News: LIDO DORATO
(Categoria: Napoletanamente)
Inviato da altrestorie
venerdì 08 dicembre 2006 - 23:34:47



Una cittadina del vesuviano, 16 omicidi negli ultimi tre mesi, sparatorie in pieno giorno, spaccio di stupefacenti, alla luce del sole, controllo capillare del territorio.



Ogni riferimento a fatti, luoghi e persone è frutto della fantasia dell'autore.shy.png


Provincia di Napoli, una cittadina infestata dalla camorra. 16 omicidi negli ultimi tre mesi,  spaccio di droga a cielo aperto,  24 h su 24, più semplice che in Olanda. Un territorio diventato invivibile perchè l'unica economia è quella Camorristica per cui sono coinvolti tantissimi. Compreso il governo cittadino. Una volta non era cosi. C'erano i pastifici ormai chiusi, c'erano le industrie. Grave errore insediare industrie pesanti della chimica e dell'acciaio, altamente inquinanti,  in un territorio a vocazione turistica, ma è altra storia.Oltre questo c'era la grande risorsa del mare, un mercato ittico fiorente. C'era lo spolettificio, un clima invidiabile molto mite, negozi e boutiques importanti. Una festa patronale che richiamava migliaia e migliaia di persone dal circondario. E c'era l'attrazione del Lido dorato, centinaia di metri di sabbia nerissima, con le terme dietro. La gente accorreva per curarsi artriti varie con le sabbiature ricche di ferro. La  sabbia è ricca di minerali perchè proviene delle eruzioni del vicino Vesuvio. Il lido aveva un ottimo ristorante e tanto spazio. La sera venivano a fare spettacoli i big del momento (Patty Pravo, Bongusto, Di Capri...). Era polo di attrazione di giorno per gli abitanti dell'entroterra. Di sera e di notte si cantava e si ballava. C'era quasi un km di spiaggia nerissima con decine di lidi attrezzati e una grossa  spiaggia pubblica. La sera il rinomato ristorante dove si mangiava benissimo a base di pesce, frutti di mare, mozzarella tipica, consentiva una vitalità davvero piacevole. Ma poi venne l'inquinamento del golfo e anche ambientale: il periodo delle sigarette di contrabbando. Proprio la presenza di un litorale basso e sabbioso favoriva gli sbarchi clandestini dei motoscafi blu che partivano dal porto. Gli enormi motoscafi andavano a 20 miglia fuori dalle acque territoriale dove aspettava una nave. Caricavano le sigarette  poi  ritornavano . Alcuni attraccavano di nuovo nel porto dove avveniva lo scarico. Altri invece aspettavano un po' al largo, dove venivano raggiunti da "zatterelle", piccole barche a motore senza chiglia. Si trasbordava il carico e le zatterelle arrivavano fin sulla spiaggia sabbiosa dove poi si avviava il carico ai depositi clandestini (!). Andare sul porto la sera a vedere "lo scarico delle sigarette" era uno spettacolo che richiamava tanta gente. Soprattutto ragazzi. Magari capitava qualcuno che ti chiamava : "Guagliò viene accà, dance na mano". Cosi si prestava aiuto nello scarico, tranquillamente. Dopo si veniva premiati con una stecca o un diecimila. Cosi l'economia illegale prese il sopravvento. La rotta del traffico delle sigarette ben presto divenne la rotta della droga. E la città è stata da allora, tranne brevi intervalli, fiorente centro di spaccio. Si trova qualunque droga, con estrema facilità a tutte le ore del giorno, a prezzi bassissimi. Altro che liberalizzazione!! Il diffuso clima di illegalità e l'allontanamento della gente perbene dal lido a causa dell'inquinamento (di tutti i tipi), fecero decadere quell'attrazione. La gente varcava l'ingresso dicendo semplicemente "buongiorno". Quella parola semplicissima indice di educazione era diventato il simbolo di appartenenza a quello che oggi si chiama "o' sistema". Passavi, guardavi il bigliettaio dicevi buongiorno con sicurezza e quello non osava manco replicare. Poi divenne quasi un gioco. Tutti entravano in quel modo, anche io, perchè nessuno poteva distinguere il delinquente dal ragazzo che approfittava della situazione. Chi stava alla porta era stato malmenato più di una volta e non ci stava a farsi 'mazziare'. Perciò se pagavi spontaneamente  bene, se no quello non faceva un fiato. Ad un certo punto non ci fu manco la parvenza di filtro all'ingresso. Niente più bigliettaio.  Ben presto quel poco di gente che andava ancora al lido pagando il fitto di una cabina (piccoli chalet in legno adibiti a spogliatoio) per tutto l'anno, smise di farlo. Il Lido rimase abbandonato completamente a se stesso. Una sorta di terra di nessuno. Niente più manutenzione, la  sabbia infetta perchè non più curata. L'ingresso fu chiuso ma la gente entrava lo stesso da varchi abusivi, o dalla spiaggia. Il proprietario, per meglio dire il titolare della  concessione, fu costretto a cederla.  Spesso mi sono chiesto se vi fu una strategia! La rilevò un   tale Giovanni Garofalo. Giovanni era un tipo un po' strano. Una famiglia che si era arricchita con le sigarette l'usura, aveva man mano acquistato un intero quartiere popolare dove i vari componenti avevano delle attività: un bar, una salumeria, un mobilificio, una pescheria... In verità tutte brave persone. Non vi meravigliate l'attività delle sigarette era una cosa "legale", o quasi, tutta la città ne era parte, bene o male. La borghesia ricca vi investiva, la finanza pigliava le mazzette, i negozi lucravano sulla gran quantità di denaro facile che girava, insomma  l'economia andava. Molti poi si riciclarono in affari puliti. La famiglia di Giovanni lo fece, lui forse no. Personaggio abbastanza arrogante e  presuntuoso, facile alla lite. Ma davvero non cattivo, nel senso che non era un delinquente vero. Solo che era impregnato della  cultura dell'illegalità, fino al midollo. Impregnato di quella cultura che ti impedisce di capire cosa è giusto e cosa è sbagliato in una società civile. Giovanni rilanciò il Lido. Fece anche una piccola piscina, ma soprattutto ristabilì l'ordine. Chiunque provasse a dare fastidio, giocare a pallone, entrare abusivamente veniva redarguito con una sonora "mazziata". Una rete chiudeva l'accesso dal litorale, che per altro avrebbe dovuto essere consentito. Una guardia armata sorvegliava quell'accesso. Si armata, avete capito bene. Non era consentito manco l'accesso a coloro che d'inverno, a lido chiuso, solevano fare footing sulla spiaggia, vicino al mare. Più di uno che ha provato a far valere il diritto di passaggio sulla zona demaniale è dovuto ricorre alle cure del pronto soccorso. Ma comunque il Lido riprese vita. In fondo era un bel posto, ed anche se non si poteva fare   quasi mai il bagno, dato che il mare era una cloaca, c'era tranquillità, il sole e delle docce di acqua minerale fantastiche. Il caffè del Lido fu rilanciato, la sera si ballava  e c'era il pub. Riprese la proiezione  di film all'aperto. Per una città che non  offriva niente era qualcosa. Non importavano le chiacchiere che giravano sul concessionario, cioè che fosse il prestanome di una delle famiglie camorristiche della zona, che aveva investito in quell'attività . E manco importava se Giovanni fosse stato coinvolto in due sparatorie in pieno giorno, per litigi personali e per difendere il padre anziano da un 'aggressione. Giovanni poi subì un ferimento, abbastanza grave ma se la cavò. Sconosciuti gli autori ed il movente. Due anni fa il Lido viene chiuso per sospetto di collusione camorristica e riciclaggio. Giovanni fa opposizione, ricorre, finalmente il tar gli da ragione. L'estate scorsa riesce a riaprire, ma durante la stagione balneare interviene nuovamente  la Procura che rimette  i sigilli. Si dice che Giovanni sai in difficoltà economiche. Probabilmente il socio occulto vuole rientrare dell'investimento, Giovanni prova a far fronte con i suoi beni personali.  Ma forse non basta, perchè Giovanni viene trucidato con 16 colpi diversi al viso, quattro giorni fa, in pieno centro, davanti a tutti. Qualcuno dice che il vero motivo è che lui volesse liberarsi del socio occulto ed ingombrante. Comunque sia lui è morto. Sulla stampa locale i titoli parlano di un notissimo imprenditore ammazzato dalla camorra. Manifesti anonimi in città cantano la bontà di Giovanni che da ragazzo aveva avuto il sogno di rilanciare il lido dorato. Vero che la morte induce pietà, sempre e di fronte ad essa si china il capo. Ma spesso la si affronta in silenzio e  la morte non cancella il passato comunque.  Che Giovanni non sia stato un delinquente forse è vero. Ma aveva preso parte a conflitti a fuoco,  aveva fatto il contrabbando, violava sistematicamente la legge (anche se lo fanno in molti)  nella gestione della sua attività che era stata chiusa perchè in odore di mafia. Allora se lui era una persona perbene quelli che hanno vissuto senza conflitti a fuoco, senza contrabbando, senza avere soci strani, che cosa sono? Forse i soliti fessi!!fessi!! >pummarulella 8/12/06

pummarulella 8/12/06







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