News: PREVITI, IL SENSO DI GIUSTIZIA
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Inviato da altrestorie
sabato 02 dicembre 2006 - 12:39:51


"La prima singolarità affiora innanzitutto in una coincidenza. Nel collegio giudicante, il relatore (Arturo Cortese) - relatore anche oggi – aveva già affrontato un giudizio con Berlusconi imputato (corruzione della Guardia di Finanza). La responsabilità di Berlusconi (condannato in primo grado) era stata prescritta in appello.


D'Avanzo racconta ottimamente il caso Previti, sulla Repubblica di stamattina (2/12/06). Partendo dalle ricostruzioni nella relazione "Operazione traumatiche" di quel Pio Pompa dei servizi. La questione Previti - Berlusconi viene presentata come un complotto internazionale delle toghe che ingaggiano una  battaglia personale contro i nemici personali Previti e Berlusconi per motivi di odio politico. La versione viene sostenuta da gente come Jannuzzi, già condannato per false notizie, che si inventa addirittura incontro segreto tra magistrati internazionali, in Svizzera (Paciotti, Bocassini, Del Ponte, un procuratore spagnolo) che si incontrano per tessere una strategia per colpire Berlusconi  Previti.
La tragedia è che una parte dell'Italia ci crede nonostante le querele a Jannuzzi e, soprattutto, l'incredibilità assoluta di un evento del genere. Ora la cassazione (VI sezione) ha accolto le richieste dei difensori giudicando Milano non competente a valutare simile caso. La  questione è stata sollevato in ogni ordine e grado dalla difesa di Previti che sosteneva che Milano fosse incompetente. Questo perchè essendovi coinvolti dei magistrati ed essendosi consumato il reato a Roma, la competenza era delle procure di Brescia o Perugia. La cosa curiosa che la questione della competenza era stata decisa non dall'accusa bensì da una cinquantina di giudici che si erano occupati  a vario titoli dei vari gradi di giudizio: gip, gup, primo grado, appello, incidentalmente la stessa Cassazione per una questione sollevata dalla difesa. Insomma dopo tutti questi pareri ne arriva un ultimo a stravolgere le decisioni stabilendo l'esatto contrario. Perciò dopo unici anni di indagine e di processi, tutto ritorna alla casella iniziale come nel gioco dell'oca. Il processo riparte da zero, ma dovrà concludersi entro aprile perchè altrimenti interverrà la prescrizione. Sempre nello stesso articolo D'Avanzo rileva :
"La prima singolarità affiora innanzitutto in una coincidenza. Nel collegio giudicante, il relatore (Arturo Cortese) - relatore anche oggi – aveva già affrontato un giudizio con Berlusconi imputato (corruzione della Guardia di Finanza). La responsabilità di Berlusconi (condannato in primo grado) era stata prescritta in appello. Con una decisione, secondo gli addetti, «singolare», la sentenza della Cassazione invece di «uniformarsi a criteri e parametri normali, più conformi ai precedenti consolidati e alle collaudate prassi interpretative», si mosse su un terreno «difforme da ogni precedente», come scrissero i giuristi che se ne occuparono (Questione giustizia n.2, 2002). Berlusconi da prescritto divenne assolto nel merito.
Una scelta interpretativa difforme da ogni precedente è stata di nuovo la via imboccata dal relatore e dal collegio. Così singolare e difforme da muoversi contro le convinzioni – non della procura di Milano, queste sono sciocchezze – ma dell´intero sistema giudiziario che ha affrontato la corruzione organizzata da Cesare Previti (già condannato per questo reato) e anche dei criteri e dei parametri della stessa Cassazione. Forse, invece di andare a caccia di farfalle e fanfaluche, sarebbe più interessante incuriosirsi dell´originalità della sentenza salvapreviti, dell´imprevisto orientamento della Cassazione, riflettere sui sintomi di un quietismo togato che meglio di Franco Cordero non si può descrivere: «Ogni giudice integrato nel sistema assorbe tranquillamente eventuali errori, anzi non li vede; quando li veda, non gli fanno né caldo né freddo; lavorava a nome e per conto dell´istituzione; basta che uno navighi nella corrente giusta; la storia li diluisce questi miserabili fatterelli individuali".

Io credo di essere un garantista e sono convinto che la forma nel diritto è spesso sostanza e che la  violazione della stessa può creare gravi ingiustizie ed un mare di problemi. Ma sono anche convinto che chi giudica non può esimersi dal lasciarsi guidare anche ( ma non solo ovviamente) da un senso complessivo di giustizia E se è vero che la forma assume spesso risvolti sostanziale è anche vero che seppure i 50 giudici precedenti abbiano sbagliato, e l'ultimo abbia agito nel giusto, il senso di giustizia è ampiamente violato. Perchè Milano o Brescia che sia, Previti ha goduto nel modo più ampio delle prerogative concesse alla difesa, nessuna strada difensiva gli è stata preclusa, è stato giudicato  come detto da decine  giudici diversi in ogni ordine e grado...insomma la Corte avrebbe reso un servizio alla giustizia consentendo al processo di arrivare alla sua conclusione naturale. Sembra essere ritornati alla sentenze carnevalesche che mandavano assolti per cavilli meramente formali fior di delinquenti, rendendo inutile la macchina giudiziaria e gettando nello scoramento quanti si erano impegnati, spesso pagando con la vita, nella cattura dei delinquenti suddetti. Tutto questo se la Corte avesse giudicata in maniera serena, cosa di cui si dubita viste le strane anomalie segnalate da D'Avanzo. Insomma siamo un paese ipergarantista, nessuna ha come noi tre gradi di giudizio, più vari controlli intermedio, il tutto con l'imputato a godere della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva della Cassazione. Un meccanismo di cui poi possono beneficiari solo i soliti noti. Il ricorso alla cassazione costa un mucchio di quattrini, ed ovviamente è aperto solo a chi può godere di avvocati con tariffe da capogiro, che a furia di cavilli raggiungono spesso la prescrizione. Soluzione abnorme perchè risolve il reato non nella dialettica processuale, ma in qualche modo fuori di essa. Una delle probabili e nefaste conseguenze sarà che il Sen. Previti pregiudicato per altro reato,  cavillando con la giunta parlamentare, riuscirà a restare senatore, percependo l'indennità parlamentare che paghiamo con le nostre tasse. Ci sarebbe da discutere sul ruolo pedagogico della giustizia, ma è indubbio che vicende come queste segnano profondamente la fiducia del cittadino. Come mi chiedo spesso, penso   perchè mai un cittadino onesto debba sforzarsi di rimanere tale, di pagare le tasse, di educare i figli a certi valori, di impegnarsi spesso con sacrifico al rispetto della legge, di fronte ad accadimenti del genere?Altro risvolto insopportabile di questa vicenda sarà  che la macchina mediatica del berlusconismo farà passare questa sentenza come la sconfessione della procura di Milano e la dimostrazione del teorema della giustizia politicizzata. Continuando in quella teoria assurda ed insopportabile del complotto politico ai danni del cavaliere. Senza che la gente percepisca che, proprio per questa sentenza, è assurdo parlare di questo complotto, perchè l'ordinamento si  rivela con questa prescrizione assolutamente inadatto ai complotti.
Ma il senso di giustizia collettivo ne è ferito a morte.



giuseppe galluccio 2/12/06



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