News: ARTICOLI SUI BROGLI
(Categoria: BROGLI ELETTORALI)
Inviato da ferocibus70
sabato 25 novembre 2006 - 13:50:35

La pentola si è scoperchiata e sappiamo cose fino ad ora mai apparse sui giornali.


Pare che la pentola si sia scoperchiata. Rimetterci il coperchio non sarà semplicissimo, anche se la fiducia che si sappia la verità non abbonda. Siamo sempre il paese dell' Italicus, di Piazza Fontana, del caso Moro, Pinelli, Ustica, dove si può restare latitanti per quarant'anni nel proprio paese ed  essere arrestati la notte dell'elezione più strana della storia repubblicana........Comunque vi aggiungo sotto due dei tanti articoli apparsi oggi, fra quelli che ritengo interessanti. Uno da Repubblica che racconta una storia mai uscita fino adesso, se non nella parte finale che le famose schede contestate da 40 mila divennero 3 mila. L'altra è un 'intervista ad uno degli autori del libro Il broglio. Con un po'  di attenzione si riesce a capire chi si cela dietro lo pseudonimo di Agente Italiano.
Vi aggiungo come al solito qualche riflessione se no che ci sto a fare ? 03.gif03.gif
Come già detto ieri mi colpisce l'atteggiamento di Fassino. Dice che è doveroso fare chiarezza. Sarebbe in primo luogo doveroso che ci faccia sapere perchè la notte delle elezioni ha annunciato la vittoria dell'Unione a scrutino non ancora terminato. Quelli di sinistra ci devono anche far sapere come mai ancora nessuno di loro alza la voce affinché siano pubblicati di risultati elettorali nel dettaglio, cosa non ancora avvenuta (non mi stancherò di ripeterlo) a sette mesi dalle elezioni.
Questo mi fa avere paura che questa storia finisca nel libro degli insoluti, come gli avvenimenti citati sopra. Aldilà delle grida indignate, delle minacce di calunnia, del finto stupore in realtà la destra non vuole conoscere alcuna verità, perchè le cose da spiegare , oscure, sono troppe. La sinistra ha paura che se viene fuori qualcosa di concreto  si possa tornare alle elezioni che sono sempre un' incognita. Mettiamo che il rischio che sto parlamento vada a cosa, trova sicuramente l'opposizione della maggioranza dei neoletti nei due schieramenti che altrimenti non maturano la pensione, ed abbiamo un quadro completa.La questione è già molto delicata, trovare prove, soprattutto a distanze di tempo non sarebbe comunque  semplice, per cui oltre a provare il broglio bisognerebbe insistere per avere spiegazioni complessive.Possibilissimo che a seguito dell'imbroglio informatico, qualcuno, con tanto tempo a disposizione, si sia premurato di "mettere a posto" anche le schede bianche, votandole una per una nella maniera conseguente.
E vediamo i punti che dovrebbero essere chiariti. Aldilà dell'ipotesi Brogli. 1) Le relazioni tra il Ministro dell'Interno e l'Accenture, vincitrice dell'appalto per la gestione dello scrutinio  informatico, tra i cui dirigenti figura il figlio dello stesso ministro. In un paese normale sarebbe bastato questo per fermare tutto. 2) Sarebbe doveroso che il Ministro stesso ci spiegasse perchè durante uno spoglio cosi delicato, si allontana dalla sede istituzionale per andare a casa di Berlusconi a mangiare tranquillamente un gelato.
3) Perchè dopo le accuse di Berlusconi che c'erano 40 mila schede contestate, il cui riconteggio avrebbe capovolto il risultato, sempre il suddetto ministro ci ha messo tre giorni per chiarire che quelle schede  non erano 40 mila ma solo 3000? Possibile che ci voglia tanto tempo per controllare un errore cosi semplice?  Errore balzato invece immediatamente agli occhi di un cittadino, come riportato nell'articolo sotto. E chi l'ha fatto quest'errore? Come è satto possibile?
4) Vorremmo anche na spiegazione decente del crollo delle bianche.
5) Quali risultati ha dato la sperimentazione elettronica? Ci son stati problemi? E' filato tutto liscio? Dove stanno i dati raccolti con quel sistema? Come sono stati aggiunti a quelli raccolti tradizionalmente? Con un computer o manualmente?
6) Che fine hanno fatti i dati dettagliati, che devo essere pubblici per legge e lo sono sempre stati. Perchè a distanza di sette mesi non si trovano da nessuna parte? Qual'è il motivo della mancata pubblicità ?
7) Pisanu non ha pubblicato quei risultati. Ma Amato che fa? Dorme? Lui autentico democratico non sente il bisogno che tutto sia chiaro? La pubblicazione di questi dati servirebbe forse a chiarire se non tutto, buona parte della vicenda. Nonostante ciò non si vede  un dato, manco all'orizzonte.
Queste domande dovrebbero avere risposta anche aldilà dell'inchiesta sui brogli. Perchè l'assoluta trasparenza del momento clou della democrazia non può essere messa in discussione da nessuna ombra, nemmeno la più piccola. Ne va la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Fiducia che in Italia è già scarsa. Ma come potrebbe essere altrimenti se non ci danno spiegazioni convincenti  su questo e deve esser un giornalista a sollevare uno scandalo perchè qualcosa si muova.
Beh leggetevi gli articoli e speriamo che il mio pessimismo sia smentito.
 giuseppe galluccio 25/11/06


Da Repubblica
del 25/11  
ROMA - Il pomeriggio del 12 aprile 2006 il professore di statistica in pensione Pasquale Scaramozzino, seduto nel suo studio di Pavia, fa un salto sulla sedia. Il suo occhio esperto ha appena "pescato" nel riepilogo nazionale della Camera relativo alla Sicilia Orientale un dato abnorme, incredibile. Nella sola provincia di Catania ci sono ben 19.142 schede contestate. E anche a Enna il dato è strano: 1.972. Tanto per capire l'enormità della cosa, i voti contestati a Palermo sono 41, a ad Agrigento e Caltanissetta 3, a Trapani 0. Il professore ci pensa un po' su, fa qualche telefonata e poi invia quel foglio per un fax alla collega catanese Venera Tomaselli, chiedendole di vedere di capirci qualcosa.
A Roma, intanto, Silvio Berlusconi urla ai brogli e vuole ricontrollare una a una proprio le schede contestate della Camera che, stando ai dati disponibili sul sito del Viminale, sono ben 43.028. Il Cavaliere crede così di poter annullare i 25 mila di vantaggio dell´Unione grazie a quelle schede. Arriva perfino a pensare di tastare il polso al Quirinale sulla possibilità di emanare un decreto legge per ricontare i voti.
Un attacco a tutto tondo che in quel momento - ricorda Orazio Licandro, catanese, docente di diritto romano oltre che deputato del Pdci - «getta un'ombra di forte legittimità sulla vittoria del centrosinistra, apre inquietanti dubbi sulla stabilità politico-istituzionale, mette in grande imbarazzo Carlo Azeglio Ciampi che, in scadenza di mandato, deve conferire l'incarico di formare il nuovo governo. Uno scenario devastante dove ogni opzione politica diventa credibile». Oggi Licandro ricostruisce la vicenda anche in un'interrogazione a risposta immediata che insieme al leader del Pdci Oliviero Diliberto ha inviato a Romano Prodi e Giuliano Amato.
«Deaglio ha acceso una luce sulla vicenda delle schede bianche - dice Licandro - ma noi puntiamo l´attenzione sul dato delle schede contestate. Su quel dato, rivelatosi poi falso e bugiardo, Berlusconi ha costruito una campagna mass mediatica che mirava a destabilizzare il paese. Perché il Viminale ha aspettato fino al 14 aprile per correggere il dato delle schede contestate?».
Sono domande a cui dovranno rispondere Palazzo Chigi e Viminale. Che oggi sono occupati dalle "vittime" di chi ha sbagliato, o tentato di manipolare, i dati elettorali. Resta il fatto che un altro aspetto piuttosto inquietante delle ultime elezioni politiche emerge grazie all'occhio esperto di un professore, nel frattempo deceduto, e al lavoro paziente e testardo della professoressa Tomaselli.
«Ricordo benissimo che i quei giorni la stampa non faceva altro che parlare di quei voti contestati che, secondo Berlusconi, avrebbero potuto cambiare l'esito delle politiche. Ne parlava anche il New York Times. Ma la statistica è una cosa seria e quei numeri erano incredibili» dice la Tomaselli. Lei, prima ha controllato i verbali conservati al Tribunale di Catania e poi è andata alla fonte: la Prefettura di Catania. Qui cadono dalle nuvole. Tirano fuori il tabulato inviato al ministero dell' Interno dove alla voce schede contestate campeggia il numero 33. Un po' seccati dalla Prefettura avvertono il ministero che con calma riconteggia, aggiusta, lima, per quasi due giorni. Fino al famoso comunicato in cui fu annunciato al Paese che qualcuno aveva commesso un errore. Le schede contestate erano poche migliaia e non potevano in alcun modo influire sul risultato finale. Qualcuno aveva solo sbagliato a fare la somma, calcolando insieme voti nulli, contestati e bianchi.
«Chi ha sbagliato e perché?», chiede adesso la professoressa Tomaselli. In aprile, visto che erano in ballo, i due professori avevano continuato ad indagare. Scoprirono che in altre province c´era stato lo stesso problema. Per il Viminale a Como c'erano 6912 voti contestati, a Udine 6790, a Pisa 4281. In quattro province si concentrava quindi l´86 per cento di tutte le presunte schede contestate: 37.125. Più le schede di Enna che portavano il totale a 39.079. Una cifra che non è lontana dalle 43 mila schede che Berlusconi voleva ricontare, tenendo il paese in una pericolosa fibrillazione per settimane. Come a Catania, però, era tutto falso. A Como, per esempio, le schede contestate erano solo 108.
Oggi Diliberto e Licandro chiedono perché il Viminale ci ha messo tanto ad accorgersi di un errore che è subito balzato all'occhio di un esperto. E perché ci sono stati tanti intoppi nello spoglio e nella comunicazione dei dati? E poi: chi ha commesso, e dove e quando, tanti errori materiali? La professoressa Tomaselli aggiunge un'altra domanda. Perché il ministero ancora oggi non rende noti i dati disaggregati per ciascun Comune? In passato erano disponibili dopo tre mesi. Sono mesi che insegue quei numeri per le sue esigenze didattiche, ma ad ogni contatto con il Viminale si vede rimandare la consegna. «Forse - chiede dubbiosa - stanno facendo delle verifiche e dei nuovi conteggi?».


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Intervista ad uno degli autori del libro Il Broglio

«La sinistra sapeva, ora dovrebbe spiegare» -
Via mail, rìsponde «Agente italiano», nome collettivo per gli autori del «Broglio - Romanzo simultaneo», l'opera da cui Enrico Deaglio ha tratto il film «Uccidete la democrazia!».
Perché non vi rivelate? Deaglio ci ha messo la fac­cia.
Anche il nostro editore. Noi non potevamo.   
Chi siete? Giornalisti, scrittori, politici?
Gli estensori sono stati uno o due. Più altri per l'inchiesta. Potremmo essere giornalisti, scrittori, politici. O magari sondaggisti.
La tesi del vostro «romanzo» è questa: Berlusconi ha provato a scippare le elezioni.
Ci manca la prova regina, ma ci sono fortissimi indizi. In Puglia, nei comuni di centrodestra le bianche sono crollate molto di più che altrove. A San Nicola Garganico, le schede bianche ,     sono zero: abbiamo anche trovato una signora che ci ha detto di avere votato scheda bianca.
Il calo di «bianche» sarebbe fisiologico.
I due milioni in meno sono esattamente il 5% dei voti che mancano ai sondaggi. Il 5% che  Forza Italia si ritrova in più.
Per Deaglio le schede sono state «taroccate» con un software.
Per noi falsificate. Per questo il riconteggio non serve.
Pisanu, Casini e Letta avrebbero fermato Berlusconi?
È un'ipotesi. Ma è inspiegabile che Pisanu vada dal premier per 48 minuti bloccando lo spoglio.
Siamo una Repubblica fondata sui brogli e sul ricatto?
Il sospetto è che non sia solo da oggi.
Fassino sapeva?
Certo, la sinistra sapeva. La convinzione nella sede ds che ci fosse stato un broglio è reale e supportata da testimonianze importanti. Ci dovrebbero spiegare la retromarcia dei Ds dopo il voto.
Però la sinistra tace.
Non ha interesse: si tornerebbe al voto e la sinistra oggi quel 5 per cento in più lo sognerebbe.
Il vostro editore, Aliberti, è di Reggio Emilia, stessa zona di Prodi. Qualcuno noterà la coincidenza.
«A proposito di coincidenze, non è solo la stessa provincia ma anche la stessa città».
State lavorando a un seguito?
«Sì. Su come si sono comportati í partiti nel broglio. Se troveremo le conferme, ci sarà un'altra ipotesi scioc­cante».
Alessandro Trovino dal Corriere della Sera 25/11/06



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