , un missile..nessuno parla di un boeing Sto parlando di testimonianze ascoltate dalla fox, e dalla CNN, dall’ABC. Complottiste pure loro che occultano testimonianze decisive che “scagionano”  l’amministrazione americana? Ma usciamo dalla disputa sul  dettaglio, perchè non credo sia questo il modo giusto per affrontare la questione. Ad ogni tesi è possibile una controtesi, altrettanto valida, logica, scientificamente supportata. Per questo motivo sarebbe necessaria una verità ufficiale, seria, frutta di un 'inchiesta vera, che non puntasse a confermare la tesi ufficiale, ma  a capire cosa realmente e successo. Come è possibile che il Pentagono, il posto più protetto del globo ( o che dovrebbe esserlo) sia stato violato con tale relativa facilità? In questo modo se fosse dimostrato che la tesi ufficiale è l'unica attendibile, che i dubbi sono frutto di caso, invenzione, millanteria, cattivo ricordo, depistaggi dei terroristi, saremmo tutti più sereni sapendo che l'amministrazione Bush lotta per la difesa della democrazia e non per il petrolio. Mi permetto anche di segnalarle "l'ingenuità" del suo discorso quando afferma, in maniera chiaramente ironica: "Altro deve essere successo, si sostiene. Altro, qualcosa di  grosso, e qualcuno   deve essere reso colpevole per il fallimento della propria sicurezza. Altro, anche se questo comporta l'omertà di i migliaia (o decine di migliaia) di persone e la depravazione morale di tutti i politici e i militari"". Ma lei pensa davvero che un complotto si organizza coinvolgendo migliaia di persone? In primo luogo parliamo di personale militare, o comunque dei servizi di difesa, quindi abituato ad obbedire senza fare troppe domande. Forse che i soldati vanno in missione, con gli ordini di "separate a quello" sapendo del perchè lo si deve fare? Sparano e punto. Inoltre c'è un groviglio di interesse in questa faccenda che è enorme. I neocon che vedevano fattibile la realizzazione del loro sogno di aggredire una certa area del mondo ( quella che detiene le maggiori risorse energetiche); l'amministrazione Bush che in netto calo di consensi ha riottenuto il mandato grazie all'11 settembre, il proprietario delle torri Silverstein che ha incassato qualche miliardo di dollari dalle assicurazioni, specifiche contro atti di terrorismo ( se fosse dimostrato un complotto magari quei soldi non li beccherebbe); l'esercito che nella guerra vedano il rafforzamento del proprio potere; le compagnie petrolifere che si sono impossessate di riserve petrolifere aggratis come si dice; le industri belliche che vedono salire i loro profitti;  le industrie che lucrano sulla ricostruzione e sull'economia di guerra; perfino gli operai di queste industri che potendo fare straordinari avranno una paga migliore; coloro che hanno speculato sui titoli in borsa prima dell'attentato; coloro che non volevano far sapere chi aveva speculato sui titoli. Una simile catena di interessi fa si che molti non si facciano troppe domande, che alcuni si girino dall'altra parte, altri eseguiranno senza ordini conoscendo quali sono i desiderata di "coloro che contano". Mettiamo i piloti degli F16 fatti decollare e poi richiamati. Sono militari eseguono ordini, sono abituati a non discutere la catena di comando, se a qualcuno viene il dubbio che quella manovra fosse un a "cazzata" penserà appunto a di incompetenza del comando, non certo ad una complicità coi terroristi. Se anche qualcuno capisce deve essere disposto a mettere in discussione la propria carriera, quando non la vita in fatti del genere, per amore di verità. Quanti sono disposti a rischiare? E fra quei pochi quanti saranno corrotti, ricattati, minacciati o "suicidati"? Per un complotto saranno sufficienti poche persone nei posti strategici, gli altri non avendo un quadro di insieme avranno difficoltà a capire perchè l'informazione viene filtrata, perchè è più semplice credere alla verità ufficiale, perchè qualunque mente si rifiuta di pensare che il governo di un paese democratico arrivi a tanto. E perchè se si rifiuta di accettare la realtà si scontrerà con un sistema di potere capace di tutto, anche di sopprimerlo. Un giornalista come lei non può non sapere che quanto dico è vero. Le faccio anche rilevare un 'altra cosa.
I "complottisti " seri, non quelli che ritengono Saddam l'autore delle stragi, compreso Luogocomune che ha fatto, in Italia, la migliore inchiesta sull' 11 settembre, non sostengono che i terroristi non esistano e che non siano gli autori dell'attentato. Sostengono che gli americani hanno lasciato che succedesse.
Perchè quest'amministrazione aveva bisogno di uno schock alla popolazione che consentisse l'attuazione di piani lungamente studiati.
E questa è la mia tesi. L'attentato l'ha compiuto Bin Laden magari a sua insaputa la Cia l'ha sostenuto, spianandogli la strada, facendo in modo che nessuno ponesse intoppi. E visto che c'erano, qualcuno che sapeva ne ha approfittato. Il Silversetin del caso, o quelli che hanno speculato con le put option. Assicurandosi nel contempo l'assoluta garanzia di cancellare prove, minando magari le torri perchè lo schock, la caduta di un simbolo, fosse abbastanza violenta per il popolo americano.
Anche questa può essere una versione  dietrologica. ma la rilegga alla luce delle parole di Brzezynsky, nel suo libro "La grande Scacchiera" : "Il compito più immediato è quello di assicurare che nessuno Stato o unione di Stati conquisti la capacità di espellere gli Stati Uniti dall'Eurasia, o anche di sminuirne in modo significativo il decisivo arbitrato. [...] Alla lunga, la politica globale diventerà sempre meno congeniale alla concentrazione del potere egemonico nelle mani di un singolo Stato. E quindi l'America non solo è la prima, oltre che la sola, vera superpotenza globale; ma probabilmente è anche destinata a essere l'ultima". Quello che afferma subito dopo l'ex consigliere alla Sicurezza Nazionale è di fondamentale importanza: "Inoltre, dato che l'America sta diventando una società sempre più multiculturale, può essere difficile suscitare consenso sulle questioni di politica estera, eccetto che nel caso di una minaccia esterna diretta, veramente grande e percepita in modo generalizzato". Ora cosa  ne pensa? In tutta onestà, ho comprato il vostro giornale aspettandomi un lavoro migliore. Pecco di cattiveria, pensando che abbiate semplicemente voluto raggiungere una fascia di pubblico che non vi leggerebbe altrimenti? E’ solo una battuta, ovvio.

Cordialmente

pummarulella 4/10/06







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