News: COCAINA: USO ED EFFETTI
(Categoria: Canapa e Droga)
Inviato da altrestorie
domenica 10 dicembre 2006 - 17:44:53




Le foglie di coca vengono tenute in bocca, insieme a un po' di cenere, calce o altra sostanza basica, in un bolo all'interno di una guancia (acullico), e succhiate a lungo; oppure vengono usate per preparare un infuso caldo (mate de coca). Il cloridrato di cocaina, che è una polvere bianca solubile in acqua, si "sniffa" o si inietta.




A cura di Claudio Cappuccino  tratto da http://www.fuoriluogo.it/schede/coca.htm 
Che cosa sono

Coca è il nome generico di diverse specie di arbusti (le più importanti sono Erythroxylum coca e Erythroxylum novogranatense) coltivati da secoli soprattutto in Perù e Bolivia. L'uso di foglie di coca è ancora oggi un elemento fondamentale ("Mama coca") della vita quotidiana sull'altopiano andino. Al tempo degli Incas, la coca era considerata sacra, dono del Dio Sole, e veniva usata in tutte le cerimonie religiose e nei riti divinatori. I miti, le leggende, e i reperti archeologici (gioielli, ceramiche e persino oggetti della vita quotidiana) di tutte le diverse culture andine pre e post-incaiche testimoniano il ruolo centrale della coca. Nelle parole di C. Gutiérrez-Noriega: "Mai una droga ha avuto così grande importanza nella vita di un popolo". La cocaina è il principale alcaloide estratto dalle foglie di coca.
P
roduzione illegale 1996 (stime ONU)

Foglie di coca più di 300.000 tonnellate; cocaina più di 1000 tonnellate.
 
Che effetti fanno
Le foglie di coca sono un blando stimolante e tonico. Rendono più tollerabile la vita ad alta quota, alleviano la stanchezza, combattono il soroche (mal di montagna), calmano i morsi della fame. Inoltre, integrano la povera alimentazione dei contadini dell'altopiano con il loro contenuto in vitamine, calcio, ferro, fosforo e oligoelementi. La cocaina (isolata nel 1859) ha tre fondamentali azioni farmacologiche: è un anestetico locale, un vasocostrittore e - ciò che la rende desiderabile come "droga" - un potente stimolante del sistema nervoso centrale (SNC). Il suo primo uso medico risale al 1884 quando Carl Koller ne scoprì l'azione anestetica locale e ne introdusse l'uso negli interventi di cataratta. Nello stesso anno, Freud ("Sulla cocaina") ne analizzò dettagliatamente (e entusiasticamente) gli effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale. Il pensiero si fa più chiaro, la parola più facile, aumenta la capacità di concentrarsi su quello che si sta facendo, e si prova una sensazione di benessere, sicurezza, controllo della situazione e aumentata/prolungata efficienza fisica. L'appetito si riduce, il sonno è ritardato, e può venir stimolata l'attività sessuale. Con dosi elevate, l'euforia può lasciare il posto a ansia, nervosismo, agitazione, pensiero confuso, dispersivo e sconnesso (come hanno dimostrato i primi sperimentatori, rileggendo gli appunti presi sotto l'effetto di dosi alte di cocaina!).


Modo d'uso, dosi durata degli effetti

Le foglie di coca vengono tenute in bocca, insieme a un po' di cenere, calce o altra sostanza basica, in un bolo all'interno di una guancia (acullico), e succhiate a lungo; oppure vengono usate per preparare un infuso caldo (mate de coca). Il cloridrato di cocaina, che è una polvere bianca solubile in acqua, si "sniffa" o si inietta. La cocaina-base (crack), in granuli non solubili, si "fuma". Fumare ha la stessa intensità e rapidità di effetti dell'iniezione endovenosa, e ha il vantaggio di non lasciare "tracce" visibili e di ridurre il rischio di infezioni e anche quello di overdose. Una dose singola di cloridrato di cocaina, in media, è di circa 20-40 mg. Dosi elevate possono essere pericolose. Gli effetti sono molto variabili da persona a persona e sono piuttosto imprevedibili. Chi soffre di ipertensione o malattie cardiovascolari non dovrebbe usare cocaina (né amfetamine). Gli effetti della cocaina durano non più di 40-60 minuti per chi "sniffa"; molto meno (10-20 minuti) per chi si buca o fuma. Segue una veloce ricaduta verso la "normalità", che può essere vissuta come sgradevole e deprimente, per cui spesso si ripete l'assunzione fino a esaurire la droga disponibile.
 
Problemi
Con le foglie i problemi non esistono. Con la cocaina, l'uso moderato e occasionale non ha serie conseguenze (salvo controindicazioni come ipertensione o altre malattie cardiovascolari, in cui la cocaina può essere molto pericolosa), e su questo ben testimoniano gli scritti di Freud. Invece, l'uso continuativo può creare seri problemi, e diventare non solo pericoloso, ma addirittura distruttivo e incapacitante (cfr. "Polvere" di G.C. Flesca). Una piccola ma significativa minoranza di persone non riesce a consumare cocaina con moderazione, ma alterna periodi di consumo frenetico - e quindi di iperattività, veglia forzata, stimolazione ben al di là delle proprie forze - a periodi di vero e proprio crollo psico-fisico. L'uso cronico può aggravare o anche creare problemi psichiatrici: si può diventare inquieti, ansiosi, sospettosi, fino a sviluppare veri e propri deliri paranoidi in cui ci si sente controllati, seguiti e perseguitati. Sono frequenti le allucinazioni visive (scintille, luci) e tattili ("insetti" sotto la pelle); inoltre possono comparire "tic" e altri sintomi psichiatrici, fino alla psicosi tossica acuta. La cocaina - soprattutto in queste situazioni che non si possono non definire "abuso" - può (come l'alcool) allentare i freni inibitori e facilitare comportamenti aggressivi e anche violenti.
 
Overdose
Inesistente per chi usa le foglie, rara per chi sniffa, è un pericolo reale per chi usa la cocaina per endovena e soprattutto per chi la trasporta ingerendone dei contenitori ("ovuli"). C'è una grande variabilità individuale, e una grande imprevedibilità, degli effetti della cocaina: una dose normale per una persona può essere elevata per un'altra. Una dose eccessiva può provocare ansia, irritabilità, tremore, vomito, fino a estrema agitazione, convulsioni, febbre alta e (assai raramente) coma e morte. Specie se iniettata o fumata, la cocaina può provocare emergenze cardiovascolari, anche rapidamente mortali: aritmie, infarto miocardico, emorragie cerebrali. Non ci sono antagonisti specifici per l'overdose da cocaina, e le sole terapie possibili sono quelle di supporto.






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